Premier League, Sakho: "So cos'è la fame e ora aiuto chi ha bisogno"

Il difensore del Crystal Palace ha raccontato la sua storia di riscatto sociale, dalle difficoltà dell'infanzia alla costruzione di un orfanotrofio dedicato a suo padre.

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Il calcio, come la società in cui viviamo del resto, è fatto di persone dalla provenienze più disparate ed è fatto di storie che possono essere normali, persino banali, ma offre anche racconti interessanti, complessi, a volte pure commoventi, dalla Serie A alla Premier League.

Quella che ha raccontato a Sportsmail Mamadou Sakho, appartiene a quest'ultimo tipo: 29 anni da pochi giorni, il difensore centrale del Crystal Palace la sua vita l'ha attraversata davvero come fosse su un ottovolante.

Un'infanzia povera e difficile a Parigi, il riscatto attraverso il calcio che lo ha accolto giovanissimo - a 17 anni era capitano del Paris Saint-Germain - il sogno realizzato della Premier League, chiamato dal Liverpool nel 2013, la gogna e la vergogna di una squalifica per doping poi cancellata. Una macchia ingiusta che non è stata facile da rimuovere, anche perché intanto i Reds lo avevano messo ai margini, fino al rientro, otto mesi dopo, al Crystal Palace però.

Premier League SakhoGetty Images

Premier League: Sakho, una storia di riscatto sociale

Ma Sakho non si guarda indietro, non recrimina, anche se non dimentica il passato, a cominciare dalla povertà vissuta nel Goutte d'Or, il quartiere multietnico di Parigi non lontano da Montmartre:

Un giorno mi sono reso conto che una signora a cui avevo chiesto qualche spicciolo per comprare del pane temeva che volessi rapinarla e ha stretto a sè la borsa. Quel gesto mi ha scioccato. 

Mamadou Sakho Liverpool KloppGetty Images
Mamadou Sakho con Klopp, uno dei momenti felici della sua esperienza al Liverpool

Da allora Mamadou si è dato l'obiettivo di diventare qualcuno e trovare il modo di aiutare chi ha bisogno. Promessa mantenuta, attraverso Amsak (Association Mamadou Sakho), un'associazione di volontariato che ha lo scopo di aiutare persone in Francia, Inghilterra e Africa. Ma non è tutto, perché come racconta al Mail, quando hai un po' di popolarità, devi usarla in modo positivo: per questo ora si è lanciato nel progetto di costruire un orfanotrofio a Tamba, la città del Senegal, da cui proveniva il padre Souleymane, scomparso quando lui aveva solo 13 anni, e dal padre prenderà il nome:

Il giorno in cui ho perso mio padre sono diventato un uomo con delle responsabilità. A quel punto diventare un calciatore era un obbligo. Quando mi chiedono se sia stato difficile diventare capitano del Paris Saint-Germain a soli 17 anni, io rispondo che la fascia più difficile che ho indossato nella mia vita è stata quella per la mia famiglia, quando avevo 13 anni.

Il sorriso di Sakho non si spegne mai, nemmeno quando il discorso scivola su quella maledetta e ingiusta squalifica per doping e sulle conseguenze che ne derivarono, e non solo in Premier League. Sì, perché allora, si era alla vigilia di Euro 2016, Mamadou perse anche la Nazionale, nella quale aveva già disputato un trentina di partite. Ottenuta piena riabilitazione, ha sperato di rientrare nel gruppo che poi ha vinto i Mondiali di Russia, ma non ce l'ha fatta:

Nessun rimpianto: sono sempre umile, lavoro duramente e anche quando il duro lavoro non mi ripaga, posso guardarmi allo specchio e dire che ci ho provato. Sono orgoglioso della Nazionale, faccio i complimenti ai miei compagni che ce l'hanno fatta. So di aver scritto una pagina di quella squadra, ma la storia non è finita e il libro è ancora aperto. 

Talmente aperto che, grazie al suo duro lavoro, in Nazionale Mamadou ci è tornato per davvero: convocato da Deschamps per i match di Nations League e le amichevoli post Mondiali, è tornato a indossare la maglia dei Bleus a novembre contro l'Uruguay. Due anni e mezzo di purgatorio, un'eternità per un calciatore, ma non per lui:

La vita è breve. Il calcio stesso è breve. Io sono positivo per filosofia: noi calciatori siamo qui per regalare sorrisi e uno spettacolo positivo.

Mamadou SakhoGetty Images
Mamadou Sakho in gol con la maglia del Crystal Palace

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