Coppa Italia, le pagelle di Lazio-Milan: all'Olimpico vince la noia

I padroni di casa provano a costruire qualcosa ma sbattono contro il muro rossonero, con Immobile che si divora l'unica vera occasione: finisce 0-0, sarà decisivo il ritorno a San Siro.

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Oltre a lottare in Serie A per un piazzamento in Champions League, Lazio e Milan si trovano di fronte anche in semifinale di Coppa Italia, trofeo che resta comunque un obiettivo importante per entrambi i club. A quattro giorni di distanza dal derby contro la Roma Simone Inzaghi schiera comunque gran parte della formazione titolare, imitato da Gattuso che lascia spazio a Laxalt e Borini sulla corsia sinistra e per i gol si affida al solito Piatek, capocannoniere del torneo.

L'andata della prima semifinale di Coppa Italia si rivela essere una partita nervosa e inaspettatamente arida di emozioni: Lazio e Milan sono entrambe molto attente a non scoprirsi e davvero poco ispirate in fase offensiva, anche se a onor del vero la gara viene condotta dal primo all'ultimo minuto dai padroni di casa, che si affidano agli sprazzi di un Correa che sembra predicare nel deserto e non possono contare sul miglior Ciro Immobile che fallisce l'unica grande occasione della gara intorno alla mezz'ora calciando fuori da buona posizione.

Sicuramente peggiore complessivamente la prestazione del Milan, che pur non correndo mai grandi rischi non riesce mai a imbastire un'azione degna di questo nome: Suso è spento, Piatek è isolato e tocca pochissimi palloni, Borini si sfianca in copertura, messo in difficoltà dalle sgroppate di Patric e dalla scarsa intesa con Laxalt mentre a centrocampo Bakayoko, nonostante qualche virtuosismo di troppo, è uno dei migliori, il muro dove sbattono numerose iniziative della Lazio. Non può che finire 0-0, ed è così che la gara va in archivio: sarà a San Siro che le rossoneri e biancocelesti scopriranno chi tra loro raggiungerà la finale del 15 maggio.

Coppa Italia, Piatek non lascia il segnoGetty Images

Coppa Italia, le pagelle di Lazio-Milan

Lazio (3-5-1-1): Strakosha 6; Patric 6, Acerbi 7, Bastos 6,5; Romulo 6 (89' Marusic SV), Parolo 5,5 (73' Luis Alberto 5,5), Lucas Leiva 6,5, Milinkovic-Savic 6, Lulic 6; Correa 7; Immobile 5 (80' Caicedo SV).

Milan (4-3-3): G. Donnarumma 5,5; Calabria 5,5, Musacchio 6, Romagnoli 6, Laxalt 5,5; Kessié 6 (29' Calhanoglu 5,5), Bakayoko 6, Paquetà 5 (85' Biglia SV); Suso 4,5 (73' Samu Castillejo 6), Piatek 5, Borini 5,5.

I migliori

Acerbi - 7

Tornato meritatamente nel giro della Nazionale a novembre, si conferma uno dei migliori difensori italiani in circolazione annullando Krysztof Piatek, non certo uno qualunque: vero è che lo aiutano il fatto che il polacco venga lasciato praticamente solo dai compagni e l'ottima intesa con i compagni di reparto, ma nelle occasioni in cui si trova uno contro uno è sempre puntuale ed efficace.

Correa - 7

Le poche emozioni di una serata piuttosto scialba le regala l'argentino: schierato inizialmente come trequartista, con l'avanzare dei minuti avanza di conseguenza la sua posizione in campo mettendo diverse volte in apprensione un Milan che non sempre riesce a prevederne le intenzioni. Peccato che i suoi tentativi verso la porta difesa da Donnarumma siano poco convincenti e che, soprattutto, Immobile non sia al meglio. Si conferma giocatore di qualità.

Coppa Italia, scialba prova di SusoGetty Images

I peggiori

Suso - 4,5

Lo spagnolo è un fantasma, si vede poco e quando tocca il pallone non è mai in grado di impensierire la retroguardia avversaria. Vero è che non sembra particolarmente cercato dai compagni, ma questo avviene anche perché probabilmente questo Suso sembra soltanto il lontano parente di quello che si era ben distinto nella passata stagione.

Immobile - 5

Non che il suo collega rossonero Piatek faccia di meglio, ma il centravanti della Lazio può contare su una squadra che mantiene costantemente il controllo del gioco e soprattutto ha sulla coscienza il tiro sbilenco con cui alla mezz'ora spreca quella che si rivelerà essere l'unica vera occasione da gol in 90 minuti. Non è al meglio e la squadra ne soffre, dato che senza il suo usuale apporto negli ultimi 16 metri segnare diventa difficilissimo.

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