Fernando Alonso: dai trionfi contro Schumacher al sogno Indy

Lontani i tempi in cui vinceva titoli in Formula 1, adesso Fernando Alonso è concentrato sull'IndyCar. E a quasi 38 anni ha ancora un sogno nel cassetto

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Una delle novità del campionato di Formula 1 2019 è sicuramente l'assenza di Fernando Alonso. Dal 2003 al 2018 il pilota spagnolo aveva corso ininterrottamente nel Mondiale e l'assenza di uno come lui si sentirà. Nonostante le ultime stagioni difficili, il 37enne spagnolo è rimasto sempre uno dei più apprezzati nell'ambiente. Tutti erano a conoscenza del fatto che il suo valore fosse ben superiore a quello che dicevano i risultati al volante di una deludente McLaren.

Il ritorno nella scuderia di Woking è stato il fallimento più grande della sua carriera. Quattro stagioni praticamente buttate per un driver come lui, sicuramente in grado di giocarsi podi e vittorie con una monoposto competitiva. Ha sposato un progetto che non si è rivelato vincente, come invece lui credeva. Vedere Alonso faticare a stare in top 10 è stato qualcosa di incredibile e al quale nessuno era abituato. A volte ci ha messo del suo nel riuscire a conquistare piazzamenti che altri al suo posto con la medesima vettura non sarebbero riusciti ad ottenere. Tanta frustrazione, naturalmente, ma è innegabile come abbia sempre cercato di dare il massimo in mezzo alle difficoltà.

La decisione di lasciare la F1 non è stata presa a cuor leggero, però Fernando ha preferito evitare di correre ancora senza obiettivi importanti. I top team del campionato avevano già fatto altre scelte, pertanto non c'erano a disposizione sedili che lo invogliassero a rimanere nel Mondiale. Comportamento saggio da parte del pilota nato a Oviedo nel luglio 1981, che si è fatto da parte e che in questo 2019 sarà comunque al volante per raggiungere un traguardo al quale tiene molto: la Triple Crown. Dopo aver vinto il Gran Premio di Monaco di Formula 1 e la 24 Ore di Le Mans, gli manca solamente la 500 Miglia di Indianapolis per coronare il proprio sogno. Per prepararsi al meglio, ha già corso e vinto la 24 Ore di Daytona a gennaio. A marzo poi affronterà la 1500 miglia di Sebring e a inizio maggio dovrebbe partecipare pure alla 6 Ore di Spa, prima di volare negli Stati Uniti per la sfida della Indy 500.

Fernando Alonso Lewis Hamilton Formula 1 Abu Dhabi 2018Getty Images
Fernando Alonso e Lewis Hamilton nell'ultimo GP 2018 ad Abu Dhabi

La Formula 1 di Fernando Alonso: i successi in Renault e lo scontro con Hamilton

Sicuramente dispiace non vedere più Fernando Alonso in F1, anche perché va ricordato che è un due volte campione del mondo. Dopo l'esordio nel 2001 con la Minardi, il passaggio in Renault gli permise di vincere il titolo sia nel 2005 che nel 2006. Fu lui ad interrompere il dominio del binomio Ferrari-Schumacher che durava da cinque anni consecutivi. A dire il vero, però, il suo vero rivale nel 2005 fu Kimi Raikkonen con la McLaren motorizzata Mercedes. In quella stagione la scuderia di Maranello non aveva una monoposto sufficientemente competitiva per giocarsi il Mondiale e difatti vinse solamente un GP, quello di Indianapolis al quale parteciparono solamente i sei piloti con vetture gommate Bridgestone. Infatti, quelli con pneumatici Michelin non presero parte alla gara perché le coperture francesi non si dimostrarono affidabili nel corso del weekend. Tutti rientrarono ai box dopo il giro di ricognizione, Fernando incluso.

Nel 2006 si concretizzò il duello tra lo spagnolo e il leggendario Schumi, all'ultimo anno di Formula 1 prima del clamoroso ritorno del 2010. Nonostante la grande rimonta del ferrarista, fu ancora Alonso a trionfare. Il pilota di Oviedo aveva già annunciato con largo anticipo che dal 2007 sarebbe approdato nel team McLaren, che possedeva una vettura velocissima alla quale dover apportare solamente alcuni miglioramenti inerenti l'affidabilità. Quella stagione fu davvero particolare: l'asturiano fu protagonista di una battaglia durissima con il compagno Lewis Hamilton, ed entrambi alla fine furono beffati da Kimi Raikkonen, vincitore del titolo con la Ferrari per un solo punto. Si crearono forti tensioni tra lui e il rivale inglese, allora all'esordio nel campionato. Si ruppe anche il rapporto con i vertici della scuderia di Woking, in particolare con il team principal Ron Dennis. Il divorzio fu inevitabile e difatti alla fine di quella annata avvenne la risoluzione del contratto.

Nonostante le ricche offerte di Toyota, Honda e Red Bull il due volte campione del mondo decise di fare ritorno in Renault nel 2008. La chiamata dell'amico Flavio Briatore fu decisiva. Tuttavia, la monoposto francese non era più la stessa che gli aveva permesso di vincere in passato. S'impose solamente in due gare e conquistò altri due podi nel biennio con la scuderia di sede ad Enstone. La sua voglia di tornare a lottare per il titolo era però tanta e così decise di cambiare nuovamente squadra, visto che la Renault non soddisfaceva le sue ambizioni.

Fernando Alonso Formula 1 Ferrari Monza 2010Getty Images
Fernando Alonso festeggia il successo a Monza nel 2010

Alonso: rimpianti in Ferrari e fallimento McLaren, ora l'IndyCar

Alonso dal 2010 corre con la Ferrari, quella che era stata la sua grande rivale tra il 2006 e il 2007. Da avversari ad alleati per tornare a conquistare insieme il titolo mondiale. Lo spagnolo vince all'esordio in Bahrein e poi altre quattro gare durante la stagione, arrivando all'ultimo GP negli Emirati Arabi in testa alla classifica con 8 punti di vantaggio su Mark Webber e 15 su Sebastian Vettel. Il trionfo sembra decisamente alla portata, ma un clamoroso errore di strategia del team consentì a Seb di aggiudicarsi gara e titolo. Lo spagnolo, settimo al traguardo, perse per 4 punti. Nel 2012 addirittura per soli 3 punti, sempre contro il tedesco. Molta frustrazione per Fernando, che riusciva a fare la differenza contro una Red Bull decisamente superiore. Dopo un altro secondo posto finale l'anno successivo, nel 2014 il malumore esplose e lo spinse lasciare la scuderia di Maranello.

Dal 2015 si concretizzò il ritorno in McLaren, che abbandonò i motori Mercedes per sposare un nuovo progetto con Honda. Un progetto risultato pesantemente fallimentare e che ha portato al divorzio tra il team di Woking e la casa di Tokio a fine 2017. Lo scorso anno la monoposto inglese fu equipaggiata con power unit Renault e i risultati sono rimasti comunque distanti da quelle che sono le ambizioni di uno come Alonso, che nel corso del 2018 ha deciso di voltare pagina e di cercare nuove stimolanti sfide. L'obiettivo è divenuto quello di conquistare la Triple Crown, ovvero il titolo non ufficiale riconosciuto ai piloti che riescono a vincere le tre gare più importanti al mondo: GP di F1 a Monaco, 24 Ore di Le Mans e 500 Miglia di Indianapolis. Nella storia ci è riuscito solamente il leggendario Graham Hill.

Fernando nel Principato aveva già trionfato due volte tra il 2006 e il 2007, quindi gli rimanevano da ottenere gli altri due successi. Il 17 giugno 2018 Alonso ha coronato il sogno di vincere la prestigiosa 24 Ore di Le Mans, competizione che fa parte del campionato mondiale Endurance. Lo ha fatto alla guida della Toyota TS050 Hybrid, insieme ai compagni Kazuki Nakajima e Sebastien Buemi. Adesso tocca alla 500 miglia di Indianapolis, gara del campionato IndyCar. Vi aveva già preso parte nel 2017, ma si ritirò per un guasto al motore della sua McLaren Honda. Ci riproverà a maggio 2019, sperando che sia la volta buona per prendersi l'ambita tripla corona che rappresenterebbe una ciliegina sulla torta della sua fantastica carriera.

Fernando Alonso Sebastien Buemi  Kazuki Nakajima 24 Ore Le MansGetty Images
Alonso trionfatore alla 24 Ore di Le Mans 2018 con Buemi e Nakajima

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