Premier League, il record di Hodgson: è il più anziano manager di sempre

Guidando il Crystal Palace al pareggio sul campo del Leicester il tecnico ex-Inter e Nazionale inglese supera un'icona come Sir Bobby Robson entrando nella storia.

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Guus Hiddink, Neil Warnock, Alex Ferguson e infine anche Bobby Robson: Roy Hodgson, primo allenatore dell'era di Massimo Moratti all'Inter e in Italia ingiustamente ricordato solo per una disgraziata finale di Coppa UEFA e per la leggenda - mai provata nei fatti - di aver preferito Pistone a Roberto Carlos, entra nella storia del calcio inglese diventando l'allenatore più anziano ad aver mai seduto su una panchina di Premier League.

Un traguardo che il tecnico attualmente al Crystal Palace ha centrato nel pomeriggio di oggi guidando i suoi sul campo del Leicester City. È arrivata una sconfitta per 4-1, ma l'obiettivo, quello della permanenza in Premier League, continuerà. Anche perché, se centrato, gli permetterebbe di prolungare il record raggiunto all'età di 71 anni e 198 giorni.

Hodgson, tecnico giramondo che in carriera ha allenato in Scandinavia, Svizzera, Italia e Inghilterra, si è guadagnato un posto nella storia guidando alla salvezza il Crystal Palace nel corso della Premier League 2017/2018 con una spettacolare rimonta nel finale di stagione che ha portato un ottimo 11esimo posto finale a una squadra che era partita malissimo sotto la guida di Frank De Boer, un altro che come lui è passato dall'Inter ma che a differenza sua in nerazzurro ha fallito davvero. Mister Roy no, lui se ne andò da signore, rassegnando le dimissioni dopo aver condotto la squadra al terzo posto e a una finale europea persa in seguito a un arbitraggio quantomeno discutibile.

Premier League, traguardo per Roy HodgsonGetty Images
In una carriera cominciata nel 1976 Roy Hodgson ha allenato un totale di 20 squadre tra club e Nazionali in 8 diversi Paesi.

Premier League, Roy Hodgson nella storia: è il più anziano manager di sempre

Per andare all'Inter aveva abbandonato la Svizzera, dov'era considerato un eroe e dove per molti aveva raggiunto l'apice di una carriera che in realtà il suo punto più alto lo ha toccato, come lui stesso ha raccontato, in Svezia: nella sua prima esperienza in panchina, trent'anni ancora da compiere, Roy Hodgson aveva trasformato in pochi mesi l'Halmstad da serio candidato alla retrocessione a trionfatore dell'Allsvenskan, un'impresa che nel Paese scandinavo ancora oggi viene ricordata e utilizzata come metro di paragone per definire un risultato miracoloso.

In Svezia Hodgson tornerà due volte, dopo una breve e fallimentare esperienza al Bristol City, guidando prima l'Orebro e poi il Malmoe con cui nella seconda metà degli anni '80 centra due titoli di campione di Svezia che vanno ad aggiungersi a quelli raggiunti con l'Halmstad. Quindi il panorama cambia completamente, e questo inglese che ama il 4-4-2 e un calcio semplice - ma non per questo semplicistico - finisce in Svizzera a guidare prima il Neuchatel Xamax e poi la Nazionale.

È la Svizzera di Chapuisat e Sforza, di Sutter, Fournier e Geiger, è la Svizzera che nelle qualificazioni fa vedere i sorci verdi all'Italia di Roberto Baggio e Arrigo Sacchi e che negli Stati Uniti supera un girone che comprende i padroni di casa, la Romania e la Colombia. È la squadra, in sintesi, che rilancia il movimento calcistico nazionale e che spinge il Paese verso il futuro, che oggi vede i rossocrociati avversari da prendere con le molle per chiunque.

Roy Hodgson e Paul Ince all'InterGetty Images
Roy Hodgson e Paul Ince all'Inter, stagione 1995/1996.

E poi ecco l'Italia, l'Inter, primo allenatore voluto da quel Massimo Moratti che resterà sempre un suo grande ammiratore a differenza dei tifosi, che lo contestano pesantemente al termine della sconfitta nella doppia finale di Coppa UEFA contro lo Schalke 04 spingendolo ad andarsene. Sono dimissioni del tutto spontanee, quelle di un uomo ferito - ingiustamente - nella propria professionalità e che pure due anni dopo tornerà per chiudere da tecnico ad interim una stagione disgraziata cominciata con Gigi Simoni e proseguita con Lucescu e Castellini.

Dopo l'esperienza all'Inter Hodgson prosegue una carriera che non lo vede ancora profeta in patria: va male al Grasshoppers, vince il campionato in Danimarca con il Copenhagen, resta 6 mesi sulla panchina dell'Udinese e 2 anni su quella degli Emirati Arabi Uniti, quindi finisce il giro della Scandinavia guidando il Viking nel campionato norvegese e quindi la Finlandia. È il 2007 quando il Fulham gli concede quella che forse è la sua prima vera possibilità in Inghilterra, che sfrutta centrando la finale di Europa League e guadagnandosi la stima dei suoi connazionali, che quasi avevano scordato la sua esistenza prima.

Seguiranno due esperienze dimenticabili con Liverpool e West Bromwich Albion e la meritata chiamata sulla panchina dell'Inghilterra, dove però i risultati sono decisamente al di sotto delle aspettative. Potrebbe essere finita così, ma il fallimento di De Boer al Crystal Palace e la voglia irrefrenabile di continuare a fare il mestiere che fa da più di quarant'anni spingono Hodgson ancora in pista, fino a questo storico traguardo: è l'allenatore più anziano ad aver mai allenato in Premier League e ha intenzione di allungare il suo stesso record, salvando i Glaziers e concedendosi un altro anno al sole. Perché il lavoro, si sa, logora chi non ce l'ha.

È bello lavorare ancora. Ho sempre pensato che quando sarebbe arrivato il momento di andare in pensione lo avrei saputo, e quella sensazione ancora non è arrivata. Mi piace pensare alle cose giorno per giorno, non vorrei mai continuare a lavorare soltanto per il gusto di continuare. Quando quel giorno arriverà spero di essere bravo a cogliere il momento giusto per lasciare il calcio con grazia. E che sarò abbastanza saggio da saper smorzare la mia passione e i profondi sentimenti che provo nei confronti del calcio per imparare a vivere senza.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.