Pick a kick: UA Curry 5, poco funzionale e con alcune mancanze

La signature shoe della stella dei Warriors è a un modello interlocutorio che non ha convinto né noi, né molti testers.

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Per gli appassionati di basket le scarpe sono un vero e proprio oggetto di culto perché, al netto degli indumenti, è l’unico accessorio tecnico da indossare che può fare la differenza su alcuni tipi di prestazioni. Se in NBA sempre più giocatori hanno le cosiddette signature shoes, anche i giocatori NCAA sfruttano i grandi marchi per provare quella che poi sarà la loro sponsorizzazione al piano di sopra. Il capitolo kicks in questi giorni è molto d’attualità, perché nel big match tra Duke e North Carolina con prezzi dei biglietti ai livelli del Super Bowl, dopo pochi minuti di gioco si è infortunato Zion Williamson. Per chi ha visto la dinamica è difficile capire quanto la deflagrazione della scarpa sia stato la causa o l’effetto della sua distorsione al ginocchio, ma sta di fatto che la pubblicità alla Nike e alle PG in particolare non è idilliaca.

Noi di FoxSports abbiamo avviato qualche tempo fa la rubrica Pick a kick per recensire le scarpe che potrebbero fare al caso vostro e mettervi nella miglior condizione possibile nello scegliere il modello da usare in campo per evitare situazioni “alla Williamson”. Mettiamo a disposizione la nostra prova sul campo (tutte quelle che recensiamo vengono testate per un periodo) e diamo la nostra analisi con il nostro resoconto tecnico, di composizione, vestibilità e comodità. Steph Curry è l’indiscusso testimonial NBA di Under Armour e la sua signature shoes sta macinando modelli su modelli. Grazie alla sempre gentile e disponibile collaborazione di UA Italia, abbiamo potuto provare le Curry 5 testandole e torchiandole sui campi da gioco.

Per la prima volta ci siamo trovati davanti a una scarpa piuttosto difficile sin dagli inizi da adattare alle nostre esigenze. L’esterno presenta, perlomeno nel modello testato, una colorazione in stile “bordini dei Brooklyn Nets” con colori misti e un effetto particolare. I dubbi sulla tenuta si nutrono subito nonappena si nota un po' troppo tessuto nella parte alta che per forza di cose inficia sulla stabilità della scarpa. Le perplessità aumentano anche solamente con la calzata.

Le UA Curry 5 ai piedi di StephGetty Images

Calzata difficile e tenuta sulla caviglia non eccelsa

Con la presenza di così tanto tessuto nella parte superiore ci si aspetterebbe un inserimento del piede comodo, agevole, quasi molle e invece il primo minus (piuttosto noioso) di questa scarpa sta proprio nel far entrare il piede. Abbiamo provato sia con cavigliere che senza, ma la calzata è davvero complicata e in alcuni casi fa quasi passare la voglia di indossarla. Dopo la fatica del primo approccio si capisce subito che la base a livello di ammortizzazione non si distacca molto dalla versione quattro perdendo quindi un’occasione per dare un plus al modello successivo.

Un punto a favore è il supporto e la solidità della parte bassa che garantisce un’ottima sensazione di compattezza, cosa  che la parte superiore fisiologicamente più morbida potrebbe far pensare. Delle scarpe provate sinora la base e il supporto fornito sulla pianta del piede delle UA Curry 5 sono tra le migliori in assoluto di quest’ultima annata. Le ali laterali proteggono al meglio il piede dai movimenti di scivolamento e anche il supporto mesh misto plastica che c’è sulla parte posteriore del piede fornisce una stabilità uniforme che non permette alcun tipo di sorpresa.

Curry testimonial principe di Under ArmourGetty Images

Trazione e brutte esperienze

Personalmente non ho trovato particolari problemi nella trazione della scarpa, in quanto la differenza di durezza tra il centro della pianta e la parte laterale è più che sufficiente a tenere un buon grip per un giocatore di basso livello e dalla relativa velocità di base come chi ha le ha provate. Alcuni altri tester, soprattutto americani, hanno riscontrato una perfetta resa delle scarpe sulle superfici ottime dei campi di alte categorie, ma diverse difficoltà quando le condizioni si deterioravano in fondi magari di minors o perlomeno scarsamente curati. Ci sono anche alcune immagini di chi non si è trovato assolutamente bene con il comfort della scarpa interna che ha creato vesciche, però in questo caso viene da pensare che non fosse la scarpa adatta, visto che non ho ravvisato assolutamente problemi di questo tipo.

Considerate alcune difficoltà tecniche, il consiglio è come sempre di provare la scarpa e verificare il proprio fit. Sarà importante, nel caso propendiate per questo modello, fare un test anche con la cavigliera (nel caso la utilizziate) e forse abbondare con un mezzo numero in più vista la calzabilità un po' stretta soprattutto in caso di piede piatto. Di positivo c’è un’ottima freschezza all’interno della scarpa garantita dal tessuto e anche migliorata rispetto alla versione quattro. Ovviamente con l’uscita già del sesto modello si spera in un miglioramento soprattutto della tomaia, perchè sicuramente questo non passerà alla storia come il migliore della gamma presentata dalla stella NBA.

 

 

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