Montezemolo: "Schumacher consigliò Vettel. Rossi? Ecco cosa mi disse"

Montezemolo torna a parlare di Ferrari, augurando il ritorno alla vittoria del titolo in Formula 1. Si è espresso anche su Schumie la coppia Vettel-Leclerc.

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La vita di Luca Cordero di Montezemolo è stata fortemente caratterizzata dal colore rosso. È quello della Ferrari, alla quale è stato legato per tantissimi anni. Dal 1973 al 1977 ha ricoperto il ruolo di responsabile del team di Formula 1, poi dal 1991 al 2014 è stato presidente della prestigiosa azienda automobilistica italiana. Oltre un ventennio di carriera, caratterizzato anche da numerose vittorie importanti.

Sono otto i titoli piloti e dieci quelli costruttori vinti. Un ottimo bottino conquistato con piloti come Niki Lauda, Michael Schumacher e Kimi Raikkonen. Anche se pure i rispettivi compagni hanno avuto un ruolo in quei successi. Il più vincente è stato Schumi, che ha riportato il Cavallino Rampante in vetta alla F1 a distanza di ben ventuno stagioni dall'ultimo trionfo iridato. Il tedesco conquistò cinque mondiali consecutivi tra il 2000 e il 2004, dopo i due vinti ai tempi della Benetton, divenendo il driver più vincente della storia di questo sport.

Gli ultimi anni di Montezemolo come presidente della Ferrari non furono semplici in ambito sportivo. Infatti, nonostante la presenza di un campione straordinario come Fernando Alonso al volante, la monoposto non era all'altezza e lo spagnolo è stato fin troppo bravo nel riuscire a giocarsi il titolo per due volte contro una Red Bull molto superiore. Il suo rivale fu quel Sebastian Vettel che lo ha poi rimpiazzato nel team di Maranello e che nel 2019 sogna finalmente di diventare campione del mondo con la Ferrari.

Montezemolo Schumacher Todt Ferrari Formula 1Getty Images
Luca Cordero di Montezemolo con Michael Schumacher e Jean Todt

Formula 1, i ricordi di Montezemolo sulla Ferrari e Schumacher

Montezemolo ha rilasciato un'intervista al quotidiano Tuttosport e ha ripercorso tutta la propria carriera, con inevitabile riferimento alla lunga esperienza in Ferrari. Due periodi diversi, il primo con le vittorie di Lauda e il secondo con quelle di Schumacher, ma entrambi gli sono rimasti nel cuore.

Anni fantastici. Con Lauda abbiamo cominciato insieme, io giovane responsabile della squadra corse e lui pilota sconosciuto. Abbiamo vinto subito per tre volte il mondiale costruttori e per due volte il mondiale piloti. Poi sono tornato la seconda volta ed è stata una marcia trionfale, con la Ferrari che ogni anno vinceva il Mondiale oppure arrivava a sfiorare il successo fino all’ultima corsa. Un dominio assoluto, culminato con i cinque titoli di fila di Schumacher. Momenti straordinari.

L'ex numero uno della casa automobilistica di Maranello ha ricordato che con Lauda era più amico, perché ci viveva a stretto contatto. Però li ritiene simili per talento da piloti: entrambi velocissimi, concentrati e attenti alle esigenze della squadra. Montezemolo lavorava per la scuderia quando nell'agosto 1976 l'austriaco ebbe un gravissimo incidente al Nurburgring: la sua monoposto prese fuoco e fu estratto dall'abitacolo in condizioni critiche, viste le gravi ustioni subite e i fumi della benzina inalati. Per fortuna si salvò e riuscì anche a tornare a correre, seppur il suo volto sia rimasto sfigurato per sempre. A proposito di situazioni di salute complicate, anche Schumacher ne sa qualcosa. Sulla pista da sci di Meribel (Francia) nel dicembre 2013 cadde battendo malamente la testa e riportando un trauma cranico grave. Ha rischiato di perdere la vita e non ci sono notizie certe sulle sue condizioni attuali, anche se circolano indiscrezioni incoraggianti. Montezemolo sull'argomento non si è sbilanciato.

Di questo preferisco non parlare. Però le dico che Schumacher è un lottatore. Suo figlio sulla Ferrari in F1? E’ un bravissimo ragazzo, serio, preparato. Ma non dobbiamo mettergli pressione. Certo, è una grande suggestione.

Valentino Rossi Ferrari Formula 1Getty Images
Valentino Rossi ai tempi del test in Ferrari

F1, Montezemolo parla di Vettel e Valentino Rossi

L'imprenditore e manager bolognese spera di rivedere la Ferrari trionfare in Formula 1. Toccherà alla coppia Vettel-Leclerc riportare il celebre marchio italiano a vincere. L'ultimo titolo piloti risale al 2007, conquistato da Raikkonen, e l'ultimo costruttori al 2008. Questo è anche il novantesimo anno di esistenza dell'azienda e pertanto sarebbe speciale riuscire a strappare la corona iridata al binomio Hamilton-Mercedes. Montezemolo si sente fiducioso.

Proprio Schumacher, quando era consulente, mi consigliò Vettel, che veniva da grandi vittorie con la Red Bull, ma voleva altre soddisfazioni. E capimmo subito che poteva essere l’uomo giusto. Leclerc è bravo e giovane, ma deve collaborare con Vettel, deve sostenerlo. E allora sì che arriverà la vittoria tanto attesa. Sono sicuro che questa Ferrari farà molto bene. E spero naturalmente che torni a vincere già quest’anno. Perché la Ferrari è nel mio cuore.

Una folle idea che venne dalle parti di Maranello fu quella di far correre Valentino Rossi in F1. Il nove volte campione del Motomondiale fece anche alcuni test sulla monoposto e la possibilità di lasciare la MotoGP fu concreta. Ma poi il Dottore decise di restare nello sport che lo aveva reso una leggenda, senza rischiare il passaggio ad un altro nel quale i risultati sarebbero stati incerti. Montezemolo è tornato su quella vicenda ricordando le parole del 40enne pilota Yamaha.

Valentino fece diverse prove con noi. Era bravo, Però un giorno mi confessò, con grande intelligenza. «Presidente: io sulle moto arrivo primo, sulle auto chissà. La ringrazio per l’opportunità, ma ho deciso di continuare a fare il mio mestiere». Ed ha avuto ragione. Anzi, attraverso il giornale vorrei fargli sapere che 40 anni sono l’età giusta per tornare a vincere! Ne sono sicuro.

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