Europa League: guida al Salisburgo, il prossimo avversario del Napoli

L'urna di Nyon regala al Napoli la compagine austriaca, un mix di talento e organizzazione che l'anno scorso li ha condotti fino alle semifinali. Occhio al proiettile zambiano Daka.

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La parola Salisburgo non fa tornare in mente grandi ricordi ai tifosi italiani. Soprattutto a quelli della Lazio, che nella scorsa edizione di Europa League si sono visti privare di un (meritato?) accesso alle semifinali della seconda competizione europea per importanza, dopo la clamorosa rimonta subita nel quarto di ritorno in Austria. Quest'anno toccherà al Napoli testare la crescita della società gestita dalla Red Bull, multinazionale che commercia nel mercato delle bevande energetiche e che, da qualche anno, ha deciso di buttarsi anche nel calcio.

Quello costruito dalla Red Bull è un vero e proprio impero, soprattutto se consideriamo il fatto che quando il magnate austriaco Dietrich Mateschitz ha preso in mano l'attuale Salisburgo, una delle città più popolose del paese rischiava di non vedere calcio di alto livello per un bel po' di anni. Ovviamente i puristi del calcio hanno condannato la scelta della Red Bull, che una volta impossessatasi del club ha cambiato i colori sociali creando una secessione con la frangia più calda della tifoseria. Mentre un manipolo di ultras ha deciso di proseguire per la propria strada creandosi da zero un'altra realtà, a Salisburgo hanno cominciato a fare calcio seriamente.

Il Napoli giocherà l'andata in casa e, subito dopo il sorteggio avvenuto nel quartier generale della UEFA a Nyon, la dirigenza si è affrettata a commentare l'accoppiamento sostenendo che sarebbe potuta andare meglio. Vero, perché nell'urna c'erano anche squadre del calibro di Slavia Praga e Krasnodar, ma va detto che prendere il Salisburgo ha evitato alla squadra di Ancelotti di pescare le inglesi, la specialista Siviglia o addirittura l'Inter. Diciamo che il Salisburgo è un buon compromesso: non sarà facile, andranno presi con le molle, ma gli Azzurri possono giocarsela alla grande.

Una fase di Salisburgo - Bruges, partita dominata dagli austriaciGetty Images

Europa League, Napoli: ti aspetta il Salisburgo

Parlare di Salisburgo significa anche soffermarsi forzatamente sulla sua tradizione europea: sebbene si sia ormai consolidata come una solida realtà nonostante sia costretta a esprimersi in un campionato mediocre, la compagine austriaca sembra vittima di un maleficio che a oggi - per vari motivi - non gli ha mai permesso di giocare la fase a gironi di Champions League. L'obiettivo principale di Mateschitz infatti è proprio quello di innestare un processo di crescita economica creando un circolo virtuoso attorno all'ascesa del club. Poco male, perché le prestazioni in Europa League permetteranno alla società di proprietà Red Bull di partecipare alla prossima Champions League partendo finalmente dai gironi, visto l'incremento di punti nel ranking del quale lo stesso Salisburgo è stato l'artefice principale grazie al cammino fino alle semifinali della scorsa stagione.

Quest'anno non ha fatto eccezione. Fatti fuori dal playoff al piano superiore, i Tori Rossi sono stati inseriti in un raggruppamento molto complicato, dove oltre al Celtic e al Rosenborg se la sono vista con i cugini del Lipsia. In fase di sorteggio si erano sprecate le teorie complottiste, visto che le due società fanno capo alla stessa proprietà: in realtà il Salisburgo non ha avuto pietà dei suoi omologhi tedeschi, vincendo entrambe le partite e diventando parte attiva dell'eliminazione del Lipsia. Il girone in realtà è stato dominato, con sei vittorie in altrettante partite.

Già dall'esordio si era capito che quest'anno la squadra di Marco Rose avrebbe nuovamente fatto sul serio: dopo il 2-3 maturato in Germania, Dabbur e compagni hanno spazzato via Celtic e Rosenborg nel doppio turno casalingo, per poi andare a vincere sia in Norvegia che in Scozia. In mezzo, un 1-0 ancora al Lipsia, giustiziato dal gol di Fredrik Gulbrandsen, uno dei tanti giovani sconosciuti sui quali il Salisburgo ha puntato negli anni. Secondo i dati offerti da Transfermarkt, grazie a questa politica la società ha tirato su circa 123 milioni di euro di plusvalenze solo negli ultimi tre anni. E adesso, dopo aver strapazzato il Bruges, è di nuovo agli ottavi di finale di Europa League. Mica male eh?

Come gioca il Salisburgo: la formazione tipo

Il Salisburgo di Marco Rose gioca un calcio veloce, tecnico e decisamente propositivo, un sistema che premia i giocatori rapidi e soprattutto richiede grandi capacità nel far correre il pallone. Il portiere è Alexander Walke, estremo difensore molto esperto alla pari del capitano Andreas Ulmer, terzino sinistro e capitano della squadra. Sulla destra si muove un vecchio pallino di calciomercato del Napoli, Stefan Lainer: classe 1992, è un giocatore molto interessante e pronto per il salto a un livello superiore, ma le richieste per il suo cartellino (si parla di 20 milioni) hanno frenato un po' tutte le pretendenti.

I due centrali arrivano da Croazia e Brasile: il primo è il classe 1997 Mario Pograncic, talento cresciuto nel vivaio del Monaco 1860, mentre il secondo è André Ramalho, l'ennesimo gioiellino in procinto di compiere lo step successivo verso Lipsia. In mediana, con la partenza di un leader come Haidara, giocano il maliano Diadie Samassekou affiancato dall'esperto Zlatko Junuzovic e da Xavier Schlager, talento cristallino 21enne prodotto dal settore giovanile locale.

Interessanti sono poi le opzioni di Marco Rose per l'attacco, dove il ruolo di trequartista se lo contendono Hannes Wolf, 20 anni da compiere, e il giapponese Takumi Minamino, una piacevole scoperta che in questa stagione sta girando su numeri importanti. Davanti, vicino all'imprescindibile Munas Dabbur, ruotano il già citato norvegese Fredrik Gulbrandsen e Patson Daka. Quest'ultimo arriva dallo Zambia e gioca in Austria già da diversi anni: dopo essere stato aggregato al Liefering, la squadra B del Salisburgo, lo scorso anno è stato riportato alla base. Contro il Bruges ha dato prova di possedere grandi doti, risultando decisivo ai fini della qualificazione.

I precedenti

Tra Napoli e Salisburgo non ci sono precedenti. Nella sua storia, la formazione partenopea ha giocato solo due partite contro club provenienti dall'Austria. Per trovare un incrocio tra paesi però bisogna tornare alla Coppa UEFA 1966/67, quando gli Azzurri vinsero la doppia sfida al primo turno contro il Wiener Sport-Club. L'andata giocata al San Paolo finì 3-1 grazie alle reti di Cané, Sivori e Ottavio Bianchi, mentre al ritorno la squadra allora allenata dal grande Bruno Pesaola si impose 2-1 con le reti di Cané e Orlando.

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