Real Madrid, 1000 giorni da campioni d'Europa: è il regno più lungo di sempre

Da quando il più importante torneo d'Europa ha questo nome nessuno ha fatto meglio delle merengues, capaci di scrivere la storia a suon di vittorie.

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Venerdì 22 febbraio 2019 il Real Madrid festeggia 1000 giorni da campione d'Europa, un percorso straordinario iniziato il 28 maggio 2016 con la vittoria a Milano dell'11esima Champions League/Coppa dei Campioni arrivata dopo una tiratissima sfida con i "cugini" dell'Atletico Madrid risolta soltanto ai calci di rigore. In pochi avrebbero potuto immaginare che quel giorno avrebbe avuto inizio un dominio che ancora non si è interrotto e che segna un traguardo impensabile nella storia del calcio moderno.

Il rigore realizzato da Cristiano Ronaldo, l'ultimo della serie e arrivato dopo l'errore dal dischetto di Juanfran, segnò infatti la vittoria di una squadra sicuramente fortissima che in pochi avrebbero pronosticato come vincitrice dopo il mediocre inizio della stagione 2015/2016, segnata dalla fallimentare esperienza in panchina di Rafa Benitez. Il tecnico che avrebbe dovuto sostituire Carlo Ancelotti, vincitore de "La Décima" Champions nel 2014, era stato infatti sollevato il 4 gennaio in seguito a risultati altalenanti che però, nelle giornate di grazia, avevano fatto intuire che il Real Madrid nella partita secca avrebbe potuto sconfiggere chiunque.

A capirlo fu bravo soprattutto Zinedine Zidane, allenatore in seconda con Ancelotti ai tempi della vittoria arrivata due anni prima - sempre contro l'Atletico Madrid - e poi passato a guidare le giovanili: senza alcuna esperienza in prima squadra, non godendo di grande credito presso tifosi e addetti ai lavori, il tecnico francese avrebbe lasciato un'impronta indelebile nella storia del Real Madrid e della Champions League, protagonista con la squadra di una cavalcata che avrebbe portato le merengues sul tetto d'Europa per 3 volte consecutive.

Real Madrid, Zidane e le 3 Champions LeagueGetty Images

Real Madrid, un traguardo millenario

Il 22 febbraio 2019 saranno dunque 1000 giorni da campioni d'Europa per una squadra che ha decisamente segnato un'epoca calcistica: la squadra di Zinedine Zidane e di Cristiano Ronaldo, di Benzema e Sergio Ramos, di Marcelo e Modric, Kroos, Casemiro, Carvajal, del sottovalutatissimo portiere Navas e poi ancora di Bale e Isco, Pepe e Varane. Sono questi gli eroi del Real Madrid capace di vincere 3 Champions League consecutive, impresa riuscita all'inizio degli anni '70 del XX secolo soltanto a Ajax e Bayern Monaco e prima ancora, agli albori della competizione, addirittura in 5 edizioni di seguito proprio dagli antenati delle merengues di oggi, i grandi Di Stefano, Puskas e Paco Gento.

Dal 18 maggio 1960, anno dell'ultimo dei cinque trionfi consecutivi in Coppa dei Campioni del Real Madrid (7-3 sul malcapitato Eintracht Francoforte) al 26 maggio 2018, giorno in cui le merengues stendono il Liverpool del povero Karius con un gol di Benzema e una doppietta di Bale. In mezzo a queste due date così distanti c'è la storia di un trofeo diventato via via sempre più importante e dei due più grandi cicli un club che vincendolo in 13 occasioni ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio.

Il Real Madrid che vince la Coppa dei Campioni nel 1960Getty Images
Il primo grande Real Madrid, capace di vincere 5 edizioni consecutive della Coppa dei Campioni.

Il segreto delle ultime 3 vittorie consecutive? Il gruppo. La formazione che vince a Milano nel 2016 è composta da Navas, Carvajal, Sergio Ramos, Pepe, Marcelo, Kroos, Casemiro, Modric, Bale, Benzema e Cristiano Ronaldo. Quelle che trionferanno nelle due edizioni successive (vittime Juventus e Liverpool) avranno di diverso soltanto Varane al posto di Pepe in difesa e Isco in attacco al posto di Bale. Una vittoria di Zidane, capace di ricompattare un gruppo in crisi, restituirgli fiducia, trascinarlo alla vittoria e poi confermarsi anno dopo anno.

Dopo la vittoria del 2018, dopo Kiev, ecco l'estate degli addii: addio a Cristiano Ronaldo, il campione insostituibile che qualcuno pensa di poter sostituire, addio proprio a Zidane, colpevole di voler dire la sua sulla gestione di un gruppo che lui stesso ha plasmato e con cui ha sempre vinto. Ripartire non è facile, è storia recente: l'esperienza di Lopetegui è a dir poco fallimentare, l'arrivo di Solari sembra aver messo soltanto qualche pezza in una squadra che ancora stenta a ritrovare continuità, una propria identità.

Real Madrid, finale di Kiev contro il Liverpool, Champions League 2017/2018Getty Images
Il Real Madrid che sconfiggendo il Liverpool ha conquistato la terza Champions League consecutiva nel 2018.

Eppure il Real Madrid c'è, ancora. Presente nella competizione di cui ha scritto la storia, deciso a non mollare, spinto dall'orgoglio di campioni che non possono essere diventati improvvisamente dei brocchi. In panchina c'è un allenatore che non ha mai avuto esperienze in prima squadra, arrivato dalle giovanili in un momento di crisi e senza godere di alcun credito: Solari non sarà Zidane, e Cristiano Ronaldo indubbiamente logora chi non ce l'ha, ma la storia indubbiamente deve insegnare qualcosa. Siamo sicuri che sia davvero finita?

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