MLS 2019, addio Villa: New York City FC, cercasi gol disperatamente

L'ultima sessione di mercato ha portato via due pezzi da novanta come il Guaje ed Herrera. Da dove e con chi ripartono i nuovi New York City FC?

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Ripartire, ma dove? E soprattutto, da chi? È questa la domanda che dalle parti del Bronx si sono posti all'indomani della sconfitta nella semifinale di Conference contro i futuri campioni di Atlanta. Il match contro gli United ha segnato la fine di un'era in casa New York City FC, società che fa capo al City Football Group (quello che, tra le altre, gestisce il Manchester City) che nella sua breve storia non è ancora mai riuscita a mettere le mani sul titolo. A quattro anni dalla sua prima apparizione in MLS, gli Skyblues ci sono andati infatti solo vicini: dopo la deludente stagione di esordio, la franchigia blu della Grande Mela per tre anni di fila è arrivata fino alle semifinali della lega est, senza mai riuscire ad andare oltre.

Da quest'anno poi sarà ancora più difficile ripetersi, visto l'addio della stella per antonomasia, quella che in MLS ha dimostrato di saper davvero fare la differenza. Qualche settimana i New York City FC hanno salutato David Villa: il Guaje, dopo quattro anni in America, ha deciso di andare a sparare le ultime cartucce di carriera in Giappone, dove si è riunito con il suo grande amico Andres Iniesta. La perdita di Villa è stata un vero e proprio colpo alle ambizioni di un club che, dopo l'ambientamento del primo anno, era finalmente riuscito a stabilizzarsi in alto nelle gerarchie del soccer americano nonostante una stagione, l'ultima, abbastanza travagliata dal punto di vista gestionale.

L'addio a metà campionato di Patrick Vieira aveva aperto delle crepe nello spogliatoio, perché fino a quel giorno di metà giugno – quando l'ex centrocampista dell'Inter decise di accordarsi con il Nizza – la squadra sembrava poter davvero veleggiare verso il suo primo successo in assoluto. Dopo un periodo abbastanza complicato, i NYCFC sono tornati a toccare i loro standard abituali nell'ultima parte di campionato, quando grazie proprio alle reti di Villa la franchigia newyorkese è riuscita a spingersi fino alla rovinosa doppia sfida contro Atlanta. Rinunciare a un attaccante da 128 gol in quattro anni non sarà affatto facile, soprattutto perché – almeno al momento – la società è ancora intervenuta in maniera decisa per trovare il possibile sostituto del Guaje.

Diapositiva dallo Yankee Stadium, dove i NYCFC giocano le partite in casaGetty Images

MLS 2019, New York City anno zero: manca l'erede del Guaje Villa

I New York City FC rischiano così di andare incontro a una stagione di ridimensionamento sensibile, una situazione inusuale se consideriamo che il City Football Group ha sempre dato l'impressione di puntare forte sullo sviluppo di questa realtà, messa di fatto al secondo posto delle priorità economico-sportive subito alle spalle del Manchester City. Infatti i Pigeons (soprannome scontato, visto che la mascotte della squadra è un buffo piccione) hanno cominciato la loro avventura sul campo solo nel 2015, ma dietro alla loro formazione c'è un background che ha visto impegnati alcuni pezzi grossi a livello dirigenziale del calcio mondiale. Il primo è Ferran Soriano, che già ai tempi in cui lavorava per il Barcellona aveva sondato gli Stati Uniti per proporre alcuni progetti di sviluppo in collaborazione con la società blaugrana.

Passato al Manchester City, lo spagnolo ha colto la palla al balzo, concluso un'importante partnership con la Yankee Global Enterprises (proprietaria della franchigia MLB, fondatrice dei defunti New Jersey Nets e oggi azionista al 20% dei NYCFC) e trattato con il commissioner Don Garber l'entrata di una nuova franchigia sponsorizzata dal gruppo di sviluppo con sede ad Abu Dhabi. Detto fatto: nel 2012 Soriano riesce a ultimare l'affare e l'anno successivo manda negli Stati Uniti Claudio Reyna, investendolo del ruolo di Direttore delle Operazioni e affidandogli il compito di costruire la prima storica rosa di una squadra che esordirà solo due anni dopo.

Nel frattempo, la proprietà ha cominciato una profonda opera di sviluppo a livello di marketing, all'interno di una città in cui una squadra di calcio era già presente da diverso tempo. Fare concorrenza al colosso Red Bull non era affatto semplice, così si è puntato sul senso di appartenenza che i newyorkesi nutrivano per i loro distretti. L'espansione del brand è partita dal Bronx per andare a toccare anche Harlem e Brooklyn, col risultato di interessare un bacino di utenza abbastanza eterogeneo. Il lavoro fatto ha dato subito ottimi riscontri a livello di presenze: il primo anno lo Yankee Stadium ha superato i 29mila spettatori di media, per poi calare gradualmente fino ad assestarsi tra i 22mila e i 23mila, con punte di 28mila in occasione dei playoff.

Quest'anno però le presenze sembrerebbero destinate a diminuire ulteriormente, soprattutto se la dirigenza non dovesse intervenire per sistemare una rosa che, rispetto alla scorsa MLS, ha perso due ottimi elementi come il già citato David Villa e il talentuoso centrocampista venezuelano Yangel Herrera. Sul fronte entrate, per il momento i Citizens si sono limitati a innesti di contorno: l'unico giocatore per il quale sono stati spesi dei soldi è il trequartista rumeno Alexandru Mitrita, 23enne arrivato dalla Universitatea Craiova per circa 8 milioni di euro. Il resto della squadra è quella che lo scorso anno arrivò terza nella Eastern Conference. La stella è senza dubbio l'ex atalantino Maxi Moralez, probabilmente uno dei più positivi nella stagione passata: l'argentino ha agito come trequartista nel 4-2-3-1 che il manager spagnolo Torrent, arrivato l'estate scorsa per avvicendare Vieira, ha cucito addosso alla squadra.

Confermati anche i due esterni d'attacco: sulla sinistra gioca il talentuoso paraguayano classe 1997 Alexander Medina, mentre a destra si muove l'austro-libico Ismael Tajouri-Shradi. Quest'ultimo è stata la rivelazione dell'ultimo campionato: lanciato per necessità dal tecnico francese, il classe 1994 nato in Svizzera ha risposto con una serie di prestazioni molto importanti, arrivando a mettere insieme 30 presenze con 13 gol a corredo. Mentre sarà costretto a far fronte all'assenza di un vero centravanti, Torrent potrà consolarsi con la conferma in blocco del pacchetto arretrato, in cui brilla il talento del portiere Sean Johnson (nel giro della nazionale) e la solidità della coppia centrale composta dal difensore goleador lussemburghese Maxime Chanot e dal peruviano Alexander Callens.

Il vero recupero però sarà quello di Ronald Matarrita, terzino sinistro classe 1995 al quale il Manchester City sta valutando se concedere un'occasione europea, magari dandolo in prestito al Girona. Il costaricano si è appena ripreso dall'ultimo di una serie di cinque infortuni che lo hanno ripetutamente fermato negli ultimi due anni. Il suo recupero è una delle poche belle notizie sulle quali può contare Torrent, al quale la società ha consegnato (almeno al momento) una rosa alquanto incompleta, senza un bomber come il Guaje e con tanti buchi da coprire. A pochi giorni dalla prima partita è forse il caso di cominciare seriamente a preoccuparsi.

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