Sala, il cugino: "Emiliano costretto a salire sull'aereo"

Matias Gatti lancia pesanti accuse al funerale del calciatore argentino.

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Emiliano Sala se n'è andato via a 28 anni. Lo scorso 21 gennaio il centravanti argentino è partito da Nantes ed è salito a bordo di un piccolo aereo da turismo per raggiungere Cardiff, sede della sua nuova squadra che pur di averlo aveva sborsato 17 milioni di sterline.

Una cifra record per il club gallese. L'avventura in Premier League però non ha inizio. L'aereo precipita nella Manica e viene ritrovato giorni dopo sul fondo del mare. Tra i rottami c'è anche il corpo di un ragazzo troppo giovane per volare via, destinato a far parlare di se anche nel campionato più affascinante al mondo. 

Nel weekend appena trascorso si sono svolti i funerali a Progreso, città argentina in provincia di Santa Fe. C'erano centinaia di persone per rendere omaggio a Emiliano, tra queste ovviamente anche la sua famiglia che fino all'ultimo ha sperato nel ritrovamento del ragazzo. Il cugino dell'attaccante, Matias Gatti, ha parlato ai media presenti e si è lasciato andare a un durissimo sfodo:  

Emiliano è stato ucciso. Ci sono troppo cose che non quadrano, è stato fatto tutto in maniera frettolosa. Lo hanno costretto a salire su quell’aereo, dobbiamo capure perché. Stava cominciando ad essere un giocatore importante e lo hanno lasciato solo, senza nemmeno un rappresentante

Matias ha poi concluso:

Vogliamo giustizia, la polizia deve indagare perché ci sono state diversi punti scuri in questa storia. Avrebbero dovuto farlo viaggiare in un aereo in altre condizioni. E poi l'aereo era in condizione di attraversare la Manica? Bisogna investigare. Nessuno ce lo riporterà indietro, ma se ci sono dei responsabili devono pagare

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