NBA: Durant re delle stelle, Giannis schiaccia, ma vince team LeBron

Kevin Durant porta a casa un altro premio, LeBron vince la sfida con Giannis nella notte del saluto di Wade e Nowitzki.

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Dopo un sabato caratterizzato da una bellissima gara del tiro da tre punti con Joe Harris che scalza il favorito Steph Curry e uno slam dunk contest piuttosto tiepido con il solo miracolo di Diallo a smuovere un po' gli animi, l’NBA si apprestava a vivere un altro episodio del nuovo format per l’All Star Game, che prevedeva l’affrontarsi del team LeBron contro il team Giannis. Le due stelle avevano scelto i loro adepti attraverso un draft live annoverando la prima trade della storia con lo scambio Simmons-Westbrook.

A spuntarla nel finale è stato il team LeBron, che dopo essere stato sotto anche di venti lunghezze, ha rimontato nel terzo quarto e messo la freccia nel finale per portare a casa un match dal risultato fantasmagorico (178-164) che ha garantito il solito spettacolo sopra il ferro e le solite difese molto “bailade”. È la prerogativa dell’All Star Game concedere spettacolo e alcune azioni sono come sempre state degne di nota, ma c’è anche chi, tra la stampa statunitense, ha voluto addirittura provocare scalpore con un articolo che consigliasse la visione delle Final Eight di Coppa Italia per competizione, voglia di vincere e una coppa in palio, rispetto alla kermesse delle stelle. L'articolo ha ovviamente scatenato un tam tam social in tutti gli appassionati italiani, aprendo ancora una volta la insolubile diatriba tra basket americano ed europeo ma dando una chiave di lettura nuova.

Sembra perlomeno strano che Zach Messitte del New York Times si schieri così apertamente a favore di una manifestazione europea, cosa però che avvalora ancora di più la concezione di basket americana ormai votata all'apertura mentale e alla valorizzazione sempre maggiore delle realtà al di fuori della Lega. Di certo la quantità di talento presente a Charlotte non è comparabile con qualsivoglia altro campo mondiale e le schiacciate di Giannis, le triple di Steph e Harden, le scorribande di LeBron e Westbrook, unite alla purezza di Durant e George sono per palati davvero fini e, anche se la difesa è poca, dobbiamo goderne senza lamentarci.

Antentokounmpo e Curry per l'highlights del matchGetty Images

NBA: three Dirk, Giannis in cielo e le bombe di Dame

All’interno di una partita simile i momenti da ricordare sono tanti, ma senza dubbio quello che ha fatto capire ancora una volta quanto la NBA sia un mondo letteralmente a parte rispetto al resto è il contropiede del white team. Staph riceve palla poco dentro la linea dei tre punti e schiaccia per terra con una parabola altissima. Dall’altra parte dell’arcobaleno c’è Giannis Antetokounmpo che l'agguanta a un’altezza priva di qualsiasi senso e la schiaccia nel canestro creando il pandemonio. C’è stata tanta esaltazione anche per un paio di triple di Damian Lillard appena passata la metà campo che hanno lanciato la fuga del team LeBron, con Durant tre metri dentro il campo a esultare per le prodezze del compagno.

Nel primo periodo, all’entrata in campo di Dirk Nowitzki, si è elevata una standing ovation che ha mandato fuori scala il rilevatore di decibel e il tedesco ha subito restituito l’adrenalina infilando due triple appena entrato e legittimando al meglio la sua presenza. L'altra wild card, Dwyane Wade, ha avverato il suo ultimo desiderio di alzare una palla all’amico/compagno LeBron James per una schiacciata in contropiede che ha avuto quel senso di fine e completezza degna di una carriera leggendaria come quella dell'uomo da Marquette. Ci sono stati tanti altri momenti da ricordare, ma questi sono quelli che più rimarranno nell’immaginario collettivo, sebbene un'occhiata ai sette minuti di highlights (se non vi siete svegliati nella notte) meriti di sicuro una visione.

Durant ancora MVP

Il più gasato di tutti alle triple di Lillard era, come detto, Kevin Durant che si è portato a casa il titolo di MVP della manifestazione grazie a 31 punti, 7 rimbalzi e un paio di scarpe rosa acceso che hanno destabilizzato il mondo delle sneakers. KD ha deliziato tutti mettendo nella sua fornita bacheca di casa un altro premio e lasciando da parte momentaneamente tutte le voci di mercato che lo vedono coinvolto. Che esca dal suo contratto sembra molto probabile, dove firmerà è decisamente meno calcolabile, ma è certo che KD si stia inserendo nell’olimpo come uno dei giocatori più premiati dalla storia recente NBA e l’amico LeBron ha fatto bene a sceglierlo come top pick. Dopo la partita è arrivata l’intervista dell’ormai immanente Rachel Nichols:

Abbiamo compiuto una grande rimonta e chi ha giocato nel terzo quarto ha settato il tono difensivo propiziando il recupero. Poi nel finale siamo stati bravi a concretizzare. C’è tantissimo talento in queste partite e ti confronti con i più forti del mondo, per mè è una sensazione molto dolce essere nominato miglior giocatore di questa serata, anche se è difficile fare dire se sia più bella della prima o meno.

Nell’intervallo del match il team LeBron ha chiesto di poter uscire per sentire il concerto del rapper J Cole e coach Malone ha acconsentito negoziandolo con una transizione difensiva più decisa ma, come spesso succede in questi casi, è il talento che fa la differenza e Durant con 4-4 dal campo (di cui tre triple) ha segnato la strada aperta da Lillard e ha garantito la vittoria ai suoi. Perché in NBA è tutto un fatto di talento e come quello di Durant ce ne sono pochi.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.