Le cinque punizioni più belle e importanti di Roberto Baggio

Roberto Baggio ha distillato classe e genio in ogni squadra in cui ha giocato. Abbiamo scelto cinque delle sue punizioni più belle, in ricordo di un calciatore davvero magnifico.

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Quando Roberto Baggio iniziò ad affermarsi in serie A, c’era davvero di tutto, campioni incredibili e squadre fortissime che tutta Europa ci invidiava. A Napoli c’era Diego Armando Maradona, che dispensava magie ad ogni tocco, al Milan c’erano i gli olandesi, che iniziavano ad affermarsi anche in ambito internazionale portando il Milan di Berlusconi in cima al mondo, l’Inter era invece era quello dei tedeschi, con la forza d’urto di Matthaus a dominare. Ma anche le altre squadre avevano grandi campioni, basta immaginare che l’Atalanta aveva Caniggia, la Lazio Ruben Sosa, l’Udinese Abel Balbo in grande spolvero, nella Roma c’era Rudi Voeller, e la Sampdoria era quella dei gemelli del gol, Vialli e Mancini. Eppure, appena arrivato nel campionato più bello del mondo, lo stile di Roberto Baggio si affermò subito, diventando uno dei calciatori più eccitanti dell’intero panorama italiano.

Con gli anni poi Baggio è passato per diverse squadre ma quel marchio di giocatore bello da vedere e utile per le sue squadre non è più andato via, nonostante le tante vicissitudini con diversi allenatori che ha avuto e i tanti infortuni che ne hanno minato la carriera. Con la Fiorentina ha mostrato tutta la sua gioielleria, nella Juve è diventato il grande campione internazionale, capace di vincere un Pallone d’Oro, terzo italiano dopo Sivori e Paolo Rossi, nel Milan e nell’Inter ha creato poche ma brillanti meraviglie, in mezzo a campioni che ne riconoscevano l’immenso talento, ma è nel Bologna e poi nel Brescia che ha saputo tornare quel grande campione che decideva le partite.

Tra i tanti talenti di Roberto Baggio, quello per cui era universalmente riconosciuto erano le punizioni, tirate sempre con colpi di classe che facevano rimanere basiti i portieri avversari ma anche i tifosi allo stadio e di fronte alla tv, che non si capacitavano come era riuscito anche quella volta a sorprendere tutti. In una fase come quella attuale del calcio contemporaneo in cui non ci sono specialisti eccelsi, in cui si tira tendenzialmente di forza, per poter bucare la barriera e battere il portiere, magari sul proprio palo, le pennellate di caviglia di Baggio sembrano un reperto del passato. Ma come tutti i grandi gioielli del passato il loro valore è inestimabile e sono da ammirare ancora, più e più volte, ancora oggi. Ecco solo cinque fra le più belle e importanti punizioni che il genio di Roberto Baggio ha saputo tirare fuori dalla sua immensa voglia di stupire il mondo.

Le cinque punizioni più belle e importanti di Roberto Baggio

Roberto Baggio e le sue cinque punizioni più belle in carrieraGetty Images
Roberto Baggio e il suo meraviglioso modo di toccare la palla e scavalcare la barriera

Un'esplosione di classe contro la Lazio: Fiorentina-Lazio 1989

La prima punizione non è storica, è stata realizzata durante un Fiorentina-Lazio del 1989 ed entrambe le squadre non lottavano per nessun traguardo. La Fiorentina fino a quel momento ha giocato una buona partita, ed è in vantaggio per 2-0, con gol di Borgonovo e Salvatori. All’87’ i viola hanno una punizione dalla sinistra e Roberto Baggio si prepara. Un compagno gli deve toccare la palla perché è di seconda, ma Di Chiara la tocca male. Baggio non si scompone, se l’aggiusta in un fazzoletto di campo e tocca di destro, alzando una parabola fantastica. La palla corre veloce e piena di effetto verso l’incrocio dei pali, il portiere laziale, Fiori, si slancia, ma non può nulla. Questa è la punizione della classe pura, del talento che si impadronisce di un momento irripetibile.

Il primo gol in Nazionale, beffando Seré, il portiere dell'Uruguay

Nell’aprile di quel 1989, la Nazionale italiana continuava nelle sue amichevoli di preparazione verso il Mondiale casalingo, Italia ’90. Gli attaccanti a disposizione di Vicini erano davvero tanti, ma non si poteva non testare questo gioiello della Fiorentina che dava in continuazione prova di un grande futuro. La sua prima partita fu Italia-Olanda, giocata nel novembre dell’anno precedente, ma è in questa partita contro l’Uruguay che Vicini voleva davvero capire a che livello era. Contro l’Uruguay la partita è sempre tesa e piena di interruzioni e lo 0-0 non si schioda. Al 65’ abbiamo la possibilità di tirare una punizione da una posizione centrale. Molti si aspettavano il tiro forte di Ferri, ma Baggio volle provare. Il suo primo gol in Nazionale non poteva che essere una meravigliosa parabola che si spegne alle spalle di un esterrefatto Jorge Seré.

Roberto Baggio dà la finale di Coppa UEFA alla Juve contro il Paris Saint Germain

Nel calciomercato del 1990, nel bel mezzo di Italia ’90, Roberto Baggio passa dalla Fiorentina alla Juventus, accade una mezza rivoluzione ma in bianconero Baggio parte forte, nonostante a dominare in quegli anni è il Milan di Capello. La Juve si rifà in Europa e nel 1993 arriva in semifinale di Coppa UEFA contro un fortissimo Paris Saint Germain. I francesi potevano schierare un attacco formato da Weah, Valdo e Ginola e facevano davvero paura. Nella partita di andata vanno subito in vantaggio con George Weah e la Juve arriva al pareggio, un po’ per caso proprio con Roberto Baggio. Portare quell’1-1 a Parigi avrebbe voluto dire una probabile eliminazione, ma si arriva all’88’ senza grandi sussulti. C’è un fallo al limite dell’area di rigore su Vialli e tutti gli occhi sono sul 10 bianconero. Solo i grandi campioni riescono a fare quello che tutti vogliono da loro, ad un minuto dalla fine di una partita. Baggio batte Lama, segna poi anche al ritorno di Parigi e la Juve vola in finale.

Il gioiello di Dortmund per superare ancora il Borussia

Il Borussia Dortmund battuto in quella finale di Coppa UEFA 1992-93, torna di nuovo ad incontrare la Juventus in semifinale di Coppa UEFA nel 1995. Rispetto a due anni prima è una squadra molto più forte, che ha in rosa tanti ex juventini, come Julio Cesar, Stefan Reuter e Andreas Muller. Proprio Reuter e Muller impongono un 2-2 casalingo alla Juve, da ribaltare nella gara di ritorno. Segna subito Porrini, ma l’altro ex Julio Cesar pareggia. Serve un colpo di genio e Roberto Baggio, con una punizione incantevole, ridà ancora una volta la possibilità di giocare la finale europea alla Juve.

La beffa a Buffon dà la Champions League all'Inter

Come ultima punizione fra le più belle in carriera di Roberto Baggio, ci spostiamo un po’ più avanti negli anni, nel suo periodo interista. L’Inter 1999-2000, guidato da Marcello Lippi aveva una squadra meravigliosa, almeno sulla carta. Basta solo citare gli attaccanti per strabuzzare gli occhi. L’ex allenatore della Juve poteva contare su Vieri, Ronaldo, Recoba, Mutu e Zamorano. Baggio era quasi un lusso in una squadra del genere, e infatti veniva usato con il contagocce. Il campionato andò male rispetto alle aspettative, fu vinto dalla Lazio davanti a Juve e Milan e i nerazzurri arrivarono quarti, con gli stessi punti del Parma di Buffon, Cannavaro e Thuram. Per accedere alla Champions League serviva uno spareggio che fu giocato a Verona il 23 maggio 2000. Fra calciatori infortunati e chi stava già preparandosi per i prossimi Europei, Lippi fu quasi costretto a far giocare Baggio, il quale rispose a suo modo. Al 36’ l’Inter ha una punizione sul lato corto a destra dell’area di rigore. Tutti si aspettano un cross al centro ma il numero 10 riesce a beffare Buffon con una parabola impossibile. Per non farsi mancare niente Baggio segna anche il 2-1 dopo il pareggio di Stanic, regalando in pratica la Champions League all’Inter.

Quel piede destro non aveva limiti, immaginare, oltre che mettere in pratica, le traiettorie che Roberto Baggio ha realizzato in carriera è un atto da vero artista. Per questo motivo, fermarsi solo a queste cinque punizioni è ingiusto e limitante. Scoprire le tante meraviglie che ha dispensato il Divin Codino negli anni è un viaggio davvero prezioso e pieno di emozioni.

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