NFL, risarcimento per il quarterback ex-49ers Colin Kaepernick

L'ideatore dello kneeling, iconico gesto antirazzista, ha raggiunto un accordo con la lega che a suo dire lo aveva escluso per le sue idee.

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Nell'estate del 2016 il suo gesto di protesta nei confronti della polizia americana, colpevole di numerosi gesti di violenza nei confronti degli afroamericani, aveva fatto il giro del mondo: Colin Kaepernick aveva lanciato l'abitudine di inginocchiarsi (kneeling) durante l'esecuzione dell'inno statunitense, che da tradizione vuole gli atleti NFL in piedi, diventando il simbolo di una protesta che aveva attirato l'attenzione del mondo venendo imitato da numerosi colleghi tra cui l'ex compagno Eric Reid.

Rimasto senza contratto nel marzo del 2017, Kaepernick - 36esima scelta assoluta nel Draft del 2011 e trascinatore nella stagione successiva dei 49ers arrivati a un passo dalla vittoria nel Super Bowl - aveva intentato causa all'intera NFL, colpevole a suo dire di avergli fatto terra bruciata intorno impedendogli di trovare posto in una delle 32 franchigie che compongono il variegato mondo del football americano.

L'accusa era pesante: la NFL intendeva punire il giocatore che per primo aveva dato il via alle proteste contro le ingiustizie subite dalla minoranza nera negli Stati Uniti, un gesto che era un vero e proprio atto d'accusa nei confronti dell'amministrazione Trump e che lo aveva reso un'icona della lotta a una piaga sociale, il razzismo, che ancora oggi è tragicamente attuale in America. A pochi giorni dal verdetto, lo scorso venerdì, ecco arrivare l'accordo con la lega: il giocatore, così come Reid - che nel frattempo è rientrato nel giro firmando con i Carolina Panthers - è stato risarcito con una cifra rimasta segreta ma che per alcune fonti dovrebbe oscillare tra i 60 e gli 80 milioni di dollari.

NFL, Kaepernick ha lanciato lo kneelingGetty Images

NFL, Kaepernick ha vinto: l'ideatore dello "kneeling" sarà risarcito

Una nota diffusa congiuntamente dalla NFL e dagli avvocati di Kaepernick e Reid ha annunciato l'accordo che ha messo fine alla battaglia legale tra la lega e i giocatori.

Negli ultimi mesi i consulenti del signor Kaepernick e del signor Reid hanno iniziato un costruttivo dialogo con i rappresentanti della NFL. A seguito di tali discussioni, le parti hanno deciso di risolvere le rimostranze in sospeso. La risoluzione di questa questione è soggetta a un accordo di riservatezza, quindi non ci saranno ulteriori commenti in merito da parte dei soggetti coinvolti.

Non si tratta di un vero e proprio risarcimento, quanto di un accordo extragiudiziario che eviterà alla NFL un processo che avrebbe potuto aprire scenari estremamente difficoltosi per la lega, accusata di avere ostracizzato il giocatore impedendogli di trovare squadra tramite un accordo - forse un diktat arrivato dai vertici - che coinvolgeva tutte le franchigie che prendono parte al più importante campionato al mondo di football americano. L'accordo è stato festeggiato dalla NFLPA, l'associazione dei giocatori della National Football League, che ha dichiarato quanto segue.

Abbiamo continuamente supportato Colin ed Eric dall'inizio delle loro proteste, partecipato con i loro avvocati durante i loro procedimenti legali ed eravamo pronti a prendere parte all'imminente processo in cerca di verità e giustizia per quello che crediamo la NFL e i suoi club abbiano fatto loro. Siamo lieti che Eric nel frattempo abbia ottenuto un lavoro e un nuovo contratto e continuiamo a sperare che anche Colin avrà presto la sua opportunità.

Sembra che Colin Kaepernick abbia ricevuto nel frattempo un'offerta per rientrare nel giro del football americano con la neonata AAF (Alliance of American Football) che ha preso il via il 9 febbraio con 8 squadre e che si propone come un'alternativa alla ben più famosa NFL. L'interesse non si sarebbe poi concretizzato in un vero e proprio contratto a causa dell'alto ingaggio dell'ex-49ers, che adesso avrebbe intenzione di tornare a giocare a distanza di due anni nella lega che è stato costretto ad abbandonare.

In questo periodo di inattività Kaepernick è diventato un testimonial della Nike, che lo ha reso protagonista di una campagna pubblicitaria che recitava "credi in qualcosa, anche se significa sacrificare tutto". Quel "tutto" che il quarterback, 31enne, ha adesso intenzione di riprendersi.

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