Serie A, Ferrero vuole il Flaminio. La replica: "Parli con il Comune"

IL proprietario della Sampdoria aveva avanzato l'idea di ristrutturare l'impianto a sue spese: lapidaria la risposta del presidente del CONI.

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Costruito in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960 e da allora utilizzato principalmente per il rugby - anche se qui la Serie A andò in scena con Lazio e Roma nella stagione 1989/1990, mentre l'Olimpico veniva ristrutturato in vista dei Mondiali di Italia '90 - lo Stadio Flaminio di Roma da anni giace abbandonato in attesa di un piano di rilancio e riqualificazione più volte annunciato ma che non ha mai avuto seguito.

Adesso a cambiare le carte in tavola potrebbe arrivare il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero, che a Roma è nato e cresciuto e che nella Capitale vorrebbe tornare attraverso un ambizioso progetto che vedrebbe il club blucerchiato ristrutturare il Flaminio a proprie spese per poi renderlo la base per l'academy del club ligure presente in città. L'idea era già stata presa in considerazione anni fa dalla FIGC per le selezioni nazionali dalla Under 21 in giù, soltanto l'ultima di una serie di opzioni relative alla riqualificazione dell'impianto poi abbandonate

Ferrero, che a Roma ha aperto nel 2016 la Futbol 22 come parte del progetto Next Generation Sampdoria - una vera e propria academy dove selezionare i giovani migliori per il vivaio blucerchiato - lamenta però il silenzio delle istituzioni: né il sindaco Raggi né il Comune di Roma lo hanno ancora ricevuto, né gli hanno comunicato la propria idea al riguardo. 

Serie A, il presidente della Sampdoria Massimo FerreroGetty Images

Serie A, Ferrero vuole il Flaminio: "Sarà una città dello sport"

Del Flaminio non ho mai parlato con il sindaco Raggi, ma con l'assessore Frongia che a suo tempo mi aveva detto "vediamo". Faccio loro un appello: volete darci il Flaminio? Lo rimetteremo a posto noi e sarà una cosa che verrà ricordata. Sarà una città dello sport. Ho aperto a Roma l'academy della Sampdoria, ma non troviamo uno spazio per giocare, a Tor di Quinto giochiamo nei campi della polizia. Mica lo vogliamo in regalo. Al Comune non mi ricevono né mi rispondono al telefono. È normale?

Lo sfogo del presidente della Sampdoria, uno dei personaggi più pittoreschi della Serie A ma allo stesso tempo imprenditore con le idee molto chiare, è comprensibile e trova risposta non da parte del Campidoglio ma da parte di Giovanni Malagò, presidente del CONI che spiega che esiste già un piano in atto a proposito del Flaminio ma che naturalmente l'ultima parola spetta al Comune.

Conosco bene Ferrero, mi ha detto più volte della sua idea riguardante il Flaminio e io gli ho risposto che deve rivolgersi al Comune di Roma, proprietario dell'immobile. Il CONI ha presentato un'idea molto particolare, che coinvolge il rugby e che verrebbe sviluppata in sinergia con il Sei Nazioni e comprenderebbe lo sviluppo del marchio. Naturalmente se il Comune ha altre idee in merito è libero di prendere le decisioni che ritiene più opportune.

Per 11 anni casa dell'Italrugby, che qui ha giocato le sue prime gare del Sei Nazioni, nelle intenzioni del CONI il Flaminio tornerà a essere la casa della palla ovale. Con buona pace di Massimo Ferrero e dell'academy della Sampdoria: i giovani che sognano un futuro in Serie A con la maglia blucerchiata, almeno per il momento e salvo sorprese, dovranno continuare a fare come hanno fatto fino a oggi.

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