Rudolph Ingram, la storia del bambino più veloce del mondo

A 7 anni il ragazzino della Florida ha corso i 100 metri in 13,48. Fra i coetanei non ha rivali, ma il suo sogno è diventare giocatore professionista di football americano.

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A vederlo in foto, piccolo e magro come una gazzella, col numero di gara che gli si avvolge su metà coscia e la medaglia al collo che gli arriva fino ai pantaloncini, fa quasi tenerezza Rudolph Ingram, il giovanissimo atleta che qualcuno ha già definito il nuovo Usain Bolt.

E a ragione, in qualche modo, perché Blaze the Great, come è stato soprannominato, sembra davvero essere un fenomeno, se è vero che con il suo metro e venti di altezza e gli scarsi 25 kg di ossa - e muscoli, sicuramente - ha corso i 100 metri nel tempo record per la sua età di 13 secondi e 48 centesimi.

Per lui parlano i video che lo ritraggono stracciare letteralmente i suoi coetanei in pista, esibendo uno stile di corsa quasi perfetto nell'uso di braccia e gambe, una perizia e una determinazione da adulto.

Rudolph Ingraminstagram

Rudolph Ingram, il bambino più veloce del mondo

Per capire meglio le sue performance bisogna partire dal suo nome completo: Rudolph Ingram junior. Sì, perché nella sua vita c'è anche Rudolph Ingram senior, il padre, che è anche il suo allenatore e motivatore, uno che lo segue dappertutto, come è ovvio data l'età di Blaze, e che è molto orgoglioso di lui. Rudy sr è anche l'efficientissimo "addetto stampa" del figlio: i video delle gare del piccolo postati negli ultimi giorni hanno fatto il giro del mondo e in una settimana il suo account Instagram ha raddoppiato i follower, arrivati in pochissimo tempo a 365mila. Il Mirror ha riportato alcune sue dichiarazioni:

Questo è il mio bambino, sono troppo orgoglioso di lui, mi rende davvero orgoglioso. Non mi piace dirlo perché è mio figlio, ma sento decisamente che potrà fare grandi cose: bambini come lui ne nascono uno su un milione.

Un fisico benedetto dalla genetica

Solo il tempo dirà se Blaze farà grandi cose e se arriverà davvero ai livelli di Usain Bolt, così come solo il tempo dirà se il padre, come tutti si augurano, riuscirà a evitare di instaurare col piccolo un rapporto come quello che ebbe Emanoul Agassi col figlio Andre. Fortunatamente oggi Rudolph sr sembra però avere le idee chiare dal momento che, sempre secondo il Mirror, ha detto che ora il suo obiettivo è di "lasciarlo essere un bambino", pur aiutandolo a preparare il terreno per il suo futuro.

Indubbiamente il piccolo atleta di Tampa, Florida, ha un fisico benedetto dalla genetica, ma dietro agli addominali che mostra orgoglioso in una foto del suo profilo social c'è sicuramente già un duro lavoro preparatorio. Scattante e veloce com'è, Rudolph gioca molto bene anche a football americano - le sue finte e i suoi guizzi hanno stupito anche LeBron James - e l'anno scorso ha messo a segno 10 touchdown per i Tampa Ravens ed è stato nominato MVP della squadra per la stagione. Il suo sogno oggi? Entrare nella NFL, perché papà gli ha insegnato che tutto è possibile, se solo lo vuoi.

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