MotoGP, Jorge Lorenzo: "Auguri Valentino, corri fino a 46 anni"

Il maiorchino gli auguri di buon compleanno al pesarese e si prepara al debutto in Qatar: "Ma non sarò al 100%".

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Jorge Lorenzo era il grande assente nei test di Sepang. L'intervento allo scafoide del polso sinistro lo ha fermato a pochi giorni dal debutto stagionale nella stagione 2019 di MotoGP, ha dovuto seguire a distanza il lavoro sulla Honda RC213V, proseguendo la riabilitazione e gli allenamenti in palestra. Al suo fianco Angelo, fisioterapista ragusano di fiducia stabilitosi dalla Sicilia a Lugano per assisterlo e aiutarlo a velocizzare i tempi del recupero. Dal 23 al 25 febbraio sarà in Qatar, ma non potrà dirsi perfettamente recuperato. Sarà una buona occasione per riprendere a familiarizzare con la nuova moto, raccogliere dati per i tecnici che andranno a personalizzare il prototipo #99, confermare le sensazioni sulla nuova specifica di motore.

In Malesia gran parte del lavoro è stato portato avanti dal collaudatore Stefan Bradl, viste le precarie condizioni di Marc Marquez, che ha focalizzato l'attenzione solo sulla specifica del V4 da congelare in Qatar. Ma resta ancora molto lavoro da fare sui dettagli, sull'assetto, il telaio, le soluzioni aerodinamiche, l'elettronica. Jorge Lorenzo avrà il tempo di allestire la RC213V già in ottica gara, dal momento che due settimane dopo prenderà il via il Mondiale di MotoGP sul medesimo circuito. Anche in quella occasione il maiorchino non sarà ancora al 100% delle sue possibilità, saranno tappe decisive per acquisire il giusto feeling con la Honda e il team, prima di poter spingere al limite e tornare ad essere il 'martillo' che tutti conosciamo.

Jorge Lorenzo e Marc Marquez formeranno una delle coppie più titolate della storia della classe regina, la bravura di HRC sarà veicolare la competizione tra i due verso il bene comune. Quando l'ex Ducati avrà raggiunto il massimo del feeling costringerà il campione in carica ad alzare l'asticella del limite e sarà spettacolo allo stato puro. L'unico dubbio è quanto tempo servirà a Jorge per stabilire quel rapporto osmotico con la Honda. In tanti sono pronti a scommettere sin da subito, o quantomeno quando il polso sinistro non gli darà più problemi.

Marc Marquez e Jorge Lorenzo in MotoGPGetty Images

MotoGP, Jorge Lorenzo: "Io e Marquez più forti dei numeri"

A pochi giorni dal compleanno di Valentino Rossi, il pilota spagnolo è stato ospite negli studi di Sky Sport, a poco più di una settimana dal debutto stagionale in pista a Losail. Lorenzo ha ricostruito l'incidente in allenamento che gli ha provocato la lesione al polso.

Ero su un circuito ovale, ho visto questa macchia nera, non avevo visto che era una pozzanghera di fango di 20 cm. Quando sono andato là mi si è chiuso il davanti, una caduta stupidissimo, non ho lasciato il manubrio e questa manovra ha rotto lo scafoide... Ho sbagliato a non verificare prima la pista, sono molto dispiaciuto. Prima della lesione mi ero preparato davvero forte, l'infortunio mi ha fatto perdere tanta preparazione fisica. Prima della seconda o terza gara non sarò al 100%... ho perso almeno due o tre mesi.

Le premesse per fare bene ci sono tutte, i numeri sono dalla sua parte e la Honda è una moto che parte da una base ottimale, Non a caso è il team che ha conquistato l'ultimo titolo piloti e costruttori.

A livello di numeri siamo una delle coppie più forti della storia della MotoGP. Adesso c'è tanta concorrenza, ma siamo più forti di quanto dicono i numeri... Posso portare l'esperienza di altri due team alla Honda. Quando sarò più competitivo Marquez spingerà un po' di più, quindi può essere positivo essere entrambi nello stesso box.

Gli auguri di compleanno a Valentino Rossi

Jorge Lorenzo ha sempre avuto compagni di scuderia molto competitivi. Nel 2008, all'esordio in MotoGP, si è ritrovato a dover spalleggiare con Valentino Rossi, nel 2017 con Andrea Dovizioso, adesso con Marc Marquez. Ma il tempo lascia il suo segno...

Nel 2008 avevo un carattere diverso, ero più incosciente, non avevo paura di niente e nessuno. Questo aveva lati positivi, perché mi faceva provare cose che se avessi avuto paura non avrei provato, ma aveva anche il suo lato negativo, ad esempio in Cina mi sono rotto le caviglie e ho fatto altre cadute, una importante facendomi male alla testa. Con Valentino Rossi c'è grandissimo rispetto, siamo due campioni che hanno fame di vittoria e quindi le tensioni sono inevitabili. Io conosco le sue qualità e viceversa, c'è questo amore e odio, ma anche rispetto.

L'occasione e il momento sono propizi per fare gli auguri di compleanno al Dottore, che sabato spegnerà 40 candeline ed è atteso da un week-end di festa, prima di volare per la Malesia.

Quarant'anni è un'età importante, sono sicuro che la tua età reale non sarà questa, perché la tua ambizione è grande e continuerai a dare spettacolo. Spero che resterai con noi il più a lungo possibile, magari fino a 46 anni che è il tuo numero. Ti auguro molta fortuna, ci vediamo in Qatar.

Da Ducati a Honda passando per Petronas

Eppure Jorge Lorenzo un anno fa era quasi sul punto di abbandonare le gare. Con Ducati l'inizio di stagione non era stato particolarmente brillante, aleggiava aria di divorzio e le selle ufficiali sembravano ormai occupate. Il team Petronas SRT aveva fatto la sua offerta, ma una squadra satellite non era il massimo per un pluricampione del suo calibro.

La nostra vita è dura, soprattutto se sei esigente come me. Mi alleno anche 8-10 ore al giorno, do tutta la vita per questo sport. Quando immagino di smettere di correre ho una sensazione di libertà: potrei mangiare quello che voglio, viaggiare senza stress. Ma quando ho capito che c'era la possibilità di smettere ho sentito che non volevo ancora lasciare le corse. In 15 anni di carriera non mi sono mai trovato in questa situazione. Avevo una buona offerta, ma volevo un team ufficiale, qualcosa di importante.

Resta un po' di amarezza per aver concluso anzitempo la collaborazione con la Ducati, ma il mercato piloti è impietoso e non lascia spazio a troppe riflessioni e rinvii di decisioni. A quanti sognano un suo ritorno sulla Rossa, Jorge mette un freno.

Ho firmato per Ducati nel 2016 per tentare una nuova sfida, ma fino a quando non sali su una moto non capisci la tua potenzialità e quanto ti costerà andare forte con quella moto. Ho capito che non sarebbe stato facile, era lontana dal mio stile di guida, ma non ho mai mollato. Avevo un problema di ergonomia, mi stancava e non riuscivamo a trovare la soluzione, poi quando l'abbiamo trovata, al Mugello, era troppo tardi. Qualche settimana prima Ducati aveva preso la sua scelta e non avevo altre alternative che trovare un'altra squadra. Ora sono pilota Honda al 100%, saranno i risultati a dire se sarà la mia ultima squadra. So solo che se metto la moto a posto posso stare al top.

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