Pantani, il caso si riapre? La mamma: "Me lo hanno ammazzato"

A 15 dalla morte del Pirata, la signora Tonina non si arrende e cerca un'altra verità. E un'inchiesta de Le Iene potrebbe far ripartire l'indagine sulla morte per suicidio.

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San Valentino è considerato da tutti il giorno degli innamorati, ma per gli amanti del ciclismo rappresenta una delle pagine più brutte della storia di questo sport. Marco Pantani se n'è infatti andato il 14 febbraio del 2004. Sono passati 15 maledetti anni. Fatti di tristezza, domande, tappe legali e dolore. Il caso è archiviato da tempo: il Pirata è morto per overdose. Questo si legge sugli atti ufficiali.

Eppure qualcosa non torna. Così la mamma, Tonina Belletti, tuona: "Le indagini vanno riaperte, fu ucciso". E c’è una contro-inchiesta de Le Iene. Il programma ha provato a fare chiarezza sulle ultime ore di vita del corridore: nuovi testimoni e nuove dichiarazioni che si scontrano con la sentenza del 2005.

Marco Pantani vive in tutti i cuori dei tifosi, ma non c’è più realmente da 15 anni. Avvolto in un'ombra ingombrante tra droga, personaggi particolari e versioni archiviate in fretta e furia. Torna così sotto i riflettori quella notte di San Valentino che ha portato via, in modo ancora oscuro, uno dei più grandi miti del ciclismo.

Marco Pantani con la mamma ToninaGetty Images
Pantani e la mamma Tonina che giura: "È stato ucciso"

Pantani, quale verità? Parla la madre

Non si arrende mamma Tonina. Anzi, dopo 15 anni dalla morte di suo figlio, alza di nuovo la voce e spera in una nuova riapertura delle indagini.

Marco è stato ammazzato. Non era caduto in depressione, era solo demoralizzato per quello che stava succedendo. La depressione è un’altra cosa. Spero si riapra il caso. Ci sono tante cose che non mi convincono.

La prima discesa di Pantani iniziò il 5 giugno del 1999, quando a Campiglio il campione in maglia rosa fu estromesso dal Giro per un valore di ematocrito sopra il limite. E la signora Tonina parte proprio da quella maledetta alba:

Gli esami sono stati manomessi, purtroppo mio figlio dava fastidio. C’era tanta invidia perché tutto quel che toccava diventava oro. Con lui non riuscivo a parlare di droga. Mi bastava guardarlo negli occhi per capire come stava.

Pantani, i funerali di 15 anni faGetty Images
Pantani, i funerali di 15 anni fa: oggi ancora si cerca la verità

Quello che non torna

Partiamo dalla fine: c’è una sentenza della Cassazione datata settembre del 2017 in cui viene completamente respinto l’esposto dei genitori di Marco, aperto per omicidio contro ignoti. Ma mamma Tonina non si arrende, fa lo stesso il legale De Rensis. E la trasmissione  Le Iene, in diverse puntate, ha provato a riaprire il caso.

Non è mai stato ascoltato il proprietario di un bar nel quale Pantani andò il giorno prima di morire. La penultima notte il Pirata dormì in un albergo di Rimini, mentre sembra (come messo agli atti) che non lasciò mai il Residence Le Rose, il luogo della sua morte. E poi le percosse e il corpo trovato seminudo.

Marco non dormiva mai senza maglia per paura della bronchite, ci teneva al suo corpo. Così come non stava mai senza calzini. Invece è stato trovato morto a piedi nudi.

L’avvocato De Rensis continua con le anomalie del caso:

Credo che quella mattina, in quella stanza, ci fosse qualcuno con lui. Sicuramente Marco assumeva sostanze stupefacenti, ma si relazionava con il mondo esterno e non era chiuso in quella stanzetta in preda ai propri deliri. E poi le ferite sul corpo non sono compatibili con una caduta. La stanza era a soqquadro, ma niente mobili rotti. Sembrava piuttosto una scena del crimine con un disordine "volontario". Se vogliamo ricordare Marco Pantani nel modo giusto, dobbiamo fare tutto il possibile per cercare la verità.

Marco Pantani al Giro del 2000 in rosaGetty Images
Marco Pantani al Giro del 2000 in maglia rosa

Per giudici e investigatori Marco è morto per l’assunzione volontaria di cocaina e psicofarmaci. Per parenti e amici è volato via a causa delle percosse e dopo essere stato drogato. Dopo 15 anni qualcosa non torna. E mentre a Cesenatico, la sua città natale, gli intitolano una piazza, all’orizzonte c’è una nuova inchiesta per fare luce, ancora una volta, sulla scomparsa di Marco Pantani.

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