FoX Factor Calciomercato: Jonathan Gonzalez, "el Futuro" del Messico

Nel Monterrey c'è un regista di 19 anni nato negli Usa, ma che sogna di fare le fortune del Messico. È lui il protagonista del nuovo appuntamento della nostra rubrica.

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Anche il calciomercato vive di hype, di picchi di attenzione attorno a un giocatore. Vale per Cristiano Ronaldo, ma anche per i gioielli del futuro. Come Diego Lainez, per esempio, il 18enne prodigio che il Betis ha pagato un mesetto fa 14 milioni. Proprio l'ala classe 2000 è la stellina più brillante nel firmamento messicano. Un po' meno appariscente e meno "hyposo" di Lainez, ecco apparire nel telescopio un altro talento che promette di fare grande El Tricolor. Anche perché, quel tricolore, Jonathan Gonzalez l'ha letteralmente scelto.

Su Instagram accompagna il proprio nome con un dado, ma puntare su di lui è più una certezza che un azzardo. Insomma, il centrocampista nato il 13 aprile 1999 a Santa Rosa è il protagonista della decima puntata di FoX Factor Calciomercato, la rubrica che "assegna i quattro sì" ai campioni del domani. Santa Rosa che - qualcuno di voi ci avrà già fatto caso - si trova negli Stati Uniti.

Ed è proprio in California, a 80 km a nord di San Francisco, che Jonathan si avvicina al calcio. I suoi genitori sono messicani: suo padre, Alonso, ha lasciato Guanajuato - 2000 metri sopra il livello del mare - per cercare di costruirsi una nuova vita negli States. Un sogno condiviso da molti, moltissimi, mai così drammaticamente attuale come in questi tempi di muri e barriere. Una piccola rivincita, il Messico se l'è presa lo scorso anno proprio grazie a Gonzalez: dopo aver compiuto tutta la trafila nelle giovanili a stelle e strisce, il giovane Guerrero de Dios ha detto sì alla Nazionale del suo Paese d'origine.

Jonathan GonzalezGetty Images

Calciomercato, alla scoperta di Jonathan Gonzalez

Per lo U.S. Men's National Soccer team, rinunciare al 19enne californiano è stato un duro colpo. E potrebbe confermarsi presto come una straordinaria occasione mancata: in tutto il continente americano - nord, centro e sud - Jonathan Gonzalez è considerato uno dei registi più promettenti. Prima che ci metta gli occhi sopra qualche club europeo, a coccolarselo è il Monterrey: i Rayados hanno puntato su di lui fin da quando era poco più di un quattordicenne.

Dalla California a Monterrey: miglior esordiente della Liga messicana

Dopo gli inizi nell'Atletico Santa Rosa, Jonathan si mette in mostra nell'evento "7up Sueno Alianza": sono addirittura quattordici i club messicani a invitarlo ad allenarsi con loro. Nell'ottobre 2013 fa base al Club Tijuana, ma nel gennaio 2014 è il Monterrey a consegnarli direttamente una maglia nell'Under 15. Il provino contro il Morelia, nel Torneo Fuerzas Basicas, è un successo: Gonzalez diventa a tutti gli effetti un albiazul.

L'esordio in prima squadra - sotto la gestione di Antonio Mohamed - arriva il 22 luglio 2017 nella Liga Apertura: a 18 anni, 3 mesi e 9 giorni, Jonathan debutta da titolare - guarda tu il destino - sempre contro il Morelia. Concluderà la prima parte del campionato con 15 presenze (13 da titolare) nella regular season e altre sei nella Liguilla (i playoff per il titolo): solo il Tigres blocca in finale il suo sogno di laurearsi campione al primo colpo. In compenso, trionfa nella Copa Apertura contro il Pachuca e si gode un posto nella Top XI della Liga MX.

Il Clausura 2018 lo vede ancora protagonista: 13 presenze in campionato, quattro tra coppa e playoff (Monterrey out già ai quarti). Il primo anno tra i grandi si conclude alla grande: in occasione del Pallone d'Oro messicano, Gonzalez viene eletto Miglior esordiente dell'anno. Nell'Apertura di fine 2018, tutti si attendono ormai la consacrazione: dopo 13 giornate, però, un infortunio alla gamba lo costringe lontano dai campi per quasi due mesi.

Con il Monterrey attualmente in testa alla classifica del Clausura 2019, Jonathan sta ancora lottando per ritrovare la condizione ottimale: appena 4 le presenze, solamente due da titolare. Non manca però una grande gioia personale: lo scorso 6 gennaio, contro il Pachuca, segna il suo primo - finora unico - gol da professionista.

La scelta più difficile della sua vita

Jonathan ama l'America e vuole giocare per gli Stati Uniti. Almeno, questo è quello che dichiarava il padre nel 2013. E nulla porta a pensare il contrario: Gonzalez è sinceramente legato alla terra in cui è nato, ha studiato e ha scoperto il soccer. Cinque più anni più tardi, in ogni caso, la decisione più importante della sua carriera lo porta a scegliere il Messico.

Secondo molti addetti ai lavori, il classe '99 sarebbe rimasto deluso dall'atteggiamento della Federazione a stelle e strisce: nel novembre 2017, gli Usa avrebbero deciso di non convocarlo in Nazionale maggiore per permettergli di preparare i playoff di campionato. Lo stesso Jonathan ha però rivelato a Soccer America di non aver mai ricevuto nessuna spiegazione in merito. Non è facile capire quanto questo episodio abbia pesato, ma due mesi più tardi Gonzalez indossava già la maglia del Tricolor.

Dopo aver rappresentato gli Usa fino all'Under 20, Jonathan debutta il 1° febbraio 2018 con il Messico: contro la Bosnia, l'allora ct Osorio lo lancia al 33' al posto di Elias Hernandez. A 18 anni, 9 mesi e 19 giorni diventa così il nono esordiente più giovane nella storia messicana. I Mondiali di Russia, però, li segue da casa: per la seconda apparizione con El Tri, aspetta fino allo scorso 8 settembre (45 minuti contro l'Uruguay). In quell'occasione, in panchina c'è il commissario a interim Ricardo Ferretti: adesso il timone è in mano al Tata Martino, che potrebbe presto affidarsi proprio a Gonzalez.

La lettera più importante della sua vita

Ma facciamo un passo indietro, al momento in cui Jonathan ha annunciato di aver scelto il Messico agli Stati Uniti. È il 9 gennaio 2018 e il centrocampista del Monterrey comunica la propria volontà con una lettera su Instagram:

Non è facile lasciare il Paese in cui nasci, ma anche il Messico è la mia casa, è lì che sono nati i miei genitori ed è lì che ho le mie radici [...] La decisione che ho preso è stata molto difficile, nel cuore porto con me entrambe le nazionalità e di questo sono molto orgoglioso.

Nelle sue parole, filtra quasi il desiderio di non scatenare la polemica: in molti però, tra addetti ai lavori e media, la intrepretano come una "rivincita" messicana nei confronti degli Usa a trazione trumpiana. Speculazioni politiche a parte, Gonzalez ribadirà sette mesi dopo di aver fatto la mossa giusta:

Non era facile, per un giovane come me, essere obbligato a scegliere tra due Paesi. Ma sento di aver preso la decisione migliore.

Segni particolari: regista

In concreto, cos'ha guadagnato il Messico dall'aver abbracciato il Guerrero de Dios? El Futuro de Mexico, lo hanno ribattezzato nella patria dei suoi genitori. Grazie soprattutto alle sue enormi qualità nel gestire il pallone e dettare i tempi di gioco dalla cabina di regia. A Espn, il diretto interessato si è descritto così:

Mi piace tenere il pallone tra i piedi. Sono un distributore di passaggi, attacco e difendo ma sono soprattutto la colonna vertebrale della squadra.

Di recente, lo stesso Jonathan ha espresso il desiderio di giocare in posizione più offensiva:

Potrei essere un po' più "attaccante", muovermi più a ridosso dell'area avversaria. Su questo sto lavorando parecchio.

Del vertice basso - o volante, come preferite - Gonzalez ha però davvero tutto. Verrebbe da dire anche il physique du rôle, con una corporatura che si adatta perfettamente all'ideale più comune di regista. Possiede un controllo del pallone eccezionale, ma anche la garra dell'incontrista. È anche parecchio duttile, si adatta bene sia da centrale in mediana che da mezzala in un centrocampo a tre. Ama inserirsi negli spazi, ma ha ancora un limite evidente: il feeling con la porta. Per intenderci: anche quando può tranquillamente tirare, preferisce di gran lunga servire un compagno di squadra. Non è un caso che abbia segnato finora un solo gol tra i professionisti.

Scarso cinismo in fase realizzativa a parte, in Messico Gonzalez ha da tempo convinto tutti. Ecco cos'ha raccontato, a Mediotiempo lo scorso settembre, il responsabile del settore giovanile del Monterrey:

Jonathan è un giocatore che, appena arrivato, classificammo come doppia A. Un talento di grande prospettiva e che fin dall'inizio ci dava l'impressione che sarebbe arrivato presto in prima squadra. Poche altre volte ci è capitato di trovarci davanti a un talento del genere.

Con un bagaglio così importante, è abbastanza semplice azzardare che Gonzalez possa avere un futuro nel Vecchio Continente. E diventare così uno dei protagonisti delle prossime sessioni di calciomercato, un po' come Lainez. Quel che è certo è che tutto il Messico punta sulla generazione d'oro che sta nascendo sotto gli occhi del Tata Martino. E di cui Jonathan da Santa Rosa fa parte a pieno titolo.

Jonathan Gonzalez in pillole

Nome: Jonathan Alexander González Mendoza
Nato il: 13 aprile 1999
Dove: Santa Rosa, California (Usa)
Ruolo: Regista
Club: Monterrey
Valore (Transfermarkt): 5 milioni
Nazionale: 2 presenze (Messico)

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