Premier League: Sarri al Chelsea è appeso ad un filo per i suoi errori

Prendere 6 gol in una partita è un chiaro segnale di malessere e confusione totale: sono troppi i nodi irrisolti dei Blues e adesso stanno venendo tutti al pettine in maniera brutale.

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Un 6-0 incassato non è mai uno scivolone o un accadimento naturale in un determinato momento della stagione. Dietro passivi così pesanti c’è sempre un malessere generale della squadra, una situazione caotica o almeno confusa che crea problemi difficili da risolvere nel breve termine.

Nell'ultimo turno di Premier League contro il Manchester City, il Chelsea non ha praticamente toccata palla, venendo travolto dal ritmo e dalle geometrie palla a terra degli uomini di Guardiola. Non è possibile che una squadra si faccia infilare senza opporre resistenza dai Citizens che ormai tutti conoscono alla perfezione. E ancora più incredibile è che a fare questa terribile figura sia la squadra di Maurizio Sarri, il quale conosce troppo bene il calcio guardiolano, lo studia da anni e ad esso si ispira nelle scelte tattiche e di risorse umane.

Questo 6-0 è un allarme generale che risuona in casa Blues e mette in pericolo tutti, alcuni dei calciatori che due mesi fa sembravano intoccabili, le prospettive future dell’intero club, il quale dovrà rifondare in maniera sensibile se queste sono le condizioni di alcuni suo uomini cardine, e ovviamente il progetto tecnico, che se verrà cambiato in questa stagione o all’inizio della prossima, vorrà dire ricominciare tutto ancora una volta, partendo da un fallimento gestionale difficile da digerire.

Higuain è stato scelto da Sarri, che lo ha voluto per risolvere i problemi offensivi del Chelsea.Getty Images
Con la scelta di Higuain, Sarri ha rilanciato il progetto tecnico, prendendosi ancora più reponsabilità.

Tutti gli errori tattici e le scelte sbagliate di Maurizio Sarri

Il grande equivoco in cui è caduto Sarri fin dall’inizio della stagione o che ha dovuto subire, cercando di metterci una pezza alla meglio, è dover accettare alcuni uomini che non si ritrovano per niente con il suo gioco. Un esempio è la mezzala sinistra. Nel Napoli aveva Hamsik, ad Empoli Zielinski, non può pensare che Kovacic o lo stesso volenteroso Barkley abbiano le stesse capacità sul ritmo di questi due.

Altro grande errore è stato non prendere un difensore che abbinasse grandi doti tecniche e tattiche, soprattutto nella capacità di costruzione della manovra. I vari Rudiger, Cahill, David Luiz e Azpilicueta hanno grandi doti, molto utili in questa Premier League, ma quella della pulizia nella giocata iniziale manca, e questo porta al fatto che Jorginho viene ipercaricato nella costruzione dal basso della manovra e una marcatura con eventuale raddoppio su di lui limita molto la manovra.

Un altro problema erano i compiti di Kepa, che con il passare del tempo sono scomparsi. Il portiere spagnolo doveva emulare Ederson del Manchester City. Inserirsi spesso fra i centrali per portare l’intero assetto molto più in avanti, così da far arrivare velocemente palla pulita in una fascia di campo più vicina alla porta avversaria. Con il tempo David Luiz soprattutto non ha più permesso questa serie di scalature, Kepa è rimasto fra i pali e una delle idee tattiche più interessanti degli ultimi anni è svanita in un attimo.

Ma forse il problema più grande di Sarri è l’apatia di Hazard. Ad inizio anno il belga ha esaltato l’ex tecnico del Napoli. Addirittura si lasciò scappare che lo avrebbe volute anche in Nazionale. Poi con il tempo e la necessità di dare maggior peso all’attacco e successivamente con l’inserimento di Higuain in squadra, i suoi compiti sono diventati confusi.

L’idea iniziale era di vederlo giocare quasi da mezzapunta, alla Saponara se vogliamo richiamare una vecchia soluzione sarriana, ma le difficoltà crescenti di Marcos Alonso che era partito a mille, la pochezza tattica di Kovacic e Barkley e l’esigenza di dare ampiezza ad un gioco soffocato al centro, ha portato Hazard ad allargarsi in fascia, facendogli perdere centralità in tutti i sensi e voglia di incidere. All’Etihad vagava per il campo con la faccia spenta. Non può non essere che una reazione contro l’allenatore.

Di fronte a tanti problemi, Sarri ha poche vie d’uscita, anzi ha rilanciato il peso della sua responsabilità scegliendo Higuain, visto non troppo bene dalla piazza. Per salvarsi, il tecnico toscano deve raggiungere la Champions League il prossimo anno, arrivando quarto in Premier League, perché restare fuori per due anni di fila sarebbe un colpo pesante per ogni società contemporanea, e puntare alla vittoria dell’Europa League, dove può capitare di dover incontrare più avanti la squadra e la città dove ha lasciato un pezzo di cuore, il Napoli. Magari sarà ancora una volta Napoli a decidere il presente e il futuro di Sarri.

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