Barcellona: che fine ha fatto Boateng? 5 panchine e 60 minuti giocati

Valverde aveva impiegato il ghanese appena arrivato in blaugrana contro il Siviglia, ma da allora pare averlo dimenticato in panchina: 63 i minuti giocati.

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Sembrava la favola del grande riscatto di un giocatore dalla carriera che pare un ottovolante: dall'Hertha Berlino al Tottenham, dal Milan da scudetto con Allegri al Las Palmas, dal Sassuolo al Barcellona, appunto.

Kevin Prince Boateng aveva sorpreso tutti con quel trasferimento nel calciomercato invernale dalla Bassa Padana alla città di Gaudì, dal Mapei Stadium al Camp Nou, da Babacar - con tutto il rispetto - a Messi.

La presentazione era stata da star di livello assoluto, Bartomeu non aveva voluto mancare per una stretta di mano, e l'esordio praticamente immediato. Sembrava che in Catalogna non aspettassero che lui: il sabato aveva giocato col Sassuolo a San Siro e il mercoledì successivo, smesso il neroverde, era in campo al Pizjuán, di blaugrana vestito. Un sogno.

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Barcellona: la stretta di mano fra Boateng e il presidente Bartomeu

Barcellona: che fine ha fatto Boateng?

Sessantatrè minuti giocati, giusto per far riposare un po' Luis Suarez, poi largo al Pistolero: il Siviglia era in vantaggio 1-0 e Valverde ha detto stop agli esperimenti. Ma al di là del fatto che nemmeno l'ingresso dell'uruguaiano aveva cambiato l'esito del match, il tecnico basco non deve aver gradito molto l'esibizione del ghanese, che pure in campo si era battuto con forza, impegnando la difesa avversaria con giochi di sponda e smarcamenti frequenti.

Barcellona Boatenggetty

Da quel 23 gennaio, infatti, Boateng è scomparso dalle rotazioni del Barcellona: 5 panchine su altrettante partite della sua squadra. Nei tre match del mese di febbraio il Barça ha raggranellato solo tre pareggi, di cui due in Liga che gli hanno fatto perdere 4 punti rispetto al Real Madrid, ma il Boa non è mai stato preso in considerazione, nemmeno nei minuti finali, quando magari uno col suo fisico avrebbe potuto fare comodo sui calci piazzati. Il giorno della presentazione aveva dichiarato:

Sono felice di essere qui, anche se sono consapevole di non venire a fare il titolare.

A quasi 32 anni, Boateng conosce il calcio e non si faceva illusioni, ma da lì a scomparire al fondo della panchina ce ne corre: lui stesso probabilmente sperava in una via di mezzo. Al suo arrivo i media spagnoli lo avevano celebrato come la nuova punta centrale del Barcellona che, ceduto Munir, avrebbe consentito un po' di riposo a Suarez. Ma forse sono la sua duttilità e la sua generosità che hanno creato l'equivoco: il Boa è un attaccante a tutto tondo, può fare l'esterno, il trequartista e può giocare anche di punta, ma non è il gol la sua ossessione (67 segnati in 428 match). Lui comunque si allena e vuole farsi trovare pronto: sabato c'è il Valladolida al Camp Nou e, con la Champions League alle porte, l'occasione è propizia per un match di rotazioni.

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