Sudamericano under 20, Mini Tri a sorpresa: primo titolo per l'Ecuador

La selezione allenata dall'argentino Célico vince il suo primo Sudamericano under 20 della storia, riuscendo dove i campioni del passato avevano fallito.

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Quello cileno doveva essere il Sudamericano under 20 di Lincoln, Rodrygo e dei tanti talenti brasiliani che avrebbero potuto riportare la Canarinha in cima al continente dopo tre edizioni di magra. In alternativa, il torneo avrebbe potuto riconfermare la potenza dell'Uruguay campione in carica. O, addirittura, consacrare la nuova generazione argentina di Facundo Colidio, Thiago Almada e molti altri. Niente di tutto questo: l'edizione 2019 di una delle manifestazioni più importanti del mondo a livello giovanile se l'è presa il sorprendente Ecuador.

La Mini Tri allenata dall'argentino Jorge Célico vince il primo Sudamericano under 20 della propria storia, arrivando dove nessuno era mai arrivato prima. Nemmeno ai tempi di Alex Aguinaga, Jaime Kaviedes e Agustin Delgado l'Ecuador era riuscito nell'impresa, tanto è vero che l'attuale selezione alla vigilia partiva tra lo scetticismo generale che poi, paradossalmente, si è rivelata l'arma migliore per raggiungere l'obiettivo finale.

D'altronde i numeri di questa spedizione parlano chiaro: la Tricolor ha vinto sei delle nove partite giocate segnando complessivamente 14 gol, mettendo in campo non solo quello che si è poi dimostrato il miglior attacco assoluto, ma anche il capocannoniere del torneo. Con 6 reti Leonardo Campana ha vinto la classifica marcatori e si è messo in mostra come uno dei migliori giocatori di tutta la rassegna iridata: classe 2000, il centravanti cresciuto nelle inferiores del Barcelona sarà probabilmente uno dei prossimi gioiellini a lasciare il Sudamerica per approdare in Europa.

L'Ecuador esulta dopo il fischio finale del match contro il VenezuelaGetty Images

Sudamericano under 20: brillano le stelle di Rezabala e Campana

Le sue prestazioni non sono passate inosservate, tanto che dal Vecchio Continente sembra siano già cominciate a partire le prime telefonate di sondaggio verso Guayaquil: centravanti d'area bravo sia con i piedi che di testa, Campana è salito di prestazioni con il passare del tempo. Nell'esagonale per il titolo ha prima giustiziato l'Argentina, poi colpito con un gol decisivo la Colombia e, infine, segnato una doppietta nella partita che ha consegnato il titolo alla Mini Tri, vinta contro il Venezuela.

In quest'ultimo match non ha brillato particolarmente Jordan Lenin Rezabala, che però è stato di gran lunga il giocatore migliore dell'intera competizione. Reduce da un 2018 molto positivo, culminato con le prestazioni nei Juegos Boliviarianos giocati in Colombia, Rezabala si è messo in mostra per la sua capacità di giocare tra le linee, risultando spesso imprendibile vista la sua grande rapidità nel breve che gli consente di non dare punti di riferimento agli avversari.

Coetaneo di Campana, il fantasista gioca nell'Independiente del Valle, piccola realtà di Sangolqui che a livello giovanile ha ottenuti grossi risultati, soprattutto negli ultimi anni. Per Célico è il giocatore centrale a tutto il progetto tecnico che ruota attorno all'Ecuador: sistemato da mezzapunta in un 4-2-3-1 molto offensivo, Rezabala si è completato bene anche con i due esterni, entrambi molto interessanti. Uno di loro, Gonzalo Plata, non solo è compagno del numero 10 nella IDV, ma i due sono molto amici anche fuori dal campo.

Nell'Aucas gioca invece Alexander Alvarado, di un anno più vecchio rispetto a Plata e già nelle mire di tutti i top club dell'Ecuador. Célico ha cucito addosso alla sua squadra uno stile di gioco che ha esaltato al massimo le caratteristiche dei giocatori in campo. La difesa ha retto abbastanza bene nonostante le 6 reti incassate durante tutto l'arco del Sudamericano, che ne fanno il secondo reparto meno battuto dopo la Colombia.

Tra i pali si è vista l'altra grande rivelazione del torneo, quel Moisés Ramirez appena prelevato in prestito dalla Real Sociedad, decisa a farne l'erede futuro di Rulli. Soprannominato “Araña” (il ragno) per le sue doti tra i pali, Ramirez ha vinto la sfida a distanza con i ben più sponsorizzati Gabriel Brazão e Manuel Roffo, numeri uno rispettivamente di Brasile e Argentina.

Il primo non lo vedremo impegnato nel mondiale di categoria che si giocherà in Polonia la prossima estate, visto che la Canarinha non è riuscita a qualificarsi. Il secondo, invece, alla rassegna iridata ci sarà nonostante il Sudamericano giocato in chiaroscuro dall'Albiceleste. Con Ecuador e Argentina volano in Polonia anche Colombia e Uruguay, entrambe favorite alla vigilia alla pari della Selección. L'unico intruso parrebbe essere proprio l'Ecuador che, oltre ad aver spodestato il Brasile, ha regalato al suo popolo una grande gioia destinata a rimanere nella storia.

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