NBA: il mercato dei waivers post deadline, con le contender alla porta

Kanter, Morris, Anthony e Randolph sono alcuni dei nomi celebri che possono essere chiamati dalle squadre per sistemare i roster.

Kanter in cerca di casa Getty Images

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Possiamo dire senza timore di smentita che l’ultima trade deadline NBA sia stata una delle più movimentate, divertenti e imprevedibili dell’era recente. I tanti cambiamenti, partiti anche già giorni prima della scadenza, hanno mosso il mercato come il domino, facendo cadere man mano tantissimi giocatori e altrettante scelte. Ricky Rubio, a un’ora dalla scadenza, ha postato su Twitter la frase:

Il mio codice mi fa accedere ancora alla facility.

Il significato è molto chiaro riferendosi alla precarietà della vita dei professionisti NBA in un momento dell’anno in cui nessuno è davvero al sicuro, anche i veterani che militano ormai da tempo in una squadra. Poi c’è chi, come Nik Stauskas, in tre giorni ha girato altrettante franchigie venendo inserito in scambi e ora si trova addirittura senza in uno sballottamento degno di un pacco di Amazon.

Nel weekend si sono giocate le prime partite delle squadre con la nuova conformazione. Marc Gasol ha condiviso sui propri social l’arrivo a Toronto e tutto il kit da vestizione messo a disposizione istantaneamente dai canadesi con annessi pupazzetti e gadget. Tobias Harris è approdato a Philadelphia per provare la rincorsa al titolo e ha postato una foto con Allen Iverson, presente anche ieri sera a palazzo nella grande classica contro i Lakers stravinta da Embiid e compagni. Da questo momento inizia una nuova stagione che si fermerà nel weekend per la pausa dell’All Star Game, farà ricaricare a tutti le batterie in vista di un finale da bere tutto d’un fiato e mai come quest’anno così indeciso sugli esiti…perlomeno nella Eastern Conference.

Da adesso fino al primo di marzo si apre una nuova stagione di mercato, di sicuro con meno appeal, ma che potrebbe definire ancor di più i valori in campo. I Philadelphia 76ers nella scorsa stagione dal mercato dei waivers hanno portato a casa Marco Belinelli ed Ersan Ilyasova per allungare le rotazioni e avere due comprimari protagonisti dei successi. La stessa cosa accadrà quest’anno per dei Sixers molto talentuosi anche se un po'corti e di certo per tante altre squadre che vogliono contendere per il titolo. A tal proposito alcuni giocatori possono lasciare sul tavolo parte del loro stipendio sondando il mercato dei waivers per trovare una nuova squadra. Di certo gli agenti fanno rilasciare i loro assistiti solo con la certezza della presenza di un acquirente e così è successo ad esempio a Wesley Matthews, che dopo aver lasciato i Knicks si è già accasato ai Pacers aprendo un probabile festival.

Zach Randolph potrebbe dare l'ultimo contributo NBAGetty Images

NBA: Kanter, Morris e Randolph sono appetibili

Sono tre i nomi che potrebbero fare gola alle squadre NBA, sebbene ognuno abbia dei pro, ma anche dei chiari contro. In caso di necessità di instant offense dalla panchina nel pitturato, non si può prescindere dal considerare Enes Kanter che dopo essere stato rilasciato dai Knicks a seguito di un utilizzo molto limitato, ora è pronto per provare a fare le fortune di una contender che sappia mascherarlo difensivamente, ma che possa giovarsi del suo talento. Tutto il bagaglio mediatico che si porta dietro ormai da tanto tempo potrebbe tranquillamente essere gestibile per un finale di stagione che spera possa essere comparabile all'ultima postseason giocata ai tempi dei Thunder. Assieme a lui per il verniciato c’è il veterano Zach Randolph, che dopo 17 stagioni nella NBA è alle ultime cartucce e potrebbe essere un’addizionedi esperienza se utilizzato nel giusto modo. Dopo essere stato scambiato e rilasciato, qualcuno potrebbe davvero farci un pensiero.

A chiudere il novero c’è Markieff Morris, ala molto versatile che se dovesse sistemare i suoi problemi al collo che lo hanno tenuto fuori per diverso tempo, potrebbe essere un giocatore da impatto immediato. Di certo ogni eventuale pretendente dovrà sottoporlo a un workout per capirne l’effettiva guarigione, ma i suoi 11.7 punti in carriera nella postseason potrebbero convincere diverse squadre a dargli una chance e dello spazio in campo. Molto più difficile trattare invece il capitolo Carmelo Anthony che è ancora alla ricerca di squadra, ma forse ai minimi storici per popolarità e appeal. I Lakers potrebbero essere sempre alla porta grazie al rapporto con LeBron James, ma le speranze si affievoliscono ogni giorno che passa.

Anthony troverà una squadra?Getty Images

Chi può e chi non può

Per chiarire la situazione delle squadre che sono coinvolte nella lotta playoffs, ci avvaliamo di una tabella proposta da ESPN che con il suo esperto di mercato Bobby Marks ha fatto un elenco di posti liberi a roster con relative eccezioni e disponibilità salariali:

-         BKN (1 spot; minimum exception)

-         BOS (1 spot; minimum exception; signing a player would cost Boston $1.50 for every $1 spent)

-         CHA (1 spot; minimum, partial midlevel, bi-annual and trade exceptions; Charlotte is $3.4 million below the luxury tax)

-         GSW (1 spot; minimum exception; signing a player would cost Golden State $3.75 for every $1 spent)

-         HOU (3 spots; minimum, taxpayer midlevel and trade exceptions; the Rockets are $635K below the luxury tax)

-         IND (1 spot; minimum exception)

-         MIA (2 spots; minimum exception and taxpayer midlevel; signing a player would cost Miami $1.50 for every $1 spent)

-         MIL (1 spot; minimum exception; the Bucks are $965K below the luxury tax)

-         OKC (2 spots, minimum, taxpayer midlevel and trade exception; signing a player would cost OKC $4.75 for every $1 spent)

-         PHI (0 spots, room midlevel and minimum exception; Philadelphia would need to waive a player to create a roster spot)

-         POR (1 spot; partial taxpayer, minimum and trade exceptions; signing a player would cost Portland $1.75 for every $1 spent)

-         TOR (4 spots; taxpayer midlevel, trade and minimum exceptions; signing a player would cost Toronto $3.25 for every $1 spent; has one active 10-day contract)

Houston e Toronto potrebbero essere le squadre più agguerrite nella lotta ad accaparrarsi giocatori di rotazione, sebbene Toronto sia già ampiamente coperta con la propria gioventù, mentre Houston sembra averne maggior bisogno nonostante l’arrivo di Iman Shumpert via trade. La corsa ai playoffs si farà anche su questi piccoli dettagli, per provare a contrastare lo strapotere dei Warriors che, dal rientro di Cousins, sembrano ancor meno battibili del passato, tanto da indurre Dwyane Wade, dopo la partita della scorsa notte, a inserirli come uno dei migliori quintetti della storia NBA. E se lo dice flash al suo farewell tour…

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