Emiliano Sala riconosciuto dalle impronte digitali: è morto sul colpo

Wales Online riferisce i primi esiti dell'autopsia: al giocatore argentino sarebbe stato direttamente fatale l'impatto del velivolo contro l'acqua.

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Sono passate tre settimane dal terribile incidente aereo nel Canale della Manica che è costato la vita a Emiliano Sala, l'attaccante argentino che era appena stato trasferito dal Nantes al Cardiff City.

Dalla Ligue 1, dove era approdato nell'estate del 2010 prelevato in Sudamerica dal Bordeaux, alla Premier League. Il sogno di una vita che stava diventando realtà. La era diventata, anzi, ma solo, purtroppo, per qualche ora.

Siglato il contratto col club Gallese, il 21 gennaio Sala era volato in Francia per sistemare alcune cose e la sera stessa, con lo stesso velivolo, un Piper monomotore, con alla cloche Dave Ibbotson, un pilota non professionista, aveva deciso di rientrare a Cardiff. Troppa era la voglia di cominciare al più presto la sua avventura Oltremanica.

Emiliano Sala Nantesgetty

Emiliano Sala riconosciuto dalle impronte digitali: i risultati dell'autopsia

Ma i fatti sono noti, purtroppo: a Cardiff Emiliano Sala non ci è mai arrivato perché il Piper, per cause non ancora note, si è schiantato nella gelide acque del Canale della Manica. Il corpo del calciatore è stato ritrovato solo la settimana scorsa, mentre quello del pilota non era nel relitto. Dal Galles, intanto, arrivano le prime notizie successive all'autopsia. Le diffonde Wales Online:

La causa della morte, che è stata stabilita dopo un'autopsia, viene riferita a ferite alla testa e al torace: per la precisione un patologo la descrive come 'ferite alla testa e al tronco'.

Emiliano Sala 2getty

Un parere che sottintende, dunque, che la morte di Emiliano dovrebbe essere avvenuta sul colpo, al momento dello schianto. Il media gallese riferisce inoltre che il riconoscimento del corpo di Sala è stato reso possibile grazie alle impronte digitali.

Molte polemiche, infine, ha destato il comportamento dell'anchorman Richard Madeley nel corso dell'intervista che la moglie e la figlia di Dave Ibbotson hanno rilasciato stamattina a Good Morning Britain. Alle due donne, composte nel loro dolore, Madeley ha chiesto perché mai vogliano a tutti costi recuperare un cadavere - quello di un marito e di un padre, è bene chiarirlo - insistendo con ricerche molto lunghe ed economicamente dispendiose (intorno alle 300mila sterline, a fronte delle 140mila racimolate sinora dalla famiglia). Le domande incalzanti e insensibili del presentatore hanno suscitato un'ondata di sdegno sui social media, oltre che, per contro, una sentita adesione alla campagna di fundraising lanciata on line dalla famiglia Ibbotson.

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