Calciomercato, Atalanta: rifiutati oltre 60 milioni per tre giocatori

L'indiscrezione è uscita nelle ultime ore: con l'obiettivo europeo più vivo che mai, la società nerazzurra a gennaio ha rifiutato tre ricche offerte.

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Tutti uniti per cullare il sogno Champions League. Grazie alla bella e faticosa vittoria in rimonta contro la Spal, l'Atalanta continua la sua scalata ai vertici del calcio italiano: tra le squadre che si giocano un piazzamento europeo quella nerazzurra probabilmente gioca il miglior calcio dal punto di vista estetico, grazie ad un'intelaiatura costruita negli anni dal duo Percassi - Sartori, bravi a operare sul calciomercato per regalare la lana giusta al sarto Gasperini.

L'ex tecnico del Genoa è stato abile nel cucire insieme tutti i pezzi, assemblandoli in maniera impeccabile: dopo il quarto posto di due stagioni fa, la Dea lo scorso anno si è nuovamente piazzata in zona Europa League al termine di un campionato fantastico. L'annata passata è sembrata essere quella di prova per dare l'assalto finale alla Champions League, un traguardo che per l'Atalanta significherebbe tanto, sia in termini di prestigio che - soprattutto - economici.

Per questo la rosa non va depotenziata, men che meno nel calciomercato di gennaio. Deve aver pensato questo il presidente Percassi quando, durante la scorsa sessione di riparazione, il suo direttore sportivo Zamagna gli ha consegnato alcune offerte monstre per tre giocatori in particolare, un'offerta totale da oltre 60 milioni di euro che però la società ha rispedito al mittente. I calciatori in questione erano, secondo le indiscrezioni uscite in queste ultime ore, il bomber colombiano Duvan Zapata, lo sloveno Josip Ilicic e il belga Timothy Castagne.

Josip Ilicic, obiettivo della RomaGetty Images

Calciomercato, retroscena Atalanta: no a più di 60 milioni a gennaio

Partiamo da Zapata: il colombiano è il referente offensivo di Gasperini e, nel caso di una sua ipotetica cessione, l'Atalanta avrebbe perso probabilmente uno degli attaccanti migliori di tutta la Serie A. Contro la Spal Zapata ha segnato il suo gol numero 16 in campionato, aiutando la Dea a vincere una partita giocata sotto gli standard abitudinari rispetto a quelli fatti intravedere negli ultimi mesi. L'ex centravanti dell'Udinese è arrivato durante lo scorso calciomercato in prestito con riscatto già fissato, all'interno di un'operazione da 26 milioni di euro totali.

Solo l'apertura del prestito è costata a Percassi 12 milioni di euro e, qualora il club dovesse decidere di riscattarlo a titolo definitivo, il numero 91 cafetero diventerebbe l'acquisto più oneroso di sempre della società orobica. Ovviamente non sembrano esserci motivi che inducano a pensare al non riscatto: in caso di qualificazione europea l'Atalanta avrà fortemente bisogno di lui, che nel frattempo si è integrato benissimo nel contesto tattico che Gasperini gli ha cucito addosso.

Per questo, quando il West Ham si è presentato con un assegno da 40 milioni di euro, la risposta è stata un secco "no". La stessa che la Dea ha dato alla Roma quando si è sentita chiedere news su Josip Ilicic: lo sloveno è un'altra pedina fondamentale nell'idea collettiva che il tecnico di Grugliasco ha di squadra. Nonostante un inizio di stagione abbastanza sotto tono, complici anche alcune noie fisiche, Ilicic si è ripreso alla grande e adesso è una pedina in grado di essere decisivo sia quando parte dal primo minuto sia a partita in corso.

Per lui, che al momento in stagione ha segnato 7 gol e messo insieme 4 assist, Monchi era pronto a mettere sul piatto 13 milioni di euro, tre in più di quelli che il Celtic Glasgow aveva offerto per Timothy Castagne, preziosissimo laterale che quest'anno sta trovando parecchio spazio grazie alla sua grande duttilità. Gasperini può utilizzarlo su entrambe le fasce e il belga ha già dato risposte importanti anche in termini realizzativi, segnando gol pesanti come i due messi a segno recentemente contro Roma e Juventus. La cifra totale, che supera il 60 milioni di euro, avrebbe fatto molto comodo all'Atalanta. Ma, almeno per il momento, l'obiettivo europeo resta il più importante.

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