Premier League, le pagelle di Manchester City-Chelsea: il re è Aguero

Il City si mangia il Chelsea. All'Etihad non c'è storia e Guardiola ne rifila sei a Sarri. Straordinario Aguero autore di una tripletta. Sterling sempre più decisivo. Nei Blues male tutti.

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Il Manchester City passeggia sul Chelsea e torna in vetta alla Premier League raggiungendo il Liverpool a quota 65 punti. Seppur con una partita in più rispetto ai Reds. Quella dell'Etihad è una partita senza storia in cui il City gioca un calcio meraviglioso, letale, in questo momento il migliore in Europa. 

Un gioco sublimato da un rifinitore eccezionale che risponde al nome di Sergio Aguero che rifila una tripletta a Sarri e sale quota 222 gol con la maglia del suo club. Ma è tutto il City a essere in giornata di grazia. L'umiliazione per il Chelsea è senza appello. Con questo ko i Blues scendono addirittura al sesto posto in classifica, scavalcati (per differenza reti) anche dall'Arsenal.

Spicca ovviamente la prova di Aguero. Ma sarebbe impossibile non citare anche Raheem Sterling che sta diventando sempre più giocatore fondamentale per Guardiola. Così come Ilaky Gundogan che con Fernandinho compone una coppia di centrocampo tra le meglio assortite al mondo. Nel Chelsea nessuno supera la sufficienza. Ma delude soprattutto la prova di Barkley e Hazard.

Premier League, Manchester City-Chelsea: le pagelle

Manchester City (4-3-3): Ederson 6,5, Walker 6,5, Stones 6,5, Laporte 7, Zinchenko 7; Gundogan 7, Fernandinho 7 (dal 73' David Silva 6,5), Bernardo Silva 7; Sterling 7,5, De Bruyne 6,5 (dal 67' Mahrez 6), Aguero 8 (dal 64' Gabriel Jesus 6,5). All. Guardiola 8

Chelsea (4-3-3): Kepa 5,5, Azpilicueta 5, David Luiz 5, Rudiger 5,5, Alonso 5 (dal 71' Emerson sv); Kante 5,5, Jorginho 5, Barkley 5 (dal 51' Kovacic 5,5); Pedro 5 (dal 66' Loftus-Cheek sv), Higuain 5,5, Hazard 5. All. Sarri 5

I migliori

Aguero 8

I'm feeling Supersonic. Cantavano gli Oasis. I fratelli Gallagher non hanno mai nascosto il loro amore calcistico per Aguero e si capisce il perché. Il Kun è sempre più supersonico. Sale a quota 222 gol con la maglia del Manchester City, 160 dei quali in campionato. È l'uomo simbolo di questa squadra, quello che rifinisce il gioco, colui che più di ogni altro sa definire la manovra di Guardiola. 11a tripletta in Premier League, raggiunto Alan Shearer. Prima si divora la rete del 2-0, poi s'inventa un gol da antologia e infine affonda definitivamente il Chelsea sfruttando un errore grossolano di Barkley. Finita qui? Macché. È glaciale anche dal dischetto per il 5-0. Un gol che gli vale la vetta della classifica marcatori e il trono di miglior realizzatore del club in Premier.

Sterling 7,5

Una freccia letale per il Chelsea, un'arma illegale nelle mani di Guardiola. Dalla sua parte è letteralmente devastante. La sua velocità è nota, ma l'ex Liverpool sta migliorando in maniera netta anche nelle scelte finali. È lui a sbloccare la partita, a stappare i 21' show del City. Si guadagna anche il rigore del 5-0 e poi rifinisce un'azione meravigliosa per il 6-0. Ma è tutta la sua partita a essere uno spettacolo. È a quota 12 gol in Premier, il suo record di 18 reti (stabilito la stagione passata) è più che alla portata.

Gundogan 7

Suo il gol del poker dopo 21'. Ventuno minuti di solo City, in cui la squadra di Guardiola fa impazzire quella di Sarri. Il tedesco sta tornando a livelli eccellenti, standard su cui aveva faticato a mantenersi nelle sue prima stagioni in Premier League a causa soprattutto di qualche problema fisico di troppo. Regista e interditore, incursore e mediano, fa tutto a meraviglia. La coppia con Fernandinho è uno spettacolo per gli amanti del calcio. Un centrocampista totale. 

Laporte 7

Terzino sinistro o centrale difensivo. Per lui non fa differenza perché il rendimento è sempre altissimo. L'ex Athletic Bilbao guida la retroguardia da leader, dalle sue parti non passa nemmeno l'aria, figuriamoci un avversario. È facilitato, vero, anche dal lavoro eccezionale del centrocampo. Il francese però sta scalando sempre più posizioni nel pantheon dei migliori difensori d'Europa. Difficile che Deschamps possa ancora ignorarlo per una convocazione in nazionale. Su di lui la mano di Pep è evidente. 

Premier League, Sterling super contro il ChelseaGetty Images

I peggiori

Barkley 5

Consegna l'assist per il 3-0 ad Aguero con un retropassaggio folle, una lettura dell'azione impensabile a questi livelli. È un errore troppo grave per non macchiare irrimediabilmente la sua prova. Il classe '93 non fa nulla per risolleverarsi, per dare una scossa alla sua squadra. Vaga per il campo senza meta, senza dare mai uno strappo alla manovra del Chelsea. Impalpabile. Anzi, è dannoso. E infatti esce dopo 51'.

Alonso 5

Con Conte giocava come quinto a tutta fascia e il rendimento era di tutt'altro livello. Sembra non avere il passo per fare al meglio questo ruolo. Fa una fatica tremenda a contenere Bernardo Silva e De Bruyne che spesso giocano dalle sue parti. Viene travolto dai vorticosi attacchi del City, non trova mai le misure per contenere gli avversari. Viene surclassato, prende un giallo di frustrazione quando Bernardo lo supera per l'ennesima volta. 

Azpilicueta 5

Passa un pomeriggio da incubo perché dalla sua parte la catena Sterling-Zinchenko funziona a meraviglia. Lui non entra mai in partita, viene surclassato dalla velocità e dalla tecnica dell'inglese e dalle sovrappoizioni dell'ucraino. Con Conte era uno dei giocatori più affidabili dei Blues, in questo momento è uno degli anelli deboli della squadra. Procura il rigore del pokerissimo City abbattendo Sterling che gli era scappato per l'ennesima volta.

Hazard 5

Eden sta ormai facendo il conto alla rovescia per lasciare Londra e il Chelsea. Non è un mistero. Il rapporto con Sarri non è proprio idilliaco. E nemmeno questo è un segreto. Però da lui è lecito aspettarsi qualcosa in più. Rimbalza sulla difesa del City nella seconda parte di primo tempo, cioè quando la sua squadra cerca quantomeno la rete della bandiera. Perde quasi tutti i duelli, costretto a girare a largo dall'impostazione tattica di Guardiola, non si accende mai. È una delle sue prestazioni più brutte da quando veste la maglia Blues. 

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