Premier League, caos Chelsea. Sarri: "Esonero? Chiedete alla società"

Il 6-0 subito all'Etihad contro il City ha lasciato segni profondi e Sarri non cerca scuse: "Prestazione inspiegabile. Esonero? Sono sempre a rischio". Guardiola minimizza la mancata stretta di mano: "Non mi ha visto".

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Una sconfitta clamorosa, rumorosa, inaspettata almeno nelle proporzioni. Il Chlesea crolla all'Etihad contro il Manchester City. Un 6-0 senza precedenti e che appesantisce un bilancio fatto di tre sconfitte esterne consecutive in Premier League con 12 gol subiti e zero realizzati. I Blues sono scivolati al sesto posto in classifica, scavalcati dall'Arsenal e soprattutto dal Manchester United che due mesi fa, al momento dell'esonero di Mourinho, era distante 11 punti. 

Per Sarri è un momento nerissimo. Il Chelsea si è perso dopo un avvio incoraggiante, fatto di risultati e bel gioco, poi il black out e la crisi profondissima delle ultime settimane in cui la squadra ha collezionato solo sei punti in cinque partite.

Una crisi iniziata il 24 novembre quando a Wembley era arrivata la prima sconfitta in Premier League contro il Tottenham. Fino a quel momento il Chelsea era imbattuto, ma quel ko ha minato le certezze della squadra e fatto riemergere vecchi fantasmi. Da quel giorno, infatti, i Blues hanno perso ben sei partite su 14, raccogliendo 22 punti su 42 a disposizione. Il Chlesea mostra una preoccupante fragilità difensiva e soprattutto mentale. Incapace di reagire nei momenti di difficoltà.

Premier League, è crisi ChelseaGetty Images

Premier League, Sarri nel caos: "Non mi spiego una partita del genere"

L'umiliazione subita da Guardiola però è senza precedenti. Il City ha dominato, ha sfruttato tutte le occasioni, affondando gli avversari in 21' terribili, in cui Kepa ha dovuto raccogliere quattro palloni nella propria porta. Sarri è incredulo quando si presenta ai microfoni nel post partita:

Non sono in grado di spiegare questa prestazione. Prima della partita e durante la settimana avevo avuto sensazioni positive. Abbiamo preso il primo gol in maniera stupida. Non sono in grado di capire che cosa è successo. Non ho visto il mio calcio. Lavoreremo per capire i motivi di questo blackout. Loro hanno pressato, hanno fatto bene, sono una squadra fantastica. 

Quando gli fanno notare che questo ko, arrivato dopo l'umiliazione di dieci giorni fa contro il Bournemouth, possa mettere in pericolo la sua panchina, Maurizio Sarri cerca di mostrare calma, ma una nota di preoccupazione si nota nella voce del tecnico: 

Rischio esonero? Non lo so, dovete chiederlo al club non a me. Sentire il presidente mi farebbe piacere, visto che non succede mai. Ma se ci dovessero essere colloqui sul mio futuro, penso che sarebbe normale. Sono preoccupato per la prestazione, non per il mio lavoro. Il mio lavoro è sempre a rischio.

Sarri-Guardiola e la manca stretta di mano a fine partita

Tra Sarri e Pep Guardiola c'è stima reciproca. Non è un mistero. Le parole gratificanti non sono mai mancate da ambo le parti, così come non è un mistero che l'ex allenatore nel Napoli veda in quello del City un riferimento per la sua idea di calcio. Per questo la fuga di Sarri a fine partita, evitando la stretta di mano col collega, ha fatto rumore. Ma sull'episodio entrambi hanno gettato acqua sul fuoco. Sarri per primo:

Non ho visto Pep, in quel momento volevo solo andare negli spogliatoi. Ci siamo salutati in seguito. 

Guardiola ha confermato la versione del collega. Pep poi si è soffermato sulla roboante vittoria del suo City in Premier League

Non ci sono problemi, ho parlato con Zola e ha detto che Maurizio non mi ha visto. Oggi abbiamo fatto una grande partita. Ora tutti diranno che il Chelsea non è una grande squadra, ma in realtà lo sono e all'andata ci hanno creato molte difficoltà. Così come il Napoli di Sarri me le ha create in passato. Non so se questa vittoria è un messaggio al campionato, il Liverpool è fortissimo e ci giocheremo il titolo fino in fondo.

Una corsa alla quale non parteciperà il Chelsea, a cui non parteciperà Sarri. Al quale, forse, a oggi basterebbe arrivare fino in fondo alla stagione. Centrando un vitale posto in Champions League. 

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