NBA trade: furto Bucks con Mirotic, Gasol a Toronto, Lakers al palo

Raptors, Bucks e Sixers escono rinforzate dalla deadline con scambi di indubbio valore, ora il campo deciderà chi ha lavorato meglio.

Gasol vola ai Raptors Getty images

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È tutto finito...forse. La NBA trade deadline è arrivata e alle nove di giovedì sera si sono conclusi gli scambi che le franchigie possono effettuare in questa stagione, ponendo fine a una dei periodi più pregni di movimenti e colpi di scena che la storia recente ricordi. Si possono dividere i movimenti in due giorni con la vigilia che abbiamo trattato e aveva già mosso diverse pedine importanti, per poi passare alle ultime ore, quelle dove i telefoni di Wojnarowski e Charania erano a dir poco infiammati, con il guru di ESPN che ha vinto senza repliche la gara dei news breaker annunciando per primo tutti i movimenti.

Di sicuro uno degli scambi che ha smosso qualche cuore riguarda Markelle Fultz, che dopo aver perso popolarità con incredibile velocità in quel di Philadelphia, è stato scambiato agli Orlando Magic venendo considerato da molti giornalisti locali come la peggior scommessa della storia Sixers. Fultz aveva bisogno di cambiare aria per provare a riciclare una carriera partita con incredibili aspettative, ma che per ora ha fornito solo delusioni. L'età è dalla sua parte, così come il talento puro a disposizione, ma pensare che sia stato scambiato per un onesto mestierante come Jonathon Simmons e una scelta, non può che risultare indigesto a chi lo aveva scelto tra i proclami con la prima assoluta.

I Lakers dovevano essere i protagonisti di questi scambi e provare a spostare l’epicentro NBA verso Los Angeles, ma nonostante una versione light di prostituzione da scambi nell'offerta formulata per Anthony Davis, si troveranno a dover battagliare con i rivali dei Celtics (appena battuti da un buzzer beater di Rondo a domicilio) in un'asta che non avrebbero mai voluto instaurare. Così i gialloviola hanno perso momentaneamente il senno scambiando un giovane di ottime speranze (e di discreto presente) come Ivica Zubac assieme a un frastornato Michael Beasley, per Mike Muscala, appena arrivato da Philadelphia e spostato subito dai cugini. È una trade con poca logica per i gialloviola, se non la spasmodica ricerca di tiro perimetrale con Muscala che però, alla luce del contratto e del fit, rende i Clippers ancora vincenti nell'ennesimo movimento perfetto da parte di Jerry West.

Valanciunas il sacrificato per GasolGetty Images

NBA: Toronto prende Gasol, altro colpo di Ujiri

Se West è sempre uno dei migliori, mentre Presti (silente in questa finestra) gli è poco dietro, si può dire che uno dei migliori GM della NBA venga dalla Nigeria e faccia di nome Masai Ujiri. I Raptors hanno ceduto sostanzialmente un giocatore che non hanno mai davvero considerato una risorsa in prospettiva come Jonas Valanciunas, insieme al giovane più sacrificabile della loro notevole batteria in Delon Wright, per provare a fare un ulteriore passo in avanti soprattutto in ottica playoffs. L'arrivo dello spagnolo è un indubbio upgrade a disposizione di Nurse, che potrà vantare un giocatore di comprovato valore, esperienza e malizia nella vera corsa al trono della Eastern Conference, momento dell'anno in cui i Raptors hanno sempre patito grosse delusioni. La domanda è come verrà impiegato lo spagnolo? Quando e soprattutto quanto?

Marc è sicuramente un giocatore nella fase calante della propria carriera e di certo non più un conclamato All-Star sebbene il suo valore rimanga importante. Nurse, però, sembra aver ormai sdoganato l'idea di giocare con Ibaka e Siakam nei ruoli interni, ma se panchinare Valanciunas era affare piuttosto semplice, farlo con Gasol potrebbe risultare meno agevole, non tanto per quanto riguarda l'inizio delle partite dove il quintetto vale sempre fino a un certo punto, ma soprattutto nei finali di partita quando contro una Milwaukee il catalano sarebbe costretto a muovere i piedi a sette metri da canestro. Di contro, giocare contro centri di stazza e talento come Embiid porta un plus nella sua acquisizione, ma siccome nei playoffs si vive di accoppiamenti, come potrebbe digerire una serie in cui si troverebbe costretto a guardare dalla panchina ogni clutch time?

Nikola Mirotic alla cura BudenholzerGetty Images

Furto Bucks, i Clippers macinano affari futuri

Sebbene non stiamo parlando di un All-Star, Nikola Mirotic ha dimostrato nel recente passato di essere un giocatore in grado di portare un grosso upgrade alle proprie squadre, anche nei playoffs. I Bucks sono andati al mercato della svendita chiamato New Orleans, bussando alla porta di Mirotic e offrendo la logica di gioco di Budenholzer, per poi passare ai Pelicans e lasciare un paio di noccioline sotto forma di Jason Smith e Stanley Johnson, oltre a una seconda scelta (unite ad altre di varia natura e provenienza). La presenza di Mirotic apre ancor di più il campo per Antetokounmpo e fornisce versatilità in ala all'ex coach degli Hawks, che ha dimostrato in più occasioni di modellare alla perfezione le squadre per i pregi dei suoi giocatori. Con questa mossa Milwaukee si completa ancor di più, per una corsa all'Est mai così bella e indecisa.

A chiudere la giornata ci sono ancora i Clippers che mettono a segno l'ultimo colpo gobbo, scambiando Avery Bradley e il suo contratto non molto flessibile portandosi a casa Garrett Temple e Jamychal Green nell'ennesimo movimento finalizzato al salario e considerando che entrambi saranno free agent a fine stagione, l'urlo di West è chiaro: "Due max contract per il titolo".

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