Inter, le parole di Spalletti: "Sono in ballo le nostre carriere"

Il tecnico nerazzurro analizza nella conferenza stampa che precede la sfida di Parma il momento negativo dei suoi e invita la squadra a rispondere con i fatti.

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Il tecnico dell'Inter Luciano Spalletti ha parlato nella consueta conferenza stampa che precede l'impegno valido per la 23esima giornata di Serie A dei nerazzurri, che sabato sera saranno ospiti di un Parma in gran forma, capace di mettere alle corde persino la capolista Juventus nell'ultimo turno con uno scatenato Gervinho e di proseguire un momento positivo che ha portato la squadra di D'Aversa a un buon 12esimo posto in classifica.

Tutto il contrario dell'Inter: il terzo posto in classifica non nasconde le difficoltà di una squadra ancora alla ricerca di una vittoria nel 2019, in pesante crisi di gioco, che non segna più e che è reduce dal clamoroso tonfo casalingo contro il Bologna terz'ultimo, un risultato che costringerà Icardi e compagni a cercare immediato riscatto nella sfida contro gli emiliani.

Visti i risultati è lecito mettere in discussione tutto, però poi si rischia di andare a fare ulteriore confusione e ci sono cose che vanno difese e riconosciute anche dai calciatori: non è tutto da buttare. Certo è che quando mancano i risultati i discorsi stanno a zero, perché è questo che conta, andare in campo e fare la prestazione che permetta alla squadra di ripartire. Prestazione o risultato? Mi aspetto di andare a Parma e che la squadra si giochi la partita.

Inter, Spalletti carica la squadraGetty Images

Inter, Spalletti: "Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità"

La domanda è: come uscirà dalla crisi questa Inter? Come la curerà Spalletti? Lavorando sulla testa o modificando qualcosa a livello tattico? La risposta dell'allenatore nerazzurro è ancora una volta una difesa del lavoro fatto fino a oggi e il tentativo di spiegare che sono altri particolari a fare la differenza.

Bisogna lavorare più sulla testa. Nuove situazioni tattiche possono essere piccole modifiche, perché poi le gare giocate hanno dimostrato che la nostra scelta tattica è stata quella giusta. Chiaro che in queste gare bisogna metterci qualcosa di più: tecnica, tattica ma anche cuore, che è quello che alla fine fa sempre la differenza, l'orgoglio per la maglia che vestiamo e la capacità di assumerci le nostre responsabilità. Bisogna lavorare velocemente su questi aspetti.

E a chi gli fa notare che il terzo posto in classifica e l'agevole impegno europeo contro il Rapid Vienna può permettere alla squadra di lavorare con calma Spalletti risponde che non è così.

La prima cosa su cui dobbiamo lavorare per uscire da questo momento? Ne dobbiamo fare diverse, di cose, una sola non basta. Certe gare come in Europa possono anche sembrare abbordabili, ma non è così considerato quello che abbiamo fatto vedere ultimamente. Dobbiamo lottare contro ogni squadra, c'è in ballo la nostra professionalità. Dobbiamo uscire da questo momento. Le gare possono essere vinte tutte, la differenza la fanno i particolari, la prestazione dall'80 al 90% in poi, perché fino al 70 per vari motivi ci arrivano tutti. Un dettaglio sbagliato può far pensare che vada buttato tutto ma non è così.

E certo la crisi del gol non dipende dal momento di Mauro Icardi, capitano e bomber.

Ci è mancata l'ultima parte, quella percentuale che dicevo, che fa la differenza con le nostre immense qualità. Icardi è dentro queste cose che stiamo cercando di migliorare: il talento, l'uomo che fa gol, viene sempre in conseguenza del lavoro della squadra, se questa non funziona non c'è bomber. Può fare quel gol, il suo compito come poi devono fare tutti, ma è l'insieme, il complessivo, che dobbiamo fare migliorare.

Inter, Icardi e NainggolanGetty Images

Concetto ribadito alla domanda successiva, che chiede quali siano i motivi dell'astinenza da gol dell'Inter nel 2019.

Guardando le statistiche abbiamo fatto più conclusioni nell'ultimo periodo che prima, sta tutto però nel prendere il massimo dagli episodi che capitano durante le partite. In questi particolari ultimamente non siamo bravissimi, non riusciamo a sfruttare e concretizzare il lavoro che facciamo. Il discorso è sempre lo stesso: dobbiamo fare una prestazione importante, piccole missioni dentro la partita, corse, contrasti, duelli fisici, colpi di testa. Se ne esce soltanto attraverso il lavoro.

Il tecnico nerazzurro commenta anche le parole di Marotta, che gli ha ribadito fiducia e che ha però denunciato una certa mancanza di personalità della squadra.

Per me il messaggio di Marotta e della società è sempre stato lo stesso: in estate ci siamo legati per 3 anni perché eravamo consapevoli che avevamo davanti a noi un percorso che avrebbe richiesto tempo per riuscire a portare il discorso dove vogliamo portarlo e dove molti si aspettano. Per me non è cambiato niente, se non è cambiato niente neanche per la società mi fa piacere. In campo andiamo e si fanno le cose per onorare la maglia, il club, i tifosi, le nostre carriere e la nostra professionalità: le risposte importanti le dobbiamo dare dentro la partita. 

In questa ripartenza sarà fondamentale poter contare su due giocatori al momento poco in forma: Keita Balde e Radja Nainggolan.

Keita ha bisogno ancora di qualche giorno, è chiaro che dopo un periodo piuttosto lungo di inattività serve un po' di tempo, ma mezz'ora può dare una mano e ha qualità che mancano a questa squadra, anche se domani non sarà a a disposizione. Nainggolan l'ho visto meglio nelle ultime partite e negli ultimi allenamenti e da lui mi aspetto grandi cose, una grande reazione, perché ha un passato che gli permette di dare qualcosa alla squadra in virtù delle sue esperienze precedenti. È uno che sa gestire le pressioni e deve mettere questa capacità a disposzione dei compagni.

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