Gervonta Davis, talento ed eccessi nel segno di Floyd Mayweather

Sabato notte torna il 24enne di Baltimora, in palio il suo titolo superpiuma WBA: astro nascente della boxe dal passato difficile, pupillo ribelle di Floyd Mayweather.

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Parlare di talento incompiuto sarebbe eccessivo, trattandosi di un pugile appena 24enne e già bicampione del mondo nei pesi superpiuma. Tuttavia, un 2018 vissuto più da spettatore che da protagonista ha lasciato tanti dubbi sull'effettivo valore di Gervonta Davis ai piani alti della boxe mondiale. Il weekend in arrivo gli offrirà una ghiotta occasione per rispondere a molte domande lasciate in sospeso e iniziare il 2019 con un altro passo.

Questo sabato, infatti, "Tank" (20 vittorie in altrettanti match, di cui 19 per KO) tornerà a combattere dopo quasi un anno di stop a Carson, California, dove difenderà il titolo "Super" super featherweight della WBA dagli assalti del messicano Hugo Ruiz (39 vittorie e 4 sconfitte per "Cuatito", 33 i knockout nel suo record). La contesa sarà visibile in diretta dalle 4:00 di domenica su DAZN, che proporrà anche la sfida per la cintura "Regular" super featherweight WBA tra il campione in carica Alberto Machado e Andrew Cancio (inizio alle 1:30).

Davis ha conquistato la corona nell'unico incontro disputato nello scorso anno (appena 3 round sufficienti per stendere l'argentino Jesus Cuellar) e avrebbe dovuto difenderla contro Abner Mares, top mondiale in 3 categorie diverse costretto al forfait da un distacco della retina. L'originario di Baltimora era già stato re di categoria IBF nel 2017 ma fu costretto a renderlo vacante dopo aver mancato il peso prima della sfida (poi vinta, sempre per KO) contro Francisco Fonseca. Si trattava della contesa prima del "superfight" tra Floyd Mayweather e Conor McGregor, la ribalta perfetta per l'accesso nel gotha della disciplina. Si rivelò invece il primo imprevisto in un percorso sempre più accidentato nel pugilato.

Boxe: Gervonta Davis nel match contro Francisco FonsecaGetty Images
Boxe: Gervonta Davis nel match contro Francisco Fonseca

Boxe: Gervonta Davis, dalla violenta Baltimora ai vertici mondiali, nel segno di Floyd

Di percorsi accidentati Gervonta Davis ne ha conosciuti ancora prima di indossare guantoni da boxe. Per esempio quelli della sua nativa Baltimora, di cui ha scrutato fin da bambino il volto più oscuro e violento, raccontato con drammatica efficacia dalla serie tv "The Wire". Genitori fuori e dentro dalla galera e sconfitti delle droghe quando il futuro campione aveva sei anni, un lungo tour di orfanotrofi e frequentazioni equivoche nella comunità Sandtown-Winchester, tra le zone più pericolose a ovest della città, amici caduti precocemente sotto i colpi di una violenza cieca che permea gli angoli più bui dell'America. "Tank" avrebbe potuto finire in questo vortice infernale per non mai uscirne più, se non fosse stato per Calvin Ford.

Maestro di pugilato presso l'Uptown Boxing Gym e, curiosamente ma neppure troppo, diretta ispirazione per il personaggio di Dennis “Cutty” Wise in "The Wire", Davis trova in lui l'ancora di salvezza che non solo lo toglierà dalla strada, ma gli darà anche una chance per diventare qualcuno. Sotto la sua supervisione, lo statunitense sbaraglia inizialmente la concorrenza nei ranghi dilettantistici (record di 206–15), conseguendo numerosi titoli nazionali e internazionali. Poi, nel 2013, il pieno passaggio alla maturità umana e sportiva con l'ingresso nel professionismo all'età di 18 anni. Salto di qualità che l'attuale campione WBA affronta senza problemi, accumulando successi su successi che attirano l'attenzione di uno dei più grandi di sempre.

Nel 2015, infatti, Floyd Mayweather incontra Gervonta durante un training camp del suo protegé Adrien Broner e di lì a poco lo mette sotto contratto con Mayweather Promotions. Sotto le sue insegne, il nativo di Baltimora scala ulteriormente le classifiche continuando a vincere e, il 14 gennaio 2017, conquista il suo primo titolo mondiale sconfiggendo in maniera impressionante il costaricano José Pedraza per l'IBF super featherweight championship. Una successiva difesa ai danni del britannico Liam Walsh indiceva a immaginare per lui un futuro luminoso ai vertici del pugilato mondiale. Al contrario, invece, qualcosa sembra rompersi all'improvviso.

Boxe: Gervonta Davis (dx) in compagnia del manager Floyd Mayweather (sx)Getty Images
Boxe: Gervonta Davis (dx) in compagnia del manager Floyd Mayweather (sx)

Problemi legali, dissidi con Mayweather, un 2018 buttato via: Davis cerca il riscatto

Non è solo il fallito taglio del peso per il match contro Fonseca a bloccare quello che è stato un cammino in continua ascesa per Davis. Appena un mese dopo l'incontro disputato nella stessa serata di Conor vs. Floyd, infatti, arriva un mandato di arresto da una corte del Maryland per aggressione aggravata. In seguito, l'accusa viene derubricata a un'imputazione meno grave e in sede processuale la persona che l'ha denunciato, Anthony Wheeler, decide di ritirare la contestazione.

Gervonta può così dedicarsi di nuovo al pugilato e a farlo con grande profitto, surclassando Cuellar il 21 aprile 2018 per il titolo WBA. Dovrebbe essere l'affermazione del rilancio, ma non sarà così. A settembre, il 24enne viene nuovamente coinvolto in un caso di colluttazione violenta a Washington, per il quale finisce ancora una volta in manette. Inoltre, emergono in maniera plateale i dissidi con il suo manager/mentore Mayweather.

"Sono gestito da qualcuno che non mi vuole vedere vincere", "Sono diventato grande ma mi trattano ancora come un fratellino!", "Facciamo sparring e risolviamola una volta per tutte!", "Floyd non voleva che il coach che mi ha portato a questo livello mi allenasse e ha spifferato ad Al Haymon che non ascolto e sono inaffidabile": con una lunga sequela di frasi più o meno sibilline su Twitter, Davis ha espresso tutto il suo dispiacere nei confronti di Floyd, incolpato sostanzialmente di aver messo in standby la sua carriera nel 2018 per gelosia e di rovinare la sua reputazione con Al Haymon, influente promoter nella boxe americana. Accuse pesanti che paiono ormai alle spalle, in avvicinamento alla sfida contro Ruiz. 

Molti lottatori si indispettiscono quando sono inattivi. Era per quello che ero arrabbiato, ma so che le cose sono movimentate verso la fine dell'anno. Mi stavo mettendo nei guai, ora cerco di rimanere concentrato sui miei obiettivi, so che posso diventare una grande star. Devo solo lavorare in palestra, restare lontano dalle grane, ascoltare il mio angolo e le persone che mi circondano

Tra cui "Money" Mayweather, tornato saldamente al suo fianco.

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