UEFA, le regole: cambia il valore dei gol segnati in trasferta?

Il fatto che, in caso di parità, valgano doppio non piace a molti allenatori, così ora il Comitato Esecutivo dell'ente ha deciso di prendere in esame la questione.

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Ci sono sport decisamente aperti al cambiamento e altri meno. Il calcio, in linea generale, appartiene più a questa seconda categoria: FIFA e UEFA sono state per lunghi periodi quasi delle vestali, più attente alla conservazione dello status quo che non alle esigenze di uno spettacolo chiamato a evolversi.

Basti pensare ad alcune rivoluzioni epocali apportate nel volley, vedi il rally point, o ancor più nel basket - dal tiro da tre punti all'inversione di campo, dal conteggio dei secondi sulle rimesse all'introduzione delle quattro frazioni di gioco - che tuttora cambia, magari in piccole cose, quasi a ogni stagione.

Tutto non a caso, ovviamente, ma sempre nell'ottica di migliorare lo spettacolo. Terminato il lungo regno "blatteriano", però, anche il calcio sta attraversando un periodo di nuove aperture: goal-line technology e soprattutto Var ne sono esempi lampanti.

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UEFA: cambia la regola dei gol segnati in trasferta?

Ora nel mirino dell'UEFA è entrata una norma che tutti conosciamo molto bene: quella del valore doppio dei gol segnati in trasferta in caso di parità nel punteggio complessivo tra due match di andata e ritorno. La cosiddetta Away goal rule, infatti, è stata introdotta a partire dalla stagione 1967-68, per evitare supplementari o, peggio, monetine. Il primo "beneficiario" fu Eusebio che regalò il passaggio del turno al Benfica in Coppa dei Campioni con un gol sul campo degli scozzesi del Glentoran nel settembre 1967.

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Da un po' di tempo, però, questa regola è stata messa in discussione da un discreto numero di allenatori europei (da Ancelotti a Simeone, da Tuchel a Wenger fra gli altri) che la ritengono superata: le trasferte sono meno disagevoli di 50 anni fa, per esempio, poi i palloni sono standard, a differenza di un tempo. Tutti motivi per cui, ora, segnare fuori casa non è più così difficile, se non proibitivo, come nei decenni scorsi.

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Se ne parla da un po', ma a partire dal Forum UEFA svoltosi a Nyon nel settembre scorso, la questione è stata messa sul tavolo come prioritaria. Tanto che, secondo Kicker, il Comitato Esecutivo dell'UEFA avrebbe deciso di prenderla di petto e affrontarla in maniera concreta. Al momento è possibile soltanto ipotizzare quali potrebbero essere le soluzioni in agenda: innanzitutto il Comitato dovrà decidere se dare retta a chi propone di mantenere la Away goal rule almeno in caso di partite che terminino al 90’, abolendola soltanto nei supplementari. Difficile, poi, che si torni alla monetina a metà campo, una soluzione troppo aleatoria e poco spettacolare, così come i calendari internazionali sempre più densi dovrebbero escludere ripetizioni di match: più probabile, quindi, il ricorso a tempi supplementari e/o rigori.

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Non ci resta che attendere, dunque, le nuove norme che quanto meno elimineranno situazioni quasi paradossali come quella di un derby meneghino nella semifinale di Champions League 2002-03: 0-0 all’andata nel Meazza milanista e 1-1 al ritorno nel Meazza interista, che regalò, quindi, la finale al Milan, che per sorteggio aveva avuto la seconda partita in trasferta.

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