NBA deadline: in attesa di Davis, Harris renderà da titolo i Sixers?

Harris a Philadelphia, Maker a Detroit, Hood va a Portland in attesa dei fuochi d'artificio nella deadline di domani.

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Negli ultimi due giorni moltissimi degli smartphone di appassionati NBA hanno visto attivare le notifiche live dei profili di Adrian Wojnarowski e Shams Charania, ovvero i due più importanti news breaker del panorama cestistico americano. I due, probabilmente, non dormono mai perché già in questi due giorni antecedenti alla deadline hanno avuto modo di infuocare i loro account social con indiscrezioni sull’affare Davis, la rincorsa forsennata a chi avesse una nuova chiave di lettura e anche qualche trade piuttosto succulenta da raccontare in anteprima.

Se della dipartita di Porzingis, con relativa analisi, abbiamo già parlato, non è facile ricordare una trade deadline che già 24 ore prima della scadenza annoverasse già così tanti movimenti. Tra gli scambi passati sotto coperta ci sono sicuramente quello tra Blazers e Cavs, che hanno fatto cambiare canotta a Rodney Hood in direzione Oregon, con Nik Stauskas, Wade Baldwin e una seconda scelta imbarcati per l’Ohio. Sempre di movimento minore che potrebbe fare da preludio a un supporting cast futuro c'è Reggie Bullock mandato ai Lakers in cambio di Sviatoslav Mykhailiuk e una seconda scelta 2021. Ovviamente i Lakers potrebbero non essere all’unico movimento della sessione, anche se ormai le speranze di Anthony Davis sembrano essere sempre meno.

Sono sempre i Detroit Pistons, artefici di uno scambio non esageratamente rilevante, ma che sicuramente intriga molto sia il pubblico che i diretti interessati. Thon Maker lascia da scontento i Milwaukee Bucks e approda nella motor town, mentre il percorso inverso è compiuto da Stanley Johnson, completando una trade secca uno per uno con entrambi gli interpreti alla ricerca di una resurrezione NBA. Nella notte invece si muovono tante pedine come Harrison Barnes che nell'intervallo della sua partita apprende di essere stato scambiato ai Kings senza quindi rientrare in campo. Gli stessi Kings si sono mossi mandando Iman Shumpert a Houston in uno scambio a tre, mentre Markieff Morris ha fatto le valigie ed è volato ai Pelicans.

Il tiro di Harris aiuterà i SixersGetty Images

NBA: Sixers sempre più forti e corti, arriva Harris

La trade che senza alcun dubbio ha scosso maggiormente il mondo NBA è quella che ha portato Tobias Harris ai Philadelphia 76ers. Lo scambio ha coinvolto, insieme a lui, anche Boban Marjanovic e Mike Scott, come contropartita a Mike Muscala, Wilson Chandler, Landry Shamet, ma soprattutto una prima scelta protetta 2020, una non protetta 2021 (via Miami) e due seconde del 2021 e 2023. I Clippers, al momento ottavi a ovest e in piena lotta playoffs, abdicano con questa mossa, negoziando un’estate di grandi razzie nei free agent, sebbene ci sia da scommettere che questa deriva estrema non piaccia troppo a un Adam Silver che, dopo il tanking, vede rinunciare a vincere anche le squadre in lotta per la post season.

Di certo i losangeleni hanno avuto in cambio materiale importante per un giocatore che è stato un grande valore per loro sino a oggi, ma che avrebbero perso per niente a luglio. Così oltre alla scadenza di Chandler e Muscala, portano a casa un’ex prima scelta come Shamet e quattro picks future, molto importanti come assets movimenti o semplicemente per arricchire ancor di più il roster. Ora, a leggere il quintetto come riportato dal sito five thirty eight, pensare a qualcosa di diverso di una finale NBA risulta difficile (duplicate le odds per la finale), ma sarà tutta da verificare la chimica e soprattutto la sostenibilità di una squadra che nei primi cinque è seconda a nessuno nella lega, ma pecca di profondità. Il lavoro di Brett Brown nell’accontentare tutte le sue punte sarà essenziale e in base alla riuscita dell’operazione, sapremo di conseguenze i risultati di questi Sixers, mai così in odore di tornare grandi.

Davis in borghese fino a nuovo ordineGetty Images

Davis sì? Davis no?

Il lodo più importante da sciogliere rimane Anthony Davis,  che i Lakers stanno cercando in tutti i modi di portare a casa. Magic Johnson ha offerto praticamente mezza squadra e scelte per averlo subito, non volendo entrare in una potenziale asta con i Celtics la prossima estate. I Pelicans hanno declinato l’offerta rialzando ancora una posta che sembrava onestamente già piuttosto dispendiosa per i gialloviola e da lì ne è scaturita la ritirata della dirigenza Lakers che però, a detta di Wojnarowski, ancora attende una reale risposta all’ultima offerta.

Nel frattempo i Celtics guardano da spettatori, ma contattando i Pelicans per capire che margine di manovra ci possa essere in estate. Dell Demps ha quindi fatto sapere che senza l’inclusione di Jayson Tatum nella trattativa non ci si siede nemmeno al tavolo, ma ora che la situazione di Kyrie Irving si è fatta più nebulosa e con la volontà di Davis di finire a Los Angeles, per paradossale che possa sembrare, il cielo sui Celtics si fa un po’ più cupo. Difficile pensare a una destinazione diversa da queste per Unibrow, ma è altrettanto improbabile una sua dipartita entro questa sera.

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