MotoGP, test IRTA dal 6 all'8 febbraio: il lavoro box per box

Dal 6 all'8 febbraio la MotoGP ritorna in pista per i test invernali a Sepang. Assente Jorge Lorenzo, in condizioni precarie Marc Marquez e Cal Crutchlow. Yamaha al lavoro sull'elettronica.

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La MotoGP è pronta a tornare in scena dopo la pausa invernale. Lo scorso week-end a Sepang si è tenuto lo shakedown con i collaudatori dei sei costruttori, ma da mercoledì a venerdì saranno in pista i piloti factory. KTM e Aprilia hanno potuto già schierare gli alfieri ufficiali grazie alle concessioni del regolamento, che va incontro alla mancanza di podi nella scorsa stagione e potranno proseguire senza limitazioni di test fino alla fine del 2019.

Il test IRTA in Malesia è di fondamentale importanza per due motivi basilari. Il primo è che da quest’anno le sessioni di prove ufficiali precampionato saranno solo due e non tre. Dorna, di comune accordo con i team, ha annullato il consueto appuntamento invernale di Phillip Island per un maggior contenimento dei costi. Il secondo motivo è che gli aggiornamenti ai prototipi potrebbero condizionare il futuro prossimo, soprattutto per quanto riguarda i motori. Una volta selezionata la specifica. i propulsori saranno congelati nel primo week-end di gara (10 marzo a Losail) e intoccabili per il resto del campionato di MotoGP.

C’è grande attesa per scoprire i nuovi equilibri della classe regina, anche se la classifica dei tempi di questi tre giorni potrebbero significare ben poco. Il campione in carica Marc Marquez non è in perfette condizioni fisiche e sta seguendo un periodo di riabilitazione dopo l’intervento alla spalla di dicembre. Jorge Lorenzo è assente per infortunio, Cal Crutchlow non sarà al 100% dopo l’infortunio rimediato in Australia nel finale di stagione 2018. Occhi puntati, però, su Yamaha e Ducati: la casa di Iwata dovrà subito infondere fiducia in Valentino Rossi e Maverick Vinales dopo le due ultime stagioni di crisi, mentre nel team emiliano c’è attesa per vedere all’opera il neopromosso Danilo Petrucci e il rookie Francesco Bagnaia dopo le buone prestazioni nei test di novembre.

Test invernali MotoGPGetty Images

Box Honda

Dopo l’infortunio di Jorge Lorenzo e le ancora precarie condizioni fisiche di Marc Marquez, anche il team manager Alberto Puig si è fratturato un braccio mentre era in moto da cross. Lo sviluppo della Honda RC213V sarà affidato sul campione in carica, che effettuerà pochi giri per non rischiare un infortunio che potrebbe compromettere la stagione. E sul collaudatore tedesco Stefan Bradl, che ha già svolto tre giornate di test privati a Jerez ed ha girato in due delle tre giornate dello shakedown. HRC porterà in pista alcune specifiche di motore, anche se il grosso del lavoro è stato fatto nei test autunnali dello scorso novembre. L'obiettivo è avere maggior potenza sul rettilineo senza dover perdere nelle altre aree. Sarà il ritorno in pista di Cal Crutchlow, assente dal paddock dalle FP2 del GP di Phillip Island, quando un incidente lo ha costretto a un doppio intervento alla caviglia. Anche da lui non si potrà pretendere una prova al limite.

Box Ducati

Non sarà in pista Michele Pirro, il collaudatore ha sfruttato tutte e tre le giornate dello shakedown ed ha spianato il terreno ad Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci. Insieme a loro le Ducati satellite di Francesco Bagnaia, Jack Miller, Tito Rabat e Karel Abraham. I tecnici della Rossa dovranno guadagnare qualcosa nel turning, nella percorrenza a centro curva. Attese anche delle novità in termini di aerodinamica, ma probabilmente le vedremo solo in Qatar per non facilitare il lavoro (e quindi l'emulazione) della concorrenza.

Box Yamaha

Dopo aver lavorato su due differenti specifiche di motore a novembre, c'è curiosità per capire se i tecnici di Iwata testeranno un'ulteriore specifica. In pista ben sei M1: oltre a Valentino Rossi e Maverick Vinales, al lavoro il team privato Petronas SRT con Franco Morbidelli e Fabio Quartararo, oltre ai due tester Jonas Folger e Katsuyuki Nakasuga. Si attendono sviluppi importanti sull'elettronica dopo la costituzione di un repasto specializzato a Gerno di Lesmo, in Brianza, guidato dall'ingegnere Michele Gadda. L'urgenza è migliorare l'accelerazione, quindi l'erogazione del gas senza dover fare i conti con l'annoso problema dello spinning. 

Box Suzuki

Il team dalla livrea azzurra potrebbe essere la sorpresa del campionato MotoGP 2019. Alex Rins è reduce da cinque podi nella stagione scorsa e quest'anno ha un'intera squadra che ruoterà intorno a lui. Sarà confermato il nuovo motore più potente intravisto già a novembre, che necessita di essere ridfeinito dall'elettronica. Nuovo anche il telaio e l'aerodinamica, ma il tutto senza stravolgere la GSX-RR 2018 che ha dato grandi soddisfazioni.

Box Aprilia

Dopo le uscite di Valencia e Jerez rivedremo all'opera Andrea Iannone, fermo ai box nei giorni scorsi per un piccolo problema di salute. La casa di Noale lavora a 360° sui feedback del pilota di Vasto, che ha chiesto accorgimenti sulla centralina unica per risolvere qualche problema di troppo all'anteriore e in fase di accelerazione. Con l'arrivo di Massimo Rivola nel ruolo di ad, Romano Albesiano potrà occuparsi principalmente della parte tecnica e velocizzare le operazioni di sviluppo. 

Box KTM

La casa austriaca sta lavorando su un nuovo cupolino aerodinamico. C'è l'esigenza di dare una RC16 competitiva a Johann Zarco in tempi brevi, ma quasi sicuramente sarà un campionato di "collaudo" per il francese, quantomeno nella prima metà di stagione. Assente il collaudatore d'eccezione DaniPedrosa operatosi alla clavicola.

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