Ultimo tango a Melbourne: a UFC 234 Israel Adesanya vs Anderson Silva

Il confronto fra Anderson Silva e Israel Adesanya è quello fra due grandi danzatori nell'ottagono. Il co-main event di UFC 234, a Melbourne, Australia, promette fuoco e fiamme.

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UFC 234 è alle porte. La notte del 9 febbraio alla Rod Laver Arena di Melbourne, Australia, avrà luogo uno degli eventi di MMA più attesi dell'ultimo periodo. Attesa comprensibile: il titolo dei pesi medi sarà in palio fra il campione Robert Whittaker (20-4), di ritorno nell'ottagono dopo un'assenza di 8 mesi, e Kelvin Gastelum (15-3, 1 NC), protegé della Kings MMA ed ex peso welter che ha avuto un impatto sensazionale nella categoria dei medi.

La portata principale però non è l'unico motivo di interesse degli appassionati. Nel co-main event è presente uno di quei match dal fascino intramontabile che vede a confronto il nuovo fenomeno contro il vecchio dominatore. Stiamo parlando ovviamente del match fra Israel Adesanya (15-0) ed Anderson Silva (34-8, 1 NC).

Adesanya è a quota 4-0 in UFC. Ha collezionato teste importanti ed ha portato a casa tre bonus Performance of the Night. Combattutissimo il match contro il nostro Marvin Vettori che, dopo aver subito l'avanzata del neo-zelandese d'origine nigeriana, ha premuto il piede sull'acceleratore nel corso del terzo round, mettendo in seria difficoltà "The Last Stylebender", il quale alla fine ha trionfato grazie ad un verdetto di decisione non unanime.

UFC, Silva saluta il pubblico ad una cerimonia del pesoGetty Images
Anderson Silva interagisce col pubblico durante un weigh-in

UFC 234, il vecchio affronta il nuovo: può ancora Silva tener testa ad Adesanya?

Dopo il match con Vettori, Adesanya ha battuto con delle prestazioni in crescendo, Brad Tavares e Derek Brunson. La prestazione contro Brunson, schiantato in appena un round, è valsa ad Israel la chance contro Anderson Silva. Il fattore età è la prima differenza sostanziale che balza all'occhio: 29 anni per Adesanya, 43 per Silva.

Israel Adesanya è senz'altro uno striker atipico per le MMA. La sua evoluzione è stata rapida e costante ed ha visto aggregare alla già confermata abilità nelle percussioni, estrose e variegate, la capacità di difendere la posizione e di evitare i takedown avversari, anche se portati da forti grappler. 
Lo striking di Adesanya riserva agli avversari continue sorprese: da un middle kick può partire una gomitata in spinning o un question-mark kick che impatta sulla testa. Dalla guardia aperta e molto larga, Adesanya fa sì che il proprio allungo (ben 203 cm) lo tenga a distanza di sicurezza dai suoi avversari e gli consenta, con il giusto timing, di affondare al momento propizio. Un buon allungo anche per Silva (197 cm), che lo ha aiutato praticamente in tutte le sue imprese e sul quale il Ragno ha spesso fatto affidamento.

Anderson Silva ha fondato il suo stile sulla spettacolarità abbinata alla concretezza. I colpi del Ragno, nel corso della sua carriera, si sono abbattuti come fulmini sui suoi avversari, lasciandoli spesso privi della possibilità di reagire. Silva è un maestro nello striking, ha surclassato tutti coloro che hanno provato a scambiare con lui (con le sole eccezioni di Chris Weidman ed un Michael Bisping nella sua migliore serata insieme a quella che gli valse il titolo contro Rockhold). Con uno stile fatto di schivate imprevedibili e rientri fulminei e velenosi, Anderson Silva ha trovato qualche difficoltà negli scambi solo al tramonto della propria gloriosa e leggendaria carriera. Il ritmo e la capacità di accorciare dei pochissimi eletti che hanno potuto combattere senza subire particolari danni davanti a lui - mi viene in mente ancora Bisping, con l'eccezione della ginocchiata subita, ma quella notte l'inglese fu davvero straordinario, recuperando da una situazione disperata - gli hanno causato i problemi d'assestamento più notevoli, limitandolo nettamente, arginandolo ed impedendogli di scatenare tutta la sua abilità (Adesanya mette a segno 4.51 colpi di media al minuto, contro i "soli" 3.1 di Silva).

Non sarà di certo il caso di Adesanya. Ad Israel piace accorciare solo quando sa che il suo avversario è in netta difficoltà e vuole mettere i colpi definitivi. In molti lo hanno indicato come l'erede naturale di Silva. Adesanya, forse, è anche qualcosa in più: è l'evoluzione di Silva. Anche lui possiede uno stile caratteristico, diverso senz'altro da quello del Ragno, ma altrettanto efficace. I suoi colpi arrivano con la potenza di macigni e con la grazia di un danzatore. Mentre Silva preferisce essere creativo con molti colpi singoli non ortodossi che però mirano spesso alla testa, Adesanya varia fra volto e figura le sue rapide e precise combinazioni. Lascia inoltre volontariamente ampio spazio abbassando la guardia, così da indurre il suo avversario ad esporsi e ad essere così intercettabile dai suoi colpi potenti e veloci, incoraggiati dalle sue notevoli dimensioni.
Il capolavoro stilistico che è il match contro Derek Brunson dice molto in merito: un avversario molto più esperto in ambito MMA dello stesso Adesanya, costretto ad essere sballottolato da un lato all'altro della gabbia a suon di colpi e ribaltamenti della posizione dovuti alla difesa dei tentativi d'atterramento. 

I due poi, sono accomunati dallo stile canzonatorio che tengono all'interno dell'ottagono. Le spavalderie di cui si fanno protagonisti vanno viste come estensioni del proprio bagaglio tecnico, aggressioni psicologiche, se vogliamo. In molti si permettono di giudicare negativamente questi passaggi, additando nel caso di Silva la sua arroganza come causa della prima sconfitta contro Chris Weidman. Non sono mai stato d'accordo con queste supposizioni: lo stile di Silva, così come oggi quello di Adesanya, puntano a destabilizzare l'avversario ed a trovare un'apertura psicologica prima ancora che fisica, ponendo le basi per spostare da un momento all'altro l'ago della bilancia nel match.

Le chiavi per la vittoria

Per quanto Anderson Silva sia un vero mago nell'arte di colpire, a mio avviso dovrebbe tenersi a distanza di sicurezza da Adesanya e lasciare che sia il neo-zelandese a fare la prima mossa, tentando di rientrare col counterstriking. Non deve lasciare però che Adesanya prenda troppa fiducia come invece lasciò fare a Chris Weidman: non può permettersi un Adesanya che entri in maniera sicura nel proprio range d'azione.
Adesanya invece dovrebbe appunto attirare Silva nel proprio range d'azione e scatenare la propria potenza e creatività contro il Ragno. Dal ritmo in forte discesa e dalla potenza non più ai suoi massimi livelli, Silva potrebbe non avere il cardio necessario per star dietro ad una mitragliatrice quale è Adesanya. Ma sappiamo anche per certo che a Silva, di colpo, ne basta uno messo a segno per bene per chiudere la contesa. 
In fase di clinch potrebbe essere Adesanya, più giovane, fresco e pronto, ad avere la meglio. Escluderei la probabilità di un match a terra, se non nelle battute finali in ottica finalizzatrice: ai due piace colpire e l'ex dominatore dei pesi medi in UFC sarà probabilmente meno vincolato dai tentativi di takedown avversari (come lo era ad esempio nei match contro Weidman e Cormier) e potrà scatenare tutto il suo estro in maniera un po' più spensierata, almeno da questo punto di vista. 

Adesanya, stilisticamente e fisicamente parlando, è un fighter che sta entrando nel suo prime, pronto ad affrontare praticamente chiunque. Silva, al contrario, è un fighter che il suo prime l'ha ormai superato, ma che è stato il miglior medio in circolazione per lungo tempo. L'esperienza da sola non basta a vincere un match, ma le MMA sono uno sport spietato ed imprevedibile e chissà che il Ragno non possa regalare un ultimo miracolo. Israel Adesanya, nuova vera rivelazione, permettendo.

La card

La main card sarà così composta ed andrà, come ormai di consueto, in diretta dalle ore 5.00 nella notte fra il 9 e il 10 febbraio su DAZN:

  • Robert Whittaker vs Kelvin Gastelum (per il titolo dei pesi medi UFC)
  • Israel Adesanya vs Anderson Silva
  • Rani Yahya vs Ricky Simon
  • Montana de la Rosa vs Nadia Kassem
  • Jim Krute vs Sam Alvey

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