Real Madrid, Solari umilia ancora Isco: 5 minuti contro l'Alaves

Il trequartista, seguito da Chelsea, Manchester City, PSG e Juventus continua a non trovare spazio con Solari, che lo sta trattando come un canterano qualsiasi.

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Quando alla viglia della sfida contro i Kashima Antlers valida per la semifinale del Mondiale per club i giornalisti gli chiesero se esistesse un caso legato a Isco, il tecnico del Real Madrid Santiago Solari rispose che no, non esisteva alcun caso, e anzi il trequartista era un tipo di giocatore che gli piaceva molto. A queste parole sarebbero seguiti 20 minuti contro i giapponesi a risultato già acquisito e 90 minuti passati in panchina nella finale contro l'Al-Ain.

Il fatto che i giornalisti si chiedessero se esistesse qualche problema tra il tecnico argentino delle merengues e Isco, del resto, era supportato da prove: punto fermo del Real Madrid di Julen Lopetegui, il fantasista spagnolo era precipitato nelle gerarchie con il cambio di allenatore deciso dalla dirigenza a fine ottobre in seguito alla disfatta nel Clasico contro il Barcellona, capace di sconfiggere con un sonoro 5-1 la squadra che pochi mesi prima - con Zidane in panchina e Cristiano Ronaldo in campo, va detto - vinceva la sua terza Champions League consecutiva.

Dal suo arrivo in panchina datato 29 ottobre 2018 a quella domanda prima della gara contro i Kashima Antlers, Santiago Solari aveva utilizzato Isco in 5 gare su 7, dandogli una maglia da titolare soltanto nell'ininfluente ritorno in Coppa del Re contro il Melilla e relegandolo in panchina nelle altre occasioni per poi concedergli un minutaggio sempre più limitato. Una situazione che non è cambiata neanche con l'anno nuovo e che anzi ha portato all'umiliazione patita dal giocatore contro l'Alaves: per lui 5 minuti in campo, recupero compreso, al posto del 18enne brasiliano Vinicius Junior, ampiamente davanti a lui nelle gerarchie del tecnico.

Real Madrid, Isco umiliato ancoraGetty Images

Real Madrid, Isco ormai è l'ultima delle riserve

Insomma, che la situazione tra Isco e Solari sia degenerata, che ci sia qualcosa di personale nella reiterata scelta del tecnico di escludere un giocatore bramato da numerosi top club europei - Juventus, PSG, Manchester City e Chelsea in primis - è ormai innegabile nonostante le ovvie smentite di circostanza. Dalla semifinale del mondiale per club a oggi il trequartista è sceso in campo una sola volta da titolare, negli ottavi di finale di Coppa del Re contro il Leganes: per il resto 225 minuti in 12 partite, 8 visssute da subentro e 4 trascorse interamente in panchina.

Trattato come l'ultimo dei canterani, Isco si è visto superare nelle gerarchie del tecnico non soltanto da Asensio e Lucas Vazquez, ma anche, soprattutto, da Vinicius Junior, 18enne brasiliano dal talento infinito ma che certo non poteva aspettarsi di ritrovarsi titolare a discapito di un giocatore alla sesta stagione con le merengues e considerato uno dei calciatori più puri in circolazione. 

Difficile che tutto questo avvenga senza che il club sia d'accordo: la sensazione è che il Real Madrid intenda punire Isco e Marcelo - anche lui finito spesso in panchina negli ultimi tempi - per frasi e atteggiamenti che non sono stati graditi dalla dirigenza, dalla difesa reiterata del vecchio tecnico Lopetegui all'intenzione manifestata in alcune occasioni di lasciare il Real Madrid per tentare un'avventura all'estero. Non è difficile immaginare che questo atteggiamento possa averli portati anche a uno scontro con Solari, che cerca in tutti i modi di affermare la propria autorità in uno spogliatoio di stelle.

Che il tecnico argentino resti oppure no al termine di questa stagione, la sensazione è che Isco se ne andrà. Impossibile ricucire il rapporto con un tecnico che lo sta trattando come l'ultima delle riserve, difficile anche trovare nuovi stimoli in un club che il giocatore ha dichiarato di amare ma che non lo sta proteggendo, permettendo a Solari di infliggergli quelle che possono essere definite vere e proprie umiliazioni pubbliche come i 5 minuti contro l'Alaves, arrivati per giunta per permettere a Vinicius Junior, migliore in campo, di raccogliere gli applausi del Bernabeu.

Dopo 6 stagioni, dunque, Isco lascerà quasi sicuramente il Real Madrid a giugno. Ma lo farà, come Marcelo, alle condizioni del club: in uno scambio con il Chelsea che porti Hazard al Bernabeu, forse, oppure al miglior offerente tra PSG, Manchester City, Juventus e quaunque squadra vorrà puntare sulla voglia di riscatto di un campione che a 26 anni può ancora dare moltissimo al calcio e che vorrà soltanto archiviare quella che indubbiamente è una stagione da dimenticare al più presto.

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