Quagliarella e la Nazionale: "Orgoglioso di essere qui a 36 anni"

Il bomber della Sampdoria si gode il ritorno in Azzurro dopo quattro anni: "Merito del lavoro che alla lunga paga sempre. Fra i giovani mi piacciono Chiesa e Zaniolo".

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Fabio Quagliarella è un napoletano un po' atipico, uno che parla poco e non ama mostrare le sue emozioni. Ma oggi a Coverciano fa un'eccezione. L'occasione del resto è quasi storica: a 36 anni appena compiuti torna in Nazionale.

Quasi 200 gol fra i professionisti, in una carriera lunga quasi 20 anni, fra Torino, Udinese, Ascoli, Sampdoria, Napoli e Juventus, con tanti ritorni, l'ultimo, quello in blucerchiato, nell'estate del 2016.

A Genova, sponda Samp, ha dato il meglio di se stesso: 64 gol in 165 match totali. Ma, soprattutto, in blucerchiato sta vivendo un momento magico: quest'anno ha già realizzato 16 reti, solo una meno di Cristiano Ronaldo, e ha uguagliato il record di Batistuta, andando a segno in 11 match consecutivi.

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Quagliarella e il ritorno in Nazionale: "Orgoglioso di essere qui a 36 anni"

Numeri che Mancini non poteva ignorare, alla faccia della carta d'identità e della politica dei giovani. Sì, perché Quagliarella ha 36 anni, ma siccome segna come, e forse più di quando ne aveva 26, il ct lo ha chiamato allo stage di Coverciano insieme a una nidiata di ragazzini:

Ringrazio Mancini per l'opportunità che mi ha dato, essere qui a 36 anni mi riempie di orgoglio. Segreti non ne ho: solo lavoro, che alla lunga paga: allenarsi bene, riposare bene, alimentarsi bene. Poi, certo, giocare più vicino alla porta mi ha aiutato parecchio. I miei idoli? Ho sempre seguito Montella e Shevchenko, ma anche Maradona e Vialli.

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Quagliarella con la maglia della Nazionale insieme a Pazzini e Cassano

Il proclama: "Non dimentichiamoci che siamo l'Italia"

Nonostante abbia sempre segnato in carriera, il rapporto di Fabio con la maglia azzurra è spesso stato altalenante: esordio a 24 anni, poi 26 presenze con 6 reti, ma lui non è il tipo da rimpianti e guarda al futuro. La squadra è piena di giovani:

A me piacciono Chiesa e Zaniolo, ma ce ne sono tanti di talento. Mancini è bravo perché chiama chi ritiene lo meriti, indipendentemente dall'età. Questa squadra mi piace perché è propositiva: gioca, crea occasioni, invoglia a guardarla, trascina. E non dimentichiamoci che siamo l'Italia. Dobbiamo essere un tutt'uno, abbiamo bisogno di tutti, squadra, staff, tifosi, stampa, per fare qualcosa di straordinario.

"Ma Mancini mi vuole nello staff o come giocatore?"

Intanto Quagliarella qualcosa di straordinario lo ha fatto nel giro di una settimana eccezionale: prima il record di Batistuta, poi il 31 gennaio le 36 candeline e, infine, oggi il ritorno a Coverciano. Lui si gode il momento, ma si schermisce con ironia impagabile:

Ho riprovato emozioni incredibili, entrando qui. A qualcuno ho detto, scherzando: 'Ma Mancini mi vuole nello staff o come giocatore?'

Quagliarella golgetty

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