Sudamericano under 20, Venezuela oltre la crisi: Mondiale a un passo

Ai problemi del governo di Caracas fa da contraltare il successo in campo della Vinotinto. Merito di Dudamel, gloria locale dalle idee chiare: "Usiamo il calcio per unire".

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Sono giorni duri quelli che attualmente sta passando il Venezuela. Le ultimi vicissitudini a livello politico hanno messo ulteriormente in ginocchio un paese che già da troppo vede il proprio popolo soffrire. Rafael Dudamel, ct della selezione nazionale, questa crisi l'ha vissuta da vicino e l'ha dovuta continuamente dribblare, l'ha affrontata come affrontava gli attaccanti avversari quando da calciatore difendeva i pali di varie realtà del suo paese. Per il quale, quando la federazione gli ha chiesto aiuto, si è subito attivato. Per questo non sorprende l'ennesima prova di livello fornita al Sudamericano under 20 dauna Vinotinto che viaggia a vele spiegate verso il Mondiale di categoria.

Il Venezuela gioca bene, vince e convince, confermando l'impressionante crescita esponenziale che ormai da diversi anni caratterizza una delle nazionali storicamente più perdenti dell'intero continente americano. Il 2-0 sul Brasile è solo la ciliegina sulla torta in un torneo che la Vinotinto ha approcciato nel migliore dei modi, riuscendo a fare il vuoto intorno a sé e lasciando fuori ogni discorso extracampo:

Noi siamo qui per giocare a calcio e vogliamo regalare una gioia alla gente. I problemi del nostro paese li conosciamo, ma lo sport deve unire e non dividere.

Con queste parole Dudamel ha zittito un giornalista nella conferenza stampa organizzata dalla federazione prima della partenza per il Cile. A zittire i brasiliani invece ci ha pensato Jan Carlos Hurtado, una delle stelline messe in vetrina dal Venezuela in un Sudamericano under 20 che, a questo punto, diventa un obiettivo possibile. La doppietta di Hurtado ha di fatto messo fuorigioco la Canarinha di Carlos Amadeu: adesso per la Vinotinto sarà fondamentale non perdere contro l'Argentina, per poi giocarsi le proprie carte nelle ultime due partite con Colombia ed Ecuador.

Sudamericano under 20: la storia di Hurtado, il clone di Asprilla

Con una rete per tempo il talento nato a El Canton, piccolo dipartimento nella provincia di Barinas, ha regolato il Brasile regalando ai suoi tre punti che fanno classifica e morale. Hurtado è il referente offensivo perfetto per il 4-3-3 che Dudamel ha cucito addosso a questa squadra, un sistema improntato principalmente sull'aggressione e i raddoppi di marcatura che si trasformano rapidamente in ficcanti ripartenze verticali.

Cresciuto nel Deportivo Tachira, Hurtado è passato al Gimnasia La Plata nello scorso mese di agosto dopo essersi fatto sei mesi di squalifica a causa di una controversia con il suo ex club. Il Tachira gli ha fatto causa perché il ragazzo ha chiesto una risoluzione del contratto unilaterale anticipata. Il motivo? Gli stipendi non pagati:

Loro dicono che i soldi arrivavano, ma non è così. Ero arrivato a prendere 40 dollari al mese e ho deciso di andarmene: venni messo fuori squadra mentre stavamo lasciando l'hotel prima di una partita.

Arrivato in Argentina però Hurtado ha subito messo in mostra le proprie caratteristiche: pochi giorni dopo il suo esordio è arrivato il primo gol, segnato in Copa Argentina al Boca Juniors, che gli è valso l'inserimento permanente in prima squadra. Pedro Troglio stravede per lui e lo utilizza spesso a partita in corso per sfruttare la sua velocità negli spazi, come confermato dallo stesso classe 2000:

Mi piace giocare sull'ultimo difensore avversario e sfruttare i movimenti in diagonale. In Venezuela dicono che assomiglio a Faustino Asprilla.

Venezuela, una generazione di talenti

Da dove nasce il successo di questo Venezuela? Sicuramente da un restyling a livello federale: nel 2007, quando la Vinotinto stava attraversando uno dei periodi peggiori di sempre, a Caracas hanno affidato la panchina a Cesar Farias che, grazie al suo temperamento da uomo che non guarda in faccia a nessuno, ha rifondato la rosa della nazionale maggiore inserendo molti giovani, fondamentali per arrivare in semifinale nella Copa America del 2011. Il lavoro di Farias ha gettato le basi per la crescita futura, portata avanti da Dudamel e dal suo secondo Echenausi.

I due, già compagni in nazionale per molti anni, hanno preso in mano tutte le nazionali lavorando in particolare sulle annate che vanno dal 1996 in poi, trovando finalmente la chiave per completare il tanto atteso ricambio generazionale. La crescita è stata esponenziale e si è concretizzata definitivamente nel 2017, con il secondo posto al Mondiale under 20, perso solo in finale contro l'Inghilterra. In campo i ragazzi di Dudamel piangono, ma quando rientrano a Caracas vengono accolti da una folla in festa, inconsapevoli del fatto che da lì in poi il popolo venezuelano non sarà mai più così unito.

Hurtado è il talento più cristallino di questa generazione, ma la Vinotinto è anche molto altro. Per esempio, Dudamel non potrebbe mai rinunciare alla sostanza e al fisico di Christian Makoun, centrocampista mancino che il ct utilizza come centrale difensivo e primo regista in fase di costruzione. Makoun, di origini africane, gioca nella Juventus e di lui si parla un gran bene.  Davanti invece fa bella mostra Brayan Palmezano, classe 2000 appena passato dallo Zulia ai cileni del Huachipato.

Palmezano è un esterno destro molto rapido in campo aperto, un elemento perfettamente complementare a Samuel Sosa, di un anno più vecchio e vero demonio della fascia sinistra, dove compone una catena di grandissimo livello con l'interno Cristian Casseres, ex La Guaira oggi ai DC United. La squadra in campo si diverte e fa divertire i propri tifosi: quando la Vinotinto scende in campo tutti i problemi e le disuguaglianze sociali vengono momentaneamente accantonate. In questi tempi difficili, secondo Dudamel, la vera vittoria è riuscire a strappare un sorriso al popolo venezuelano:

Politica? Io ne ho una infallibile: è quella che fa stare bene tutti.

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