NBA: Porzingis vola a Dallas, i Knicks strizzano l'occhio a due stelle

I Knicks cedono la loro stella ai Mavericks in cambio di spazio salariale per poter attaccare con il massimo della forza il mercato estivo.

Nowitzki e Porzingis ora compagni Getty Images

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Nella settimana NBA si sono scoperchiati alcuni vasi che difficilmente avremmo potuto pronosticare, generando un effetto domino sul mercato pre deadline. Che Anthony Davis potesse essere presto in uscita da New Orleans era perlomeno prevedibile, ma che lo facesse in questi tempi e soprattutto in un modo molto forte e categorico, era difficile da pensare. Rich Paul (agente suo e, per inciso, di LeBron James) ha preso posizioni precise richiedendo ufficialmente la trade per il suo assistito, salvo poi rincarare la dose indicando anche la sua destinazione preferita. Lo scherzo è costato 55 mila dollari a Unibrow e ha innescato fantasie di mercato su Lakers, Celtics, Thompson, Irving e non solo.

Quando questo scossone stava cominciando ad affievolire la propria forza con i Pelicans non intenzionati a scambiare ora il proprio gioiello, ecco che arriva un fulmine che, se non si può considerare totalmente a ciel sereno, di certo ha squarciato il cielo NBA creando non poco scalpore. Kristaps Porzingis ha chiesto la trade alla dirigenza dei Knicks non essendo soddisfatto né del presente, nè soprattutto del futuro della franchigia. I Knicks, dopo aver visto Kanter baciare il logo al centro del campo ed essendo ancora una volta incerti riguardo al loro futuro, hanno deciso di prendere il coraggio a due mani e puntare tutto sulla prossima estate, sperando (e magari già sapendo qualcosa) di prendere dei giocatori da massimo salariale.

Trovando terreno fertile nei Mavericks che sembrano intenzionati a creare qualcosa nel breve, si è compiuta la trade che ha fatto scalpore con Adrian Wojnarowski e Shams Charania alla ricerca dell’ultimo aggiornamento o dell’ultima scelta inclusa nell’affare. In definitiva lo scambio si è chiuso con i Knicks che se apparentemente perdono una stella come il lettone, portano a casa merce propedeutica al progetto. A New York arrivano Dennis Smith JR, Wesley Matthews, DeAndre Jordan e due future prime scelte, mentre il percorso inverso alla volta del Texas riguarda Kristaps Porzingis, Tim Hardaway JR, Courtney Lee e Trey Burke.

NBA: la voglia di futuro dei Knicks

I New York Knicks, per la prima volta da tanto tempo, potrebbero aver fatto una scelta con criterio. Questo non significa che non sia piena zeppa di rischi e che se non dovesse andare a buon fine l’idea estiva di portare almeno uno, preferibilmente due, max contract player in estate, potrebbe rivelarsi un vero e proprio disastro. Cedere la propria stella, se riuscirà a tornare quello di prima, è un notevole azzardo, soprattutto portandosi a casa solo Dennis Smith come valore effettivo, perché Matthews e Jordan sono esclusivamente materiale da scaricare salarialmente a luglio. Le due prime scelte fanno pendere l’ago della bilancia verso la logica Knicks e in base a come queste saranno posizionate, potrebbero fruttare molto in termini o di assets oppure di costruzione futura.

Questo scambio porta all’unico scenario possibile e positivo per i Knicks, ovvero quello di avere uno spazio salariale che nessuno avrà a disposizione in estate per assaltare uno o due free agent da max contract. Senza una base solida dietro a livello di giocatori futuribili è difficile pensare che qualcuno possa andare a New York solo perché è New York, così si sono sprecate le speculazioni che si sono già fatte in varie sedi riguardano un’eventuale sicurezza da parte del front office di avere almeno un top free agent già disposto a legarsi a loro in estate, innescando così una reazione a catena su qualcun altro. Visti i chiari di luna che riguardano le stelle e la loro volubilità in base al mercato NBA, la scommessa ha un notevole azzardo e potrebbe anche rivelarsi fallimentare, ma forse per tornare grandi era l’unica soluzione.

Anche Dallas rischia tanto con Porzingis

Come può essere che prendendo un all-star, ancorchè infortunato, dando via dei role player in alcuni casi anche sovrapagati, ci si possa considerare degli sconfitti in una trade?
Immaginare i Mavs perdenti nel breve periodo è difficile, ma al netto delle condizioni da valutare di Porzingis su come tornerà dall’infortunio e quale sarà il suo impatto immediato sulla squadra, Dallas è andata all-in sul lettone nonostante abbia comunicato che accetterà solo la qualyfing offer rendendo il suo futuro ancora più nebuloso. Di certo pensare a Doncic e Porzingis in un gioco a due fa venire l'acquolina in bocca e l’ultima volta che hanno calcato lo stesso campo è stato in un memorabile Slovenia-Lettonia che ha fornito uno spettacolo da lustrarsi gli occhi.

I contro non riguardano solo il futuro dell’unicorno, ma anche il fatto che l’arrivo di Hardaway vincola molto il mercato futuro di Cuban, perché con due anni (secondo player option) di contratto a 18 e 19 milioni è tutt’altro che un affare. Se a questo aggiungiamo i 12 milioni di Courtney Lee, capiamo che i Mavs hanno capito che probabilmente in estate non avrebbero comunque avuto molta forza di mercato. Per questo motivo hanno quindi virato nel prendere il giocatore più forte a disposizione ora al fine di non rimanere con il cerino in mano. La scelta ha diversi lati oscuri e molti riguardano la salute di Porzingis, ma la durissima Western Conference fa pensare che anche con lui e Doncic si possa arrivare solo fino a un certo punto e che soprattutto bisognerà aspettare qualche tempo per avere una squadra effettivamente da titolo, cosa che Porzingis non è detto attenderà.

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