Calciomercato, Argentina: Boca Juniors e Independiente regine d'estate

Boca Juniors e Independiente si rinforzano in ogni settore, Maidana e Martinez salutano il River Plate. Occhio al San Lorenzo colombiano.

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La fine di gennaio si è portata via anche la sessione invernale di calciomercato. Di affari conclusi ce ne sono stati tanti, alcuni dei quali molto importanti. Anche, ma non solo, in Europa. In Argentina le big hanno lavorato molto per rinforzarsi a dovere, con l'obiettivo di affrontare una seconda parte di stagione nella quale molte di loro saranno anche impegnate in Copa Libertadores. La Superliga è infatti già entrata nel girone di ritorno, con Racing e Defensa y Justica che – almeno al momento – sembrano aver preso il largo e probabilmente si contenderanno il titolo.

Dietro però c'è una folta schiera di pretendenti pronte a inserirsi qualora le prime due dovessero dare segnali di cedimento. Di questo gruppo non fa parte il River Plate, rivoluzionato dopo la grande serata di Madrid che ha permesso ai Millonarios di portarsi a casa una storica edizione di Copa Libertadores, l'ultima giocata sulla doppia finale. La vittoria contro i rivali storici del Boca Juniors ha rappresentato di fatto una chiusura del cerchio tanto sofferta quanto inevitabile. Per questo la società, seppure a malincuore, ha deciso di cedere alla lusinghe dall'estero per due dei cardini della gestione Gallardo.

Contrariamente agli Xeneizes, il River Plate non può permettersi di tenere i migliori o, comunque, non può farlo sempre. Nonostante le voci che lo avrebbero voluto in partenza per Madrid sponda Real, alla fine Exequiel Palacios rimarrà ancora sei mesi a Buenos Aires, mentre a lasciare Nuñez sono Jonathan Maidana e Gonzalo Martinez. Il difensore centrale ha salutato in lacrime i suoi tifosi prima della partita contro il Defensa y Justicia, abbracciato dall'affetto dei compagni che in lui hanno sempre trovato un capitano silenzioso e molto importante.

Matias Suarez, volto nuovo in casa River PlateGetty Images

Calciomercato, Argentina: il River Plate saluta due pilastri

Diverso invece il discorso legato al Pity: il classe 1993, a segno anche in finale di Libertadores, doveva lasciare l'Argentina già un paio di anni fa ma alla fine non se n'è mai fatto nulla. Martinez vola in MLS per accasarsi agli Atlanta United, dove raccoglierà l'eredità di Miguel Almiron. Per strapparlo ai Millonarios, gli americani hanno staccato un assegno da oltre 13 milioni di euro, che uniti al paio presi per Maidana diventano soldi freschi e ossigeno puro per le casse societarie.

In entrata invece è stato fatto il minimo indispensabile: il vero colpo di calciomercato è stato il riscatto di Juan Fernando Quintero dal Porto, con il colombiano che diventa il nuovo leader tecnico della squadra. Lui e Matias Suarez, preso dal Belgrano, avranno il compito di assistere al meglio i confermati Lucas Pratto e Rafael Santos Borré.

Interessanti gli innesti di Robert Rojas e Jorge Carrascal: il primo è un centrale paraguayano di 22 anni prelevato dal Guarani, il secondo un trequartista colombiano messo in naftalina nel campionato ucraino. Difficile dire se potranno essere utili alla causa, visto anche l'esordio disastroso di Rojas, ma Gallardo in passato ha già dimostrato di saper lavorare molto bene con questi profili.

Junior Alonso, nuovo rinforzo del Boca JuniorsGetty Images

Boca Juniors, la regina del Sudamerica: occhio a Marcone e Alonso

Alla spending review del River Plate fa da contraltare la possibilità di spendere grosse cifre del Boca Juniors. Gli Xeneizes, ancora sotto shock per la sconfitta nella finale di Libertadores, vogliono provare a dare nuovamente l'assalto alla coppa. Per farlo hanno scelto di puntellare tutti i reparti, a partire dalla difesa dove sono arrivati ben tre rinforzi. Il primo è Lisandro Lopez, centrale ex Inter e Genoa, arrivato in prestito proprio da quest'ultimi.

Poi c'è l'interessante Junior Alonso, paraguayano 25enne che può giocare si in mezzo alla difesa che da terzino sinistro: il suo arrivo permette al nuovo tecnico Alfaro di avere più soluzioni difensive e di usare allo stesso tempo un elemento più propositivo come Mas sulla fascia. L'esborso maggiore però è stato fatto per il centrocampo, dove sono stati spesi 11 milioni di euro per Ivan Marcone, ex centrocampista del Lanus preso dai messicani del Cruz Azul, e Jorman Campunzano, mediano colombiano di 22 anni considerato uno dei talenti emergenti nell'intero panorama continentale.

Oltre a Marcos Diaz, portiere preso a parametro zero dall'Huracan, il Boca ha confermato tutto lo zoccolo duro della scorsa stagione, cedendo il giovane Leonardo Balerdi al Borussia Dortmund (15 milioni di euro) e Lisandro Magallan all'Ajax, partito per 9 milioni di euro. Lasciano il club anche Edwin Cardona, Gino Peruzzi, Sebastian Perez, Lucas Olaza e soprattutto Pablo Perez, colui che rimase ferito a un occhio nella terribile serata del Monumental, ceduto all'Independiente.

L'Independiente si rifà il look, il Racing interviene davanti

È proprio Perez uno dei colpi del Diablo nella sessione di calciomercato appena conclusasi. Dopo una luna esperienza al Boca Juniors, l'ex capitano ha capito che per lui non ci sarebbero stati più spazi, scegliendo così di cambiare aria. Ad Avellaneda troverà un allenatore come Ariel Holan, decisivo in fase di scelta: il tecnico dell'Independiente lo corteggiava già da tempo, ma l'amore di Perez per il Boca Juniors ha sempre fatto sì che il centrocampista non prendesse in considerazione l'idea di andare via da Buenos Aires.

All'Independiente Perez troverà una prima linea nuova di pacca. Il primo rinforzo per il reparto offensivo è Cecilio Dominguez, talentuoso attaccante paraguayano acquistato dai messicani del Club America. Poi c'è Cristian Cueva, trequartista peruviano ufficializzato pochi minuti prima del gong finale. Cueva ha una storia professionale molto tormentata, non essendo mai riuscito a imporsi in nessun club nel quale ha militato. Nel contempo però possiede anche una classe cristallina sulla quale Holan dovrà lavorare.

Nella metà biancoazzurra invece si godono il primo posto in classifica e gli arrivi di tre elementi offensivi in grado di dare respiro nel 4-1-3-2 del Chacho Coudet. Dopo l'ufficializzazione di Andres Rios e Mateo Casierra, arrivato in prestito dall'Ajax, l'Academia ha prelevato a parametro zero Dario Cvitanich, vecchia volpe d'area di rigore campione d'Argentina ai tempi del Banfield allenato da Falcioni. Per la mediana è arrivato Nery Dominguez, centrale di gerarchia che porterà più sostanza nelle rotazioni.

Il mercato delle altre: spicca il binomio San Lorenzo - Colombia

Da quando Jorge Almiron ha preso in mano le redini del San Lorenzo, dalle parti del Bajo Flores sono arrivati una bella sequenza di suoi pretoriani reduci dalla sfortunata avventura con l'Atletico Nacional. Sono ben quattro gli acquisti provenienti dal club colombiano: Fernando Monetti, suo fedele portiere sin dai tempi del Lanus, i centrocampisti Raoul Loaiza e Gonzalo Castellani, la punta Gustavo Torres. Con loro, rinforzano il Ciclon anche l'ex catanese Gino Peruzzi e un altro rappresentante cafetero, il mediano Juan Salazar.

La ricerca del bomber da parte del Velez è finalmente terminata con l'arrivo di Leandro Fernandez dall'Independiente, mentre il Rosario Central strappa il centrocampista Fabian Rinaudo al Gimnasia La Plata per 1,5 milioni di euro. A Lanus riabbracciano José Sand per la terza volta: Pepe, di ritorno dall'esperienza al Deportivo Cali, a 38 anni sceglie il sud della capitale per terminare una carriera costellata da successi con la maglia del Granate, emulando con qualche giorno di ritardo Lucas Barrios, ex bomber del Borussia Dortmund che ha firmato con l'Huracan.

La storia più commovente, infine, arriva dalla provincia di Tucuman: Luis Miguel Rodriguez lascia l'Atletico dopo ben 12 anni di onorato servizio per accasarsi al Colon. A 34 anni la Pulga si è visto suo malgrado dare il benservito dalla società, non intenzionata a rinnovargli il contratto nonostante nelle ultime stagioni fossero stati i suoi gol a permettere al club di fare strada sia in campionato che in Copa Libertadores. Misteri inspiegabili, dicono in Argentina, dove non sempre il calcio sa essere romantico come ci si aspetterebbe.

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