Atalanta, Zapata come CR7: "Ma prima non mi voleva nessuno"

Duvan è appaiato a Ronaldo fra i bomber di Serie A e ringrazia Gasperini: "Il suo modo di allenare mi esalta. Prima non mi voleva nessuno, ora è facile dire che sono forte".

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Duvan Zapata come Cristiano Ronaldo. Una bestemmia? Forse, ma lo dicono i numeri visto che il colombiano, esploso quest'anno nell'Atalanta, divide il secondo posto della classifica dei marcatori della Serie A proprio con il portoghese.

Anzi, a dire la verità, sempre i numeri raccontano che in questo momento della stagione Duvan è persino davanti a CR7, dal momento che complessivamente, fra tutte le manifestazioni, ha realizzato 20 gol, contro i 17 del bianconero che, pure ha giocato 420 minuti in più.

Comunque, paragoni "blasfemi" a parte, il bomber dell'Atalanta sta vivendo decisamente un'annata magica: 15 reti in campionato non le aveva mai segnate in carriera, anche se all'occhio attento di Giampiero Gasperini non era sfuggito che il suo rendimento era in crescita costante da anni. Le qualità, insomma, c'erano, occorreva soltanto lavorarci per farle esplodere. Per questo lo ha voluto a Bergamo, anche se la cifra era importante.

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Atalanta, Zapata come Cristiano Ronaldo

In Italia dalla stagione 2013-14, infatti, Zapata ha segnato prima 5 e poi 6 gol nei due campionati al Napoli. Passato all'Udinese è subito salito a 8 e l'anno dopo ha toccato la doppia cifra, 10 reti, per arrivare a 11 la stagione scorsa nella Sampdoria, dove pure doveva fare i conti con un certo Quagliarella, proprio colui che in questo momento siede sul trono di capocannoniere della Serie A. In un'intervista a Sky, Zapata ha reso merito all'Atalanta e a Gasperini:

Ero consapevole dello sforzo che aveva fatto la società per riuscire a portarmi qua, ma all'inizio ho fatto fatica ad adattarmi. Però ero tranquillo, l'importante era lavorare bene perché sapevo che il mio momento sarebbe arrivato. Infatti la maniera di lavorare di Gasperini potenzia ancor di più le mie capacità. Lui trasmette molta energia. Prepariamo bene ogni partita e dimostriamo che possiamo battere qualsiasi squadra, anche per la sua maniera di lavorare. 

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Zapata e Gasperini, un sodalizio che funziona

"Prima non mi voleva nessuno"

Grazie alle dritte del tecnico, Zapata ha imparato, sono parole sue, a non giocare spalle alla porta ma a posizionarsi in diagonale rispetto alla palla, in modo da farsi trovare sempre pronto per la giocata. In questo modo è diventato letale - per referenze chiedere a Szczesny e al povero Sportiello - e ha attirato le attenzioni delle grandi squadre:

Adesso è facile dire che sono forte, prima non mi voleva nessuno, ora mi vogliono tutti. Ma l'unico mio pensiero è l'Atalanta, qui sto bene e voglio togliermi belle soddisfazioni con questa squadra. Segno tanto alla Juve? Chissà, forse è una cosa che mi hanno trasmesso a Napoli...

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Zapata è arrivato in Italia preso dal Napoli nel 2013

E Percassi gongola

E intanto Percassi gongola: l'Atalanta è in semifinale di Coppa Italia - e può sognare il bis dell'unico trofeo in bacheca, vinto nell'ormai lontano 1963 - e soprattutto ha un sistema che funziona, che valorizza giocatori spesso scovati per un "tozzo di pane" e che ora hanno quotazioni a sette zeri. Qualche esempio fra i tanti? Djimsiti, arrivato a costo zero dallo Zurigo nel 2016, o Mancini, pagato 1 milione due anni fa e che in estate potrebbe tranquillamente farne entrare una ventina abbondante nelle casse del club. Serve altro? Per mettere nel carrello della spesa tre gioiellini come Freuler, Hateboer e Gosens, per esempio, il presidente ha speso più o meno due milioni e mezzo in tutto. L'unica eccezione è lui, Duvan il terribile: 26 milioni fra prestito biennale e riscatto. Un investimento, però, su cui è difficile obiettare.

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