NFL: storie di Super Bowl, dai McCourty al duello McVay-Edelman

Brady e Goff, Edelman contro McVay, le scommesse e gli aneddoti familiari in questo avvicinamento al Super Bowl di domenica.

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Mancano quattro giorni al Super Bowl e dopo il Pro Bowl, che ormai ha sempre meno appeal un pò per il momento della stagione in cui viene giocato e un pò per un qualcosa che non è competitivo, si entra nel vivo dell'avvicinamento all'evento che la NFL aspetta da settembre. Abbiamo parlato di cifre e curiosità, ma ora si vira per forza sul campo, sulle storie dei protagonisti e su quello che potrebbe succedere in quella che sarà una finale evocativa, perchè la prima impresa dell'era Brady è stata contro i Rams (all'epoca a St.Louis), ma sempre contro di loro potrebbe essere l'ultima, sebbene il giocatore abbia categoricamente smentito ogni possibilità di ritiro dopo questo Super Bowl.

Lo scontro che lo vedrà davanti a Jared Goff rappresenta il più ampio divario della storia tra i due quarterback titolari, infatti quando Tom Brady iniziava la sua carrellata di vittorie nel 2001, il quarterback dei Rams guardava l'NFL dalla tv a soli sette anni. Ora ne ha 24 e contrapposti ai 41 della leggenda vivente dei Patriots, creano un gap di 17 anni che rappresenta il record assoluto per un grande ballo NFL. I due hanno in comune la venerazione per Joe Montana, loro fonte d'ispirazione, mentre fisiologicamente Goff ha spiegato come il suo avversario di domenica sia stato in modello da seguire in giovane età.

Nella classica conferenza stampa congiunta tra i due quarterback, Brady ha, come sempre, riconosciuto con grande classe la notevole stagione del suo avversario diretto, stigmatizzando la differenza di età e di esperienza:

Che consiglii posso dargli? Nessuno. Non si danno consigli agli avversari!

Così Brady ha scherzosamente glissato rispondendo alle domande del conduttore, confermando anche la posizione di Michael Strahan in studio che definiva quasi illogico mettere di fronte a una telecamera contemporaneamente i due rivali prima della finale. Ma queste non sono le uniche storie degne di nota di questa serata.

I Mc Courty'sGetty Images

NFL: i McCourty insieme per l'anello e la fortuna di Kraft

Devin e Jason McCourty sono stati immortalati in molte istantanee dopo la vittoria del championship contro i Chiefs e sono una delle storie particolari di questo Super Bowl. La mamma Phyllis Harrell ha rilasciato un'intervista a ESPN mostrando le sue due maglie divise dei Patriots cucite appositamente per i propri figli e sarà ad Atlanta a fare il tifo, portando nel cuore anche il marito morto d'infarto a 36 anni che ha lasciato un grande vuoto nella vita dei due figli. Il legame famigliare è forte tanto da indurre Phyllis a promettere che se i suoi figli vinceranno, raccoglierà i confetti e farà l'angelo sul campo per immortalare un momento storico. Jason al termine della partita contro i Chiefs ha gridato alla tv nazionale:

Sono venuto qui per questo!

E ora può avverare un sogno e un'impresa incredibile per una famiglia che ha passato momenti bui, ma che può davvero scrivere una pagina importante.

Chi di capitoli importanti ne ha scritti tantissimi è il patron dei Patriots Robert Kraft, che in 25 anni di gestione ha saltato solo cinque volte i playoffs, arrivando a dieci Super Bowl (gli ultimi tre consecutivi) e raggiungendo per ben otto volte consecutive almeno il championship della AFC. Questo è frutto della scelta di Tom Brady, della presenza di Bill Belichick e di una società sportiva che lavora sempre con grande perizia. Questo significa per il proprietario che li ha acquistati per 172 milioni di dollari, averli visti incrementare il loro valore sino ai 3.8 miliardi attuali, secondi solo ai 5 dei Dallas Cowboys. Tutto questo è stato prodotto in anni in cui questa franchigia, come forse solo i San Antonio Spurs nello sport professionistico americano, ha eluso il sistema sportivo basato sul ricambio generazionale e la riequilibrazione dei valori in campo.

Sean Mc Vay, presente e futuro dei RamsGetty Images

McVay contro Edelman, storia di rivalità

Il coach dei Los Angeles Rams Sean McVay viene considerato da molti un genio NFL e ricordiamo ancora il video trivia nel quale ricorda a memoria tutte le azioni offensive della stagione 2017-18 senza esitazioni. In una vita (non poi tanto) precedente, era un wide receiver per l'università di Miami Ohio e si è trovato di fronte per due volte il quarterback di Kent State Julian Edelman, futuro rivale nel Super Bowl. A dire il vero nessuno dei due protagonisti ha mai brillato. Dal 2005 al 2007 McVay ha ricevuto 39 palloni per 312 yards, prima di diventare l'assistant coach dei ricevitori per i Tampa Bay Buccaneers, mentre Edelman nelle due partite ha prodotto rispettivamente 14-22 per 244 yards e un touchdown nel primo confronto, mentre nel secondo 260 yards su passaggio, 93 di corsa ma senza touchdown e con due intercetti, dimostrando di poter essere un potenziale switch position nella NFL e diventando così con 5390 yards, il secondo nella storia dei playoffs per ricezioni dietro a Jerry Rice.

Si è parlato poco sino a oggi di Aaron Donald, potenziale MVP difensivo della stagione, Brandin Cooks che ha sete di rivalsa sulla sua ex squadra e Rob Gronkowski che probabilmente è all'ultima corsa nella lega, senza disdegnare la storia di Trent Brown, il tackle gigante a disposizione di Belichick per il quale Brady ha speso parole al miele in questi giorni. Le sliding doors di questo evento sono attive, in attesa che il campo dia il suo verdetto.

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