Palmeiras: Miguel Borja, la meteora del Livorno è diventata una stella

Da scarto della Serie A a stella del calcio sudamericano: l'ascesa di Miguel Borja, il colombiano che fa sognare il Palmeiras.

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Che cos'hanno in comune Livorno e la Colombia? Apparentemente nulla, se non una serie di giocatori decisamente trascurabili dei quali tutti ormai ci siamo scordati i nomi. Uno di questi arrivò in sordina nell'estate del 2013: si tratta di Miguel Borja, attaccante cafetero che i tifosi livornesi ben presto inserirono nella categoria dei peggiori acquisti perfezionati dall'intera gestione societaria targata Aldo Spinelli. Borja arrivò in Italia quasi per caso, offerto da un agente che a quei tempi girava le sedi dei club di Serie A per proporre i suoi assistiti, ma qui da noi non sfondò mai. Vederlo segnare a raffica oggi con la maglia del Palmeiras ci riporta quindi inevitabilmente indietro di circa sei anni.

Come ha fatto un giocatore così sgraziato a diventare uno dei bomber più implacabili dell'intero Sudamerica? Se lo sono chiesto in tanti, compreso lo stesso Borja, che dopo la brutta parentesi italiana ha lasciato l'Europa per non farci più ritorno, inconsapevole del fatto che di lì a poco la sua vita avrebbe preso la svolta definitiva. Oggi, come detto, Miguelito è il centravanti del Palmeiras fresco campione brasiliano e semifinalista dell'ultima Copa Libertadores, manifestazione nella quale il colombiano ha vinto per la seconda volta la classifica dei cannonieri mettendo a segno la bellezza di 9 reti.

Il suo 2019 è cominciato nella stessa maniera in cui si era concluso l'anno precedente, ovvero facendo la cosa che ormai per lui è diventata abitudine: segnare. Dopo tre partite di Paulistão, il campionato statale di San Paolo, Borja ha già siglato due gol molto importanti, il primo dei quali ha permesso al Verdão di pareggiare la partita contro il Red Bull Brasil, mentre il secondo ha regalato tre punti fondamentali nel delicato match contro il São Caetano.

Miguel Borja in azione con il PalmeirasGetty Images

Palmeiras, l'ex meteora del Livorno brilla in Brasile

Borja non ha la tecnica di Luis Suarez o la potenza di Cristiano Ronaldo, né - tantomeno - i numeri per sfondare in Europa. Eppure da quando è tornato a casa la sua carriera è rinata, basti pensare che nelle ultime cinque stagioni il colombiano è già arrivato a quota 82 gol divisi tra cinque differenti squadre, un numero decisamente alto se si considera che dopo il fallimento di Livorno il ragazzo originario di Tierralta ha fatto fatica perfino a trovare una squadra disposta a dargli una possibilità.

I suoi 8 scampoli di partita livornesi sembravano infatti il triste epilogo di una carriera mai veramente sbocciata, iniziata nelle giovanili del Deportivo Cali e proseguita al Cucuta Deportivo, dove Borja viene addirittura scartato dopo non essere mai stato utilizzato. Rimasto senza squadra viene accolto dal Cortulua, un piccolo club di provincia che in passato ha lanciato diversi attaccanti di un certo livello, uno su tutti Faustino Asprilla. Coi Paneleros gioca un anno e poi via verso Livorno, un'esperienza da dimenticare: mentre Spinelli cambia quattro volte allenatore, Borja si gira tutte le tribune degli stadi di Serie A e a fine anno saluta.

Per rinascere ha bisogno di ritrovare l'aria di casa. Nel 2015 lo acquista il Santa Fe, bisognoso di un attaccante per provare a dare l'assalto alla Copa Sudamericana, poi vinta grazie anche a un paio di suoi gol che però non impediscono alla società di scaricarlo a fine anno. A quel punto non resta che tornare alle origini: il Cortulua gli fa firmare  un contratto annuale e lui ripaga la fiducia del club, guadagnandosi a metà stagione la chiamata dell'Atletico Nacional.

Con i Verdolaga esordisce in semifinale di Copa Libertadores, piazzando quattro reti al San Paolo equamente divise tra andata e ritorno. Poi, nella finalissima, segna il gol che regala il trofeo all'Atletico Nacional, diventando l'eroe della metà biancoverde di Medellin e vincendo il Pallone d'Oro sudamericano:

Sono orgoglioso di questo premio perché per arrivare a certi livelli ho sofferto tanto. Ma alla fine il lavoro sul campo paga sempre.

A pagare - e tanto -però è stato il Palmeiras, che pochi giorni dopo la premiazione ha staccato un assegno da circa 10 milioni di euro per portarlo a San Paolo dove, in poco più di due anni, Miguelito è diventato l'idolo della Mancha Verde, la parte più calda della torcida del Verdão. Attualmente il colombiano ha una delle medie realizzative più alte dell'intero continente e il suo percorso di crescita è inversamente proporzionale a quello del Livorno, che oggi annaspa in Serie B.

Le sue prestazioni gli hanno permesso di guadagnarsi anche la chiamata di José Nestor Pekerman, selezionatore della Colombia, con la quale Borja ha giocato una partita a Russia 2018. In Brasile, invece, ha contributo in maniera decisiva al 14° titolo del Palmeiras, un successo storico che bissa quello del 2016, arrivato negli stessi giorni in cui Borja riportava l'Atletico Nacional sul tetto del Sudamerica a suon di gol.

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