NFL: prezzi, cibo, artisti e curiosità numeriche del Super Bowl

Mancano sei giorni al Super Bowl e trapelano prezzi medi dei biglietti, viaggi e cibo per stime economiche incredibili.

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Quando arriva la settimana del Super Bowl NFL, si vive una specie di follia collettiva derivata dall’evento che non solo ferma un’intera nazione, ma nonostante la relativa popolarità in Italia, è riuscito a sbarcare in diretta e in chiaro su Rai due in un’occasione più unica che rara. Se da un certo punto di vista nello stivale si conoscono per sommi capi Tom Brady, i New England Patriots e qualche altro nome storico qui e là, c’è una folta schiera di seguaci che studiano in maniera approfondita, parlano e trasmettono passione riguardo a uno sport che ha la caratteristica di essere forse un po' ostico nella comprensione iniziale, ma che poi quando prende non molla più in una morsa che stringe da settembre sino a febbraio. Del Super Bowl parlano tutti, all’NFL si avvicinano in tanti e magari questa volta con la diretta nazionale, può anche creare nuovi adepti nonostante l’evento richieda un sacrificio di sonno in un giorno pre feriale piuttosto importante.

Si parla tantissimo del contorno all’evento che sancisce la fine della stagione e, come ogni anno, si sprecano una quantità di numeri e cifre economiche da far impallidire i PIL dei paesi più poveri. Ogni anno è la rincorsa al biglietto disponibile, la ricerca di mercati secondari per trovare un prezzo che sia più accessibile dei 3700 dollari in cui si assesta la media per un posto d’onore (ma non poi tanto). Fosse solo il biglietto a costare tanto ci si potrebbe anche pensare, ma in realtà uno studio recente ha detto che sono triplicati i costi dei voli per Atlanta, così come i prezzi degli alberghi e qualsiasi cosa graviti intorno alla capitale della Georgia. Ci sono anche siti che, a tal proposito, si sono prefissati di fornire percorsi alternativi: ne è scaturito solo un viaggio aereo con arrivo a Nashville o Charleston e la prosecuzione in macchina fino ad Atlanta, anche se l’effettivo risparmio è tutto da valutare.

L’atto finale, infatti, è soprattutto riservato ai tifosi delle squadre, però anche i padroni di casa hanno diritto a una porzione di festa, ma dei 60.000 abbonati dei Falcons solo 1344 hanno avuto la possibilità di una prelazione sugli acquisti dei biglietti per il grande ballo, cifra in linea con il 12% concesso agli abitanti di Minneapolis nella scorsa stagione. Il biglietto più economico nel mercato secondario (dato aggiornato a giovedì scorso) si assesta intorno ai 2000 dollari, mentre la media arriva ai 6000 con un massimo di 20.000 per i livelli più bassi. Gli acquirenti di Atlanta, secondo StubHub, sarebbero solo il 4.5%, ovvero nulla al cospetto del 21.3% dei tifosi provenienti da Boston che evidentemente non si sono ancora stufati di vedere i loro Patriots cercare di vincere anelli e che sono davanti a New York, Los Angeles e Dallas.

NFL: cibo a buon mercato, Chick Fil-A chiuso nello stadio

Pensando a quanto l’organizzazione NFL faccia pagare i biglietti, viene difficile fantasticare su quanto possa costare il cibo e il beverage all’interno del Mercedes Benz Stadium, visto che dopo lo spettacolo in campo è da considerarsi il lato più importante dell’organizzazione di un evento negli Stati Uniti. Ci si potrebbe aspettare un’altra salassata che sarebbe solo il colpo di grazia di un weekend da almeno cinquemila dollari di spesa, con alcuni tifosi che sperano di vincere la lotteria per poterci partecipare. Una volta entrati, però, si può mangiare davvero a buon mercato perchè i costi sono popolari: 5$ per un cheeseburger, 3$ per una fetta di pizza, 2$ per un hot dog e 5$ per una birra. I fan dei Falcons, sin dall’apertura dei battenti a settembre, hanno potuto godere del “Fan First Menu pricing” che verrà mantenuto anche per questa occasione al fine di soddisfare tutti i tifosi.

Se si dice che l’America in quella notte si fermi, i gestori di Chick-Fil-A, fast food di pollo molto rinomato, prendono alla lettera questo diktat e sebbene abbiano uno dei punti vendita all’interno dello stadio, hanno deciso come tradizione di lunga data, di concedere la domenica libera ai propri dipendenti, infatti il locale rimane sempre chiuso nel giorno del Signore e anche nella notte del Super Bowl non farà eccezione. Le uniche circostanze in cui hanno tenuto aperto i negozi risalgono al tornado di Dallas, quando diedero da mangiare agli sfollati e durante il blackout occorso nell’aeroporto di Atlanta nello scorso anno. Pecunia non olet dicevano i latini, ma in questo caso le tradizioni hanno la meglio anche su quello.

Halftime dei Maroon 5, inno a Gladys Knight

L’ultimo momento che suscita curiosità è senza dubbio l’half time show, dove l’NFL non lesina mai sulla qualità degli ospiti e degli interpreti, dimostrando quanto l’organizzazione e la qualità dei dettagli, permetta nell’intervallo di allestire degli show pirotecnici, tornando poi in campo come se nulla fosse successo. Dall’incidente occorso a Justin Timberlake e Janet Jackson anni fa, si sono succeduti tanti artisti che hanno fatto molto bene suscitando entusiasmo nel pubblico. Quest’anno toccherà ad Adam Levine e i Maroon 5 tenere desta l’attenzione dei tifosi e anche magari degli italiani che vivranno il momento di hangover. Con loro ci saranno anche due rapper nativi di Atlanta come Travis Scott e Big Boi.

A cantare l’inno, momento sempre molto toccante che apre ufficialmente le danze sulla partita ci sarà Gladys Knight, sette volte Grammy Award, anche lei nativa di Atlanta. Storicamente l’inno è il momento che più di tutti viene vivisezionato dalla critica, in quanto solenne e di grande senso di appartenenza per gli americani. Negli anni non sono mancati qualche flop, ma c’è da dire che nella gran parte delle volte le emozioni si sono sprecate, anche per chi come noi, non ha senso di appartenenza alla bandiera a stelle strisce.

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