NBA All Star Game: Giannis e LeBron capitani, ecco chi sceglieranno

James e Antetokounmpo guideranno le rispettive squadre nel prossimo All Star Game, essendo stati i più votati tra fan, media a colleghi.

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La fine di gennaio segna sempre un momento chiave della stagione NBA, perché vengono pian piano svelati tutti i dettagli dell’All Star Game che, per le stelle di prima grandezza, vuol dire una partita di esibizione tra campioni senza l’assillo del risultato in un clima di festa, mentre per la grande maggioranza di giocatori che non sono convocati significa una settimana di pausa per ricaricare le batterie, curare gli acciacchi e prepararsi al rush finale della stagione. La  selezione negli ultimi due anni ha subito una variazione e per gli inguaribili romantici non c’è più la suddivisione delle stelle in base alle conference con lo squilibrio che est e ovest ormai vivono costantemente dai primi anni duemila.

Ora la formula prevede che il voto dei fan, media e giocatori porti a determinare i due strating five, che sono semplicemente i primi dieci giocatori che avranno posto dalla palla a due. I più votati per singola conference ricoprono il ruolo di capitani, come si fa nei migliori campetti di periferia e scelgono alternandosi i giocatori che vogliono come compagni in un mix esplosivo di talento, classe e motivazione. I due capi saranno LeBron James e Giannis Antetokounmpo che hanno riscosso il maggiore successo, con il passaggio a ovest di LeBron ha penalizzato Steph Curry, precedente capitano a ovest.

L’unica differenza tra la selezione dei compagni è che se nei campetti avviene in maniera molto spiccia per cominciare a giocare, l’NBA invece ha ideato un vero e proprio programma in diretta televisiva per immortalare tutti i momenti dell draft, fare ovviamente una spettacolarizzazione dell’evento e aggiungere magari quel pizzico di pepe in più a livello motivazionale sulle scelte dei capitani che poi potrebbero trovarsi contro gli snobbati. Dopo la scelta dei quintetti, il 31 gennaio verranno nominate le riserve che faranno parte alla kermesse e il 7 febbraio ci sarà la diretta delle scelte. Nota a margine, Luka Doncic, secondo nelle votazioni dei fan in assoluto per la western conference, non ha ricevuto voti da media e giocatori per far parte dei primi scelti, ma si può essere fiduciosi sulla sua presenza tra le riserve.

NBA: l’est di Giannis

In questa stagione è evidente come il capo assoluto della Eastern Conference sia Giannis Antetokounmpo, che con i suoi Bucks sta guidando la conference mostrando il miglior basket di carriera e si sta ergendo a stella di assoluta grandezza che gode anche dell’incondizionato gradimento del pubblico. Ad affiancarlo nel quintetto selezionato a est c’è Kawhi Leonard, che sarà suo avversario con i Toronto Raptors sino all’ultimo per il primato della Eastern, oltre al fatto che, nonostante qualche contrattempo fisico che ne ha limitato l’impiego anche di recente, si sta rivelando il comeback player of the year. A chiudere la front line, se ancora possiamo parlare di ruoli e reparti nel basket di oggi, c’è Joel Embiid che ha iniziato la stagione con cifre e prestazioni da MVP, subendo poi l’arrivo di Jimmy Butler. La stella dei Sixers gode di grande considerazione soprattutto tra il pubblico e il suo talento è semplicemente la chiave per i Sixers.

Nel reparto dietro c’è come sempre un Kyrie Irving che, nonostante la terra piatta, la telefonata di redenzione a LeBron e la sfuriata contro i suoi compagni dopo qualche sconfitta di troppo, rimane la guardia più gettonata di levante con numeri e soprattutto talento fatto dal sarto per la partita delle stelle, nella quale non manca mai con qualche highlights degno della top 10. Al suo fianco ci sarà Kemba Walker, selezionato per il suo terzo All Star Game e che ha stupito tutta la NBA in questo inizio di stagione per momenti di assoluta onnipotenza offensiva. Nel momento in cui le sue prestazioni sono diventate meno mostruose, Charlotte ha fatto più fatica, ma la sua presenza tra i titolari è quantomai meritata.

L’ovest di LeBron

Non c’è dubbio che Lebron James domini gli indici di gradimento ovunque sia e se nella scorsa stagione ha dovuto scegliere con Steph Curry, ora che è migrato a ovest lo ha spodestato dal primo posto e nonostante le difficoltà fisiche dovrà scegliere chi sarà al suo fianco per provare a vincere la partita. Il compagno/avversario di mille avventure Kevin Durant sarà ovviamente al suo fianco, vista l'ormai consueta stagione sopra le righe, mentre l’ultimo componente del frontcourt sarà Paul George, che sta giocando un basket notevolissimo per i Thunder e si merita appieno la nomina nei primi cinque:

Mi avevano detto che non sarei più tornato ad essere un All-Star a ovest -commenta PG- e invece sono in quintetto. Ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto.

Queste le parole di PG che mixano felicità e rivalsa esattamente come quando gli ridevano alle spalle mentre lui, al primo anno ai Pacers, affermava che sarebbe diventato un all-star. Il reparto dietro è classicamente ad alto voltaggio, perché Steph Curry ha dimostrato in sua assenza che significato abbia per le fortune dei suoi Warriors, mentre al suo fianco ci sarà semplicemente il candidato principe all’MVP James Harden, che sta frantumando record su record a livello di realizzazione cercando di tenere a galla tra mille problemi i propri Rockets. È vero che forse servirebbe un po'di competitività in più e qualche schiacciata in meno, ma l’All Star Game mette in campo sempre i 20 giocatori migliori del mondo e rimane sempre uno spettacolo.

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