Calciomercato: Hachim Mastour, la promessa non mantenuta

Diventato un fenomeno mediatico grazie ai video di YouTube, indicato da molti come una sicura stella del futuro, il talento italo-marocchino un tempo del Milan oggi è scomparso dai radar e fatica a trovare spazio nel Lamia.

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In questi giorni frenetici, con il calciomercato invernale che si avvia alla sua conclusione e che racconta di operazioni con in ballo centinaia di milioni, in questo calcio moderno che a getto continuo crea nuovi campioni e con la stessa rapidità li brucia, viene forse naturale domandarsi dove sia finito chi non ce l'ha fatta, chi oggi avrebbe potuto essere nei titoli di giornali e siti web e invece langue dimenticato dopo aver perso quel treno che, com'è noto, spesso passa una sola volta nella vita.

Nell'ottobre del 2015 The Guardian pubblica una lista di 50 nomi destinati a scrivere il futuro del calcio, i migliori talenti nati nel 1998 e la cui storia, a 17 anni, deve ovviamente ancora cominciare. Si tratta di pronostici azzardati, com'è del resto ovvio quando riguardano un'età così verde: ci sono l'americano Christian Pulisic - acquistato in questa sessione di calciomercato dal Chelsea per 64 milioni di euro - e il centrocampista uruguiano Federico Valverde, che nell'estate del 2016 passerà dal Penarol al Real Madrid dove adesso si sta ritagliando spazi importanti e, ovviamente, tutt'altro che scontati dopo essersi fatto le ossa nel Castilla.

E poi ci sono nomi meno nobili: il norvegese Rafik Zekhnini ad esempio, acquistato dalla Fiorentina e spentosi in due prestiti nel giro di un anno a Rosenborg e Twente; il nordcoreano Han Kwang-Song del Cagliari, che qualcuno aveva dato come prossimo acquisto della Juventus e che invece fatica a trovare spazio in prestito al Perugia, in Serie B; il figlio d'arte Ianis Hagi, passato dal Vitorul Constanta alla Fiorentina per 2 milioni e tornato allo stesso club, per la stessa cifra, dopo una stagione e mezzo e meno di 45 minuti giocati complessivamente in maglia viola. E poi c'è Hachim Mastour.

Calciomercato, chi si ricorda di Hachim Mastour?Getty Images

Calciomercato, il talento perduto di Hachim Mastour

Marocchino, nato a Reggio Emilia il 15 giugno del 1998, il suo nome era diventato di dominio pubblico nell'estate seguente al suo 14esimo compleanno, quando raggiunta l'età legale per poter decidere del proprio futuro si era legato al Milan lasciando la Reggiana in cui era cresciuto. Per quanto minore, si era trattato di un vero e proprio "scippo" di calciomercato da parte dei rossoneri ai cugini dell'Inter, che a lungo avevano corteggiato un ragazzo che nel club in cui si era formato veniva definito un talento di quelli che ne nasce uno ogni vent'anni, un vero fenomeno.

Nel celebrare la sua firma con il Milan, ad esempio, la Gazzetta di Reggio aveva definito Mastour "il miglior talento non solo italiano, ma anche europeo", senza palesare il minimo dubbio su un suo futuro ad alto livello, mentre Il Resto del Carlino locale aveva riportato le parole del suo tecnico nelle giovanili della Reggiana, che lo aveva accostato a Wesley Sneijder. Non solo, l'hype pazzesco che circondava il ragazzo era alimentato da una serie di video su YouTube in cui mostrava trick pazzeschi, numeri da foca che - si disse allora - avevano attratto l'interesse oltre che dei due club milanesi anche di Barcellona, Real Madrid, Manchester United e City, Valencia.

Alla fine l'aveva spuntata il Milan, dunque, e alla prima gara giocata con le giovanili rossonere, avversario l'Albinoleffe, Mastour aveva subito mostrato di cos'era capace con una serie di dribbling e finte ubriacanti e soprattutto con un gol strepitoso, un pallonetto morbido di collo destro dopo un controllo di prima con lo stesso piede che non aveva lasciato scampo al portiere avversario e subito aveva scatenato giornali e siti web. In uno dei momenti più negativi della storia del Milan (i rossoneri venivano da un ottavo posto e nel 2014/2015 sarebbero arrivati addirittura decimi) quel giovane talento con il pallone incollato al piede pareva un predestinato, la promessa di un futuro luminoso.

Oggi possiamo dire che quel futuro non è mai arrivato: il Milan, tornato finalmente a lottare per un posto in Champions League dopo numerosi guai in campo e fuori, ha lasciato perdere Hachim Mastour nel giugno del 2018, dopo 6 anni di speranze infrante, promesse mai mantenute, prestiti fallimentari e neppure un minuto da professionista con la maglia rossonera. L'esordio nel calcio dei grandi, quello dove i numeri non contano più e contano invece sostanza e maturità, arriva il 7 novembre del 2015 con la maglia del Malaga, 5 minuti nella gara persa contro il Betis.

Poco prima è addirittura arrivato l'esordio con la maglia del Marocco, un minuto nella sfida valida per le qualificazioni alla Coppa d'Africa che gli vale il record di più giovane esordiente di sempre con la maglia dei Leoni dell'Atlante a 16 anni e 362 giorni. Potrebbe essere l'inizio di una bella storia, si rivelerà anche in questo caso un fuoco di paglia.

In Spagna al Malaga il Milan ce lo ha mandato per metterlo alla prova con il calcio vero, dopo una stagione passata ad allenarsi con i grandi sotto i riflettori di media sempre più impazienti di raccontare una storia e invece rimasti all'asciutto: ne parlano tutti, l'esordio sembra sempre imminente, ma il momento giusto non arriva mai. Ecco così la Spagna, la speranza di trovare minuti e mostrare il suo talento che viene clamorosamente frustrata: quel debutto contro il Betis che avrebbe dovuto dare il via a tutta la storia non ha seguito, quei 5 minuti resteranno gli unici in tutta la stagione.

Forse la Liga è un campionato troppo competitivo - anche se a questo punto viene da domandarsi se davvero l'hype mediatico che aveva circondato "il nuovo Sneijder" fosse giustificato - così nella stagione successiva Mastour viene girato al più modesto PEC Zwolle, club di medio-bassa classifica della Eredivisie: in panchina alla prima giornata contro il NEC Nijmegen, trova spazio dalla panchina nelle due gare successive e addirittura la maglia da titolare, la prima in carriera, nella gara del 27 agosto 2016 contro l'Herenveen.

Sono 3 presenze in 4 giornate, sembra un buon inizio, ma in tutto il resto del campionato arriveranno soltanto 2 ulteriori apparizioni in prima squadra, intervallate da panchine, tribune, mezz'ora scarsa in Coppa d'Olanda contro i dilettanti del DVS '33 Ermelo e 9 presenze - con gol all'esordio! - nel campionato riserve. L'esperienza olandese termina con 910 minuti totali spalmati su 15 partite, mai un guizzo degno di nota e nessuna risposta certa sulle qualità di un ragazzo che aveva bruciato le tappe e che a 19 anni sembra già bruciato, dimenticato da quella stessa folla che ne chiedeva a gran voce l'esordio in Serie A.

E così, dopo una stagione ai margini della rosa sia della prima squadra che della Primavera - con cui gioca appena 2 gare - nell'estate del 2018 il contratto di Hachim Mastour con il Milan si conclude senza essere ovviamente rinnovato. La sua avventura in rossonero finisce così, nel silenzio di un'estate dove tifosi e addetti ai lavori devono occuparsi di Yonghong Li e Elliott, di un'iscrizione all'Europa League che sembra in bilico, dell'arrivo improvviso del Pipita Higuain. 

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Le emozioni che mi regala questo incredibile sport sono ineguagliabili.. mi fa sentire vivo , mi fa saltare di gioia , rende tutta la mia vita così bella e l'ho capito fin da subito! appena nato ho capito che avrei vissuto per il calcio che avrei dato tutta la mia vita per realizzare il mio sogno confidato ai tempi , quando ero ancora un bambino , alla mia grandiosa famiglia. A 4 anni ho messo i piedi per la prima volta in quel rettangolo verde e da lì è iniziato il mio viaggio.. e come ogni viaggio ci sono sempre difficoltà da superare mettendosi in gioco ogni singolo giorno. Sono cresciuto con la dedizione del lavoro, e so per certo che con il lavoro e la forza di volontà si possono raggiungere i propri obbiettivi. Volevo ringraziare tutti per i bei messaggi che mi mandate ogni giorno siete unici!!! #football

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Il 4 settembre, a calciomercato concluso, Mastour - assistito da Mino Raiola, lo stesso che gestisce Donnarumma, Ibrahimovic, Balotelli e Pogba solo per fare alcuni nomi - firma un contratto da 200mila euro all'anno con il PAS Lamia, club che sembra voler puntare su di lui e che in effetti nelle prime giornate lo porta spesso in panchina utilizzandolo in 3 occasioni a gara in corso. Ancora una volta però l'hype svanisce quasi immediatamente: oggi, appena iniziato il girone di ritorno, il club è in zona retrocessione e non si avvale già più di Mastour, visto per l'ultima volta in campo lo scorso 3 dicembre per 5 minuti. 

Adesso, con il futuro ormai praticamente alle spalle nonostante abbia appena vent'anni, è probabile che a Mastour quell'estate del 2012 sembri ancor più lontana di quanto già non è. L'estate dei titoli sui giornali, delle folle che applaudivano, dei tifosi che invocavano la presenza di un ragazzo visto soltanto in video dimenticandosi colpevolmente che si trattava soltanto di un ragazzo. L'estate di Hachim Mastour, la promessa non mantenuta.

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