NFL: nono Super Bowl per un Brady inarrestabile, ad attenderlo i Rams

Brady batte Mahomes in una guerra senza quartiere in overtime, stessa cosa fanno i Rams con un calcio decisivo dalle 57 yards di Zuerlein.

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Il Super Bowl è quell’evento d’incredibile portata mediatica e sportiva che ferma gli Stati Uniti per una notte e nella quale gioca sempre Tom Brady. Potremmo riassumere la grande notte NFL in questo modo con un populistico giro di parole. I New England Patriots scappano con la vittoria anche da Arrowhead infliggendo un dardo infuocato nel cuore dei Kansas City Chiefs in overtime e staccando il biglietto per il terzo atto finale consecutivo. il nono di quello che ormai è definibile come il più grande giocatore NFL di tutti i tempi. Da solo Tom Brady ha nove partecipazioni, ovvero più di qualsiasi altra franchigia che non siano i suoi Patriots e trovare qualcuno che possa scalzarlo diventa perlomeno improbabile.

La sua grandezza è sotto gli occhi di tutti in campo, ma lo è anche fuori, perché appreso della presenza di Joe Montana si è illuminato dicendo che lui e Steve Young sono stati i suoi ispiratori in gioventù, sentendosi onorato di potersi esibire al cospetto di uno dei più grandi ogni epoca. Brady guarda a chi lo ha ispirato come lui avrà fatto con molti giovani, ma non perde occasione di dare onore al merito, infatti nel post partita chiede alla sicurezza di poter entrare nella stanza dove c’è Patrick Mahomes per congratularsi della prestazione e parlare con lui qualche minuto. In americano dicono greatness recognize greatness e in questo caso Mahomes, nonostante la sconfitta, ha scritto la prima pagina di quella che ci si aspetta essere una fulgida e ricca (si parla già di rinnovo da 200 milioni di dollari alla scadenza del contratto) carriera.

Con l’intercetto lanciato nel primo quarto TB12 ha interrotto una striscia di 237 passaggi consecutivi nei playoffs senza un intercetto e nonostante il secondo arrivi più tardi (più per un drop di Edelman che per suo errore), c’è stato tempo per la redenzione…e che redenzione. Con i Chiefs sul 21-17 e 7.45 sul cronometro, fa 4-5 per 31 yards e regala a Sony Michel la corsa del 24-21 dopo aver convertito anche un quarto down. Mahomes risponde e porta i suoi sul 28-24, ma un altro drive esemplare permette a Burkhead di fare di nuovo +3 Patriots con 39”. Mahomes compie un piccolo miracolo e pareggia nei secondi finali con un drive stupendo per autorità e precisione, ma nell’overtime non vedrà il pallone perché Brady con 4-9 e 60 yards e un paio di lanci al laser, regala ancora a Burkhead la segnatura che vuol dire Super Bowl.

NFL: Tom Brady è ancora una volta the G.O.A.T.

Guardarlo all’opera nei momenti clutch del match dà quasi un senso d’impotenza, perché è quasi sicuro che ricaverà qualcosa di buono per i suoi. È al cinquantasettesimo drive vincente di carriera e al dodicesimo nei playoffs, ha chiuso con 30-46 per 348 yards, un TD e due intercetti, ma ha saputo rispondere due volte a Mahomes in un finale che ha avuto ben quattro cambi di comando negli ultimi 3.32’ di gioco. In tanti hanno contestato la qualità di gioco dei Patriots in questa stagione, che solo a tratti ha persuaso, ma la loro presenza ai playoffs non è mai in dubbio vista la pochezza della division in cui giocano (fattore che non si può disconoscere all’interno delle loro cavalcate e dei loro record divisionali). Messa da parte l’oggettività delle avversarie, quando arriva la post season Brady è sempre lì a incantare tutti e a lasciare il resto della NFL con un palmo di naso. È un condottiero e anche i compagni non mancano di confermarlo:

Io non capisco come si possa dubitare un giocatore di questo genere -dice Gronkowski- È uno dei più instancabili lavoratori d’America e non molla mai in nessuna situazione, che sia allenamento o partita.

Non mostra un minimo segno di cedimento -dice la safety Duron Harmon- è sempre il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene, che facciamo pesi, corsa, seduta tecnica o situazioni. Questo significa essere un vero condottiero e rende orgogliosi tutti quanti di essere suoi compagni.

Sembrano parole banali, ma sono l’essenza di poter essere in campo nella NFL a 41 anni e ancora mettere in fila tutti i più grandi giocatori del suo ruolo, conducendo i suoi all’atto finale.

Gli avversari saranno i Rams… con il giallo

Greg Zuerlein, prima nei tempi regolamentari e poi nel supplementare con una cannonata da 57 yards, manda i Los Angeles Rams al primo Super Bowl dell’era Mc Vay, nonostante Todd Gurley sia stato limitato a pochissimi snap. I Saints hanno controllato la partita per ampi tratti, ma nel momento decisivo non hanno saputo scoccare il fendente definitivo, dando così la possibilità a un Goff in difficoltà nel primo tempo, ma notevole nel secondo di recuperare e portare i suoi alla vittoria.

Nel finale però c’è un’azione che farà discutere per tanto tempo, con una clamorosa interferenza difensiva di Robey-Coleman che, se sanzionata, avrebbe con tutta probabilità regalato la vittoria ai Saints. Gli arbitri del match sono stati pessimi nella gestione di alcune decisioni, con lo stesso Robey-Coleman autore in precedenza di un’interferenza non sanzionata, un paio di face mask non ravvisati a favore dei Rams e un finale che li ha visti protagonisti influenzando negativamente il risultato. Quando si arriva a questo livello i dettagli fanno la differenza e onestamente l’ultima non chiamata, anche se non ne avremo mai la controprova, potrebbe aver ribaltato l’esito di un championship. I Saints così vedono svanire il passaggio del turno in modo bruciante, come successo nella scorsa stagione con il Minnesota Miracle, lasciando ai Rams l’arduo compito di tarpare le ali alla sete di vendetta di Tom Brady.

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