UFC, a Brooklyn debutta la "regina della violenza" Ariane Lipski

Nella tappa d'esordio del 2019 in casa UFC, l'ex campionessa dei pesi mosca KSW porterà fascino e ferocia per la prima volta all'interno dell'ottagono, sfidando la scozzese Joanne Calderwood.

Ariane Lipski, al debutto in UFC KSW

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Le arti marziali miste femminili non saranno rappresentate solo da Paige VanZant e Rachael Ostovich a UFC Fight Night: Cejudo vs. Dillashaw, prima card dell'anno per la principale promotion mondiale di MMA. Nei prelims dell'evento in programma questo sabato al Barclays Center di Brooklyn, infatti, gli appassionati delle Women's MMA troveranno un altro nome a loro molto famigliare, pronto a farsi conoscere anche dagli altri fan della disciplina. Trattasi di Ariane Lipski, lottatrice di origine brasiliana e prospetto di grande interesse nella categoria dei pesi mosca, con un record di 11 vittorie e 3 sconfitte.

Nonostante la sua giovane età (24 anni), la fighter originaria di Curitiba ha già saputo tagliarsi un posto di rilievo nel firmamento delle MMA mondiali extra-UFC, dapprima facendosi strada con qualche fatica nella scena carioca, poi trovando la sua ideale dimensione in Polonia. È stata infatti la ribalta offerta dalla locale KSW (Konfrontacja Sztuk Walki), una delle principali organizzazioni nel Vecchio Continente, a darle le maggiori soddisfazioni in termini di visibilità e successi dentro la gabbia, con un ruolino di marcia di 5 vittorie in altrettanti match e la conquista del titolo flyweight nel maggio 2017.

Ora per lei, forte di una striscia di 9 affermazioni di fila in quasi 4 anni, è giunto il momento del "grande salto" oltreoceano, che prenderà forma nella nuova Mecca degli sport da combattimento a New York, sugli schermi della prestigiosa tv americana ESPN (in Italia su UFC Fight Pass) e con la benedizione del presidente Dana White su Twitter.

Ariane Lipski, al debutto in UFCKSW

UFC, fascino e ferocia: come combatterà Ariane Lipski 

Pochi soprannomi colgono l'essenza di un mixed martial artist come "Violence Queen" per Ariane Lipski. A un indubbio fascino da regina, infatti, la brasiliana combina uno stile di lotta contraddistinto dalla ferocia di chi vuole vincere il più velocemente possibile, espressa attraverso solide basi di Muay Thai nelle fasi in piedi e Brazilian Jiu Jitsu al tappeto. Abituata alla pressione dei grandi appuntamenti (a KSW 39: Colosseum si è esibita di fronte a ben 57.766 persone) e fisicamente addestrata per incontri di lunga durata (la sua più recente affermazione contro Silvana Gomez Juarez a KSW 42 è arrivata per decisione dei giudici dopo 5 round), predilige chiudere gli incontri soprattutto per KO, soluzione adottata in 6 delle 11 uscite vincenti nella sua carriera. Le ultime settimane di preparazione per il match di Brooklyn passate con l'ex campionessa UFC Cris Cyborg e il coach Rafael Cordeiro, punto di riferimento per lo striking nelle Mixed Martial Arts, non potrà che averne accentuato il tasso di pericolosità in tal senso.

Nel suo primo incontro sotto le insegne dell'Ultimate Fighting Championship, è legittimo aspettarsi da parte sua costanti tentativi di ridurre la distanza con la diretta rivale dentro l'ottagono, in maniera simile a quanto fa la connazionale Jessica Andrade. In tal modo, essa si mette nelle condizioni di scaricare la sua impressionante potenza con pugni e calci o ingaggiare fasi di clinch, nelle quali può fiaccare le resistenze altrui con dolorose gomitate e ginocchiate al corpo. Inoltre, la Lipski è in grado di rendersi temibile anche con il suo arsenale di prese di sottomissione, di cui ha avuto un saggio Mariana Morais a KSW 40, intrappolata in un'originale e inappellabile rear-naked choke dopo soli 58 secondi.

A impedire che quello della "regina della violenza" non si riveli un debutto col botto davanti al pubblico di Brooklyn penserà la scozzese Joanne "JoJo" Calderwood (12-3 MMA, 4-3 MMA), l'avversario ideale per esaltare le qualità dell'ex stella KSW e regalare grande spettacolo nella gabbia più prestigiosa del mondo. Anch'essa, infatti, può vantare un background nella Muay Thai come la brasiliana e solitamente preferisce reagire alle incursioni delle avversarie piuttosto che attaccare per prima, condizione che potrebbe proporsi di frequente questo sabato. Inoltre, come rivelato a MMAJunkie, l'ultima vittoria per sottomissione ai danni di Kalindra Faria e il trasferimento definitivo negli Stati Uniti (precisamente a Las Vegas, sede dell'UFC Performance Institute) sembrano averle dato nuove motivazioni per esprimere appieno il proprio potenziale. Un ottimo presupposto per far suo il premio di "Fight of Night", insieme all'ambiziosa neo arrivata nella divisione flyweight proveniente dal paese verde-oro.

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