MotoGP, Massimo Rivola da Ferrari ad Aprilia: "Iannone come Maradona"

Massimo Rivola ha lasciato la scuderia Ferrari dopo un decennio per tentare una nuova sfida in MotoGP con Aprilia. Il direttore sportivo preannuncia un giro di vite nel paddock e punta molto su Andrea Iannone.

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Dopo la laurea in Economia e Commercio, Massimo Rivola ha intrapreso la carriera in Formula 1 presso l'ufficio marketing della Minardi all'età di 27 anni, facendosi spazio prima come responsabile sponsor, poi come marketing manager. In pochi anni viene nominato vice team-manager, poco dopo team manager dal 2006 fino al 2008, anche con il passaggio della scuderia al gruppo Red Bull con la fondazione della Toro Rosso. Nel 2009 inizia l'avventura in Ferrari in qualità di direttore sportivo, è stato al fianco di campioni del calibro di Alonso, Vettel e Leclerc, prima di essere nominato direttore della Ferrari Driver Academy nel 2016.

L'anno scorso è arrivata la telefonata della svolta da parte di Roberto Colaninno, numero uno del gruppo Piaggio, che gli porge sul piatto d'argento le chiavi del futuro di Noale. L'obiettivo è lasciare subito il ruolo di fanalino di coda nel Mondiale MotoGP, una sfida diretta contro l'azienda austriaca KTM, che sulle due ruote sta affermando un'inarrestabile ascesa internazionale. Una sfida certo non facile, ma Aprilia ha soldi e uomini per costruire un progetto molto ambizioso. Insieme a Massimo Rivola ci saranno diversi volti nuovi nel box veneto, a cominciare da Andrea Iannone, che dovrà svolgere il ruolo di "Maradona" in pista, oltre al collaudatore Bradley Smith e i due capitecnici Antonio Jimenez e Fabrizio Cecchini.

Nella scorsa stagione Scott Redding non è mai andato oltre l'11esima piazza, Aleix Espargarò ha centrato la top ten solo tre volte, con il podio che resta ancora un miraggio. Ma l'arrivo del pilota di Vasto è stato pensato per intraprendere un percorso di crescita basato sulla sua lunga esperienza in Suzuki e Ducati. I suoi feedback saranno utili per costruire la base della RS-GP soprattutto in termini di elettronica, per calibrare quella centralina che riveste sempre un ruolo maggiore nel Mondiale di MotoGP, ma anche in termini di motore e gestione gomme. Soprattutto servirà maggior prontezza di gestione e attuazione delle richieste, compito che spetterà ad un pezzo da novanta come Massimo Rivola.

Massimo Rivola dalla F1 alla MotoGPGetty Images

MotoGP, Rivola: "Necessario un giro di vite nel paddock"

Dopo l'annuncio ufficiale agli inizi di dicembre l'ex direttore tecnico Ferrari ha trascorso buona parte del tempo a conoscere il "fattore umano", restando impressionato dall'ambiente che ha trovato a Noale, nulla da invidiare alla Motor Valley emiliana. Aprilia è una piccola realtà rispetto a Honda e Ducati, ma c'è la cultura di fare le cose per bene

Non si può sperperare. In Minardi e Ferrari ho vissuto gli estremi, ma la competenza che ho visto a Noale mi fa essere fiducioso - ha dichiarato Massimo Rivola a 'La Gazzetta dello Sport -. Qui posso e devo fare la differenza. È una sensazione bellissima... Se arriveranno i risultati ci sarà più interesse degli sponsor, più credibilità, più forza del marchio. Io ho una cultura da motociclista, da smanettone, andavo a girare al Mugello, prima che Stefano Domenicali me lo vietasse.

L'attenzione del nuovo amministratore delegato e direttore sportivo sarà puntata soprattutto sul rapporto con Iannone ed Espargarò, metterli in condizione di ottenere risultati importanti, facendo capire loro che fame e umiltà sono fattori decisivi.

Andrea è velocissimo, ha il giro veloce nel polso, una rarità. Può fare la differenza ed essere un traino per tutta la squadra. Non ho esperienza nella gestione dei piloti moto, credo siano “animali” diversi quelli dell’auto. Noi, la squadra, facciamo i Gattuso, ma il nostro Maradona da cui ci si aspetta il gol o l’assist vincente è il pilota.

Sarà un anno di duro lavoro per costruire una moto da podio almeno in ottica 2020, senza escludere qualche piccola soddisfazione già nella prossima stagione che inizierà ufficialmente a Sepang agli inizi di febbraio con la prima sessione di test IRTA del 2019. Massimo Rivola sarà presente ad ogni appuntamento, pronto a raccogliere ogni opportunità per sviluppare la moto di Noale. Tra gli obiettivi imporre una certa disciplina in stile Formula 1.

Il paddock somiglia a quello della F.1 di una volta, è un mondo molto più aperto, sarà difficile introdurre regole più rigide. Quando Massa lasciò la Ferrari, mi regalò la sua tuta con una dedica: “Al mio poliziotto preferito”. All’Academy avevo imposto un euro di multa per ogni minuto di ritardo. So che dovrò andarci piano, ma un giro di vite sarà necessario.

Andrea Iannone in MotoGPGetty Images

Massimo Rivola: "Lasciare Ferrari non è facile"

Massimo Rivola ha lasciato l'ambiente Ferrari pochi giorni prima della grande svolta. L'addio di Maurizio Arrivabene era nell'aria per gli addetti ai lavori del Cavallino, una scelta inevitabile per porre le basi di un futuro rigoglioso.

È stata una decisione presa per il bene del team. Si è voluto guardare più in là, sembra il progetto che aveva in mente Marchionne. Spero che Mattia possa lavorare in serenità, cosa non facile a Maranello. 

Dopo un decennio con la Rossa non è stato facile cambiare azienda e passare dalle quattro alle due ruote, ma Aprilia gli ha dato la possibilità di voltare pagina e iniziare una nuova avventura. Il primo passo è vincere lo scontro diretto con l'azienda austriaca KTM con cui si contendono l'ultimo e il penultimo posto fra i costruttori della MotoGP.

Lasciare la Ferrari non può essere facile. Ma questa è una sfida bella, doppia, sia a livello sportivo che di prodotto... Il nostro è il budget più piccolo tra i team ufficiali, ma mi sento di dire che Aprilia è meglio di KTM.

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