Chevanton e il primo Natale a Lecce: "Passato a birra e noccioline"

Arrivò a Lecce con Giacomazzi: da allora sono diventati inseparabili. "Ancora oggi quando giochiamo a calcetto se Guillermo non mi passa la palla mi arrabbio".

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Esseri umani prima ancora che professionisti. Troppo spesso ci si dimentica che dietro ai calciatori, con i loro successi e le loro fortune, ci sono uomini, con emozioni e sentimenti. Nel 2001, a 21 anni, l'uruguaiano Ernesto Chevanton arrivò in Italia, a Lecce. Lì oggi è una leggenda (ha giocato 124 partite segnando 59 gol ed è così al quarto posto nella classifica all-time del club). Lui, insieme al suo connazionale Guillermo Giacomazzi (di tre anni più grande ma arrivato insieme a lui in Salento) è l'unico ad aver segnato almeno un gol per il Lecce in tutte e tre le prime categorie nazionali.

Eppure il suo rapporto con Lecce (città e squadra) ci ha messo un po' a ingranare. Ernesto era giovane, era sulla rampa di lancio, ma era anche lontano migliaia di chilometri da casa. E questo, specie nei giorni di festa, può diventare un problema. In un'intervista rilasciata a Dazn i due uruguaiani hanno raccontato le difficoltà dei primi mesi.

Il primo Natale vissuto in Italia è stato triste. Volevamo tornare a casa in Uruguay ma ci vietarono di partire. Lo abbiamo passato a casa di Guillermo bevendo birra e mangiando noccioline. Sembravamo due scemi...

Col tempo però si sono trovati sempre più a proprio agio in Italia e a Lecce, al punto che ormai è diventata casa loro. Fra i due si è comprensibilmente venuto a creare un rapporto fortissimo, testimoniato da una foto scattata nel maggio del 2011 dopo un gol di Giacomazzi al Napoli, e che diede la salvezza ai salentini:

Ce l'ho ben incorniciata casa. Solo a guardarla mi emoziono: Guillermo è come un fratello per me e quel gol ci ha salvato dopo un anno difficile.

Lecce, Chevanton e Giacomazzi si raccontano fra passato, presente e futuro

Il futuro di Chevanton è in campo, proprio come il suo passato. Non più da giocatore, ovviamente, bensì da allenatore. Vuole insegnare ai più piccoli a giocare a calcio.

Io stesso sono ancora bambino, per questo sono più adatto al settore giovanile.

Ernesto  Chevanton ai tempi del LecceGetty Images
Ernesto Chevanton ai tempi del Lecce

Fra Chevanton e Giacomazzi, invece, continua a esserci un rapporto speciale:

Quando giochiamo a calcetto con gli altri amici e siamo in squadra insieme, se mi arrabbio Guillermo mi passa subito il pallone.

Esseri umani prima ancora che professionisti. Con i loro problemi e i loro rapporti di amicizia. Proprio come succede a Ernesto Chevanton e Guillermo Giacomazzi. Arrivati insieme a Lecce nel 2001 e da allora inseparabili.

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