Calciomercato, il Real Madrid vince e Isco non gioca: prove di addio?

Nonostante le assenze anche a Siviglia il trequartista spagnolo rimane in panchina. Solari gli preferisce i giovani ma spiega: "Nulla di personale contro di lui".

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Pochi giorni fa Isco, tramite il suo agente, aveva detto di volersi giocare le (ultime?) chance per prendersi un posto da titolare nel Real Madrid. Il trequartista malagueño da tempo sembra essere finito fuori dai piani di Santiago Solari, con la società che - in chiave calciomercato - sta cercando di capire quale delle tante reali pretendenti sia davvero disposta a fare una follia per portarselo a casa.

Nel frattempo però il Real Madrid continua la sua marcia in Liga e Isco, di campo, ne sta vedendo davvero poco. Soprattutto da quando sulla panchina delle Merengues è arrivato l'argentino Solari: con il nuovo tecnico, lo spagnolo è partito dal primo minuto solo in due occasioni e solo pochissime volte è stato mandato in campo a partita in corso. Anche a Siviglia, nella vittoriosa trasferta contro il Betis, Solari lo ha tenuto inchiodato alla panchina preferendo fare entrare a partita in corso i giovanissimi Cristo Gonzalez e Brahim Diaz.

Mosse, peraltro, rivelatesi vincenti visto che nel finale è stato proprio Dani Ceballos, un altro dei giocatori sotto osservazione da parte del club, a segnare il gol della vittoria. La situazione di Isco però è diventata insostenibile, figlia di un rapporto con il tecnico madridista mai sbocciato sul serio e, probabilmente, anche di scelte infelici da parte del giocatore, che ormai da anni si ostina a rimanere in una squadra - e in un contesto - che evidentemente non fanno per lui. È ora di cambiare e di farlo in fretta: in tal senso, la prossima sessione di calciomercato sarà quella che porterà Isco lontano da Madrid. E, probabilmente, anche dalla Spagna.

Isco, ormai ai margini del Real MadridGetty Images

Calciomercato, Solari su Isco: "Casi creati sul nulla"

Nel postpartita del Benito Villamarin Isco ha monopolizzato l'attenzione dei media. Le immagini che lo hanno più volte ripreso seduto da solo in panchina, senza compagni intorno, hanno fatto il giro delle televisioni e così è stato inevitabile per i giornalisti spagnoli chiedere spiegazioni a Solari. Il tecnico del Real Madrid non si è sbottonato troppo, spiegando con parole di circostanza l'esclusione di due pezzi da novanta come Isco e Marcelo:

Sono responsabile di allenare un gruppo, non i singoli calciatori. Ho già detto più volte che io non ho nulla di personale contro nessuno. Semplicemente sono chiamato a fare delle scelte e devo mandare in campo quella che ritengo essere la squadra migliore.

Da quando si è insediato in panchina, Solari ha puntato molto sui ragazzi provenienti dal Castilla, alcuni dei quali hanno oscurato le prestazioni dei giocatori della prima squadra: tra questi spicca anche Vinicius Junior, giovane talento brasiliano che ormai sembra essersi preso definitivamente una maglia da titolare in un Real Madrid anagraficamente sempre più giovane:

Siamo quelli che siamo. Ci sono giocatori che in questo momento mi danno molte più sicurezze di altri. Non esistono casi legati ai singoli. Isco? Siete voi che create continuamente polemiche, io lo considero un elemento alla pari degli altri.

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Sebbene i numeri dicano altro, Solari continua per la sua strada e, a questo punto, per Isco si spalancano le porte del calciomercato. Il Real Madrid fino a qualche settimana fa chiedeva almeno 60 milioni di euro per cederlo, ma vista l'abbondanza di club interessati a mettere le mani sul trequartista dei Blancos, in estate si potrebbe scatenare una vera e propria asta. Il prima fila per assicurarsi le prestazioni di Isco c'è sempre la Juventus, che dal canto sua avrebbe anche la chiave per provare a convincere definitivamente Florentino Perez.

Ovviamente parliamo di Paulo Dybala, giocatore che a Madrid seguono da diverso tempo. L'argentino potrebbe rientrare nei discorsi tra i club, con la Juventus che prendendo Isco si porterebbe a casa l'ennesimo giocatore in grado di far fare alla squadra un considerevole salto di qualità. Occhio però al Manchester City, dove Guardiola starebbe seguendo con molta attenzione la situazione: il tecnico catalano è un grande estimatore del classe 1992 che, sulla sponda blu di Manchester, potrebbe finalmente trovare l'evoluzione tattica necessaria per svoltare la propria carriera. Ciò che è certo, a oggi, è la fine del matrimonio tra il giocatore e il Real, una storia durata sei anni mai veramente sbocciata in amore.

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