Teramo, la frase shock dell'ad Di Matteo: "Camorra scelta di vita"

Nicola Di Matteo, radici casertane: "La camorra una montagna di m...? La considero una scelta di vita, loro mi rispettano e io rispetto loro". Il Pd: "Sconcertati, faccia chiarezza".

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Ha lasciato la Campania 50 anni fa, affermandosi come imprenditore nel settore dell'edilizia e ora ha rilevato il 20% del pacchetto azionario del Teramo, formazione abruzzese attualmente tredicesima nel girone B di Serie C, con 23 punti all'attivo. Le prime dichiarazioni di Nicola Di Matteo da socio del club teramano, però, hanno fatto discutere. E non poco.

Le parole del nuovo socio del Teramo, infatti, rischiano di scatenare un polverone politico. Nella sua conferenza stampa di insediamento, Di Matteo ha spiegato di aver lasciato la sua Caserta quando aveva appena 16 anni. Nella sua autobiografia, dal titolo "Una vita salvata", l'imprenditore edile ha raccontato l'ambiente nel quale è cresciuto e il fatto di aver condiviso la gioventù con amici che poi hanno preso vie non proprio ortodosse.

Così, nel corso di un'intervista rilasciata a Vera TV a margine della sua conferenza di insediamento da amministratore delegato del Teramo, Di Matteo ha parlato anche del suo passato. E una fetta delle sue dichiarazioni ha lasciato strascichi.

Mia madre non voleva che andassi via dal mio paese, però in quel tipo di vita io non mi ci vedevo. La mia autobiografia? Quando aveva sedici anni, io con certa gente giocavo assieme, eravamo ra­gazzini insieme. Adesso dire che la camorra è una montagna di m… proprio no. Io la considero una scelta di vita, loro hanno rispetto di me e io ho rispetto di loro. Ognuno fa la sua scelta, loro mi hanno lasciato vivere la mia vita.

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Nel corso della sua prima uscita in pubblico da ad del Teramo, Di Matteo ha anche approfondito i piani riguardanti le strutture societarie del club e gli obiettivi futuri ("In Serie B entro 3-4 anni"), ma a guadagnare la scena sono state le sue considerazioni sul passato e sulla camorra. Condannate in una nota ufficiale da Luca Pilotti, Capogruppo del Gruppo consiliare Pd di Teramo:

Esprimiamo sconcerto e disapprovazione. La camorra non è una scelta di vita, ma una gravissima forma di criminalità organizzata (...) È inaccettabile che tali parole siano pronunciate da una persona inserita in un contesto societario che rappresenta e spende il nome della nostra Città ed occorre che il signor Di Matteo chiarisca di fronte ai Teramani tutti le dichiarazioni rese.  Altrimenti è bene che sia lo stesso, che la Teramo Calcio, sappiano che chi la pensa così non è il benvenuto a Teramo.

A cercare di gettare acqua sul fuoco è stato lo stesso Di Matteo, firmatario di una nota stampa diffusa dalla società del Teramo sul proprio sito ufficiale:

Non mi ritengo un fine oratore (...) specialmente di fronte a una telecamera, ma l’oggetto della conferenza, la mia presentazione nel ruolo di Amministratore delegato della S.s. Teramo Calcio, lo imponeva e non mi sono tirato indietro. È la storia della mia vita a confermarlo: alle mere chiacchiere ho sempre risposto con i fatti, gli stessi che mi hanno portato a costruire qualcosa d’importante nel mio ramo professionale, partendo davvero dal nulla (...)  Non rinnego la mia terra, né le mie origini, ci mancherebbe, così come fa parte del mio animo rispettare tutti, ma ribadisco un concetto già affermato, per evitare ulteriori malintesi: ognuno di noi ha il diritto di scegliersi la sua strada e di disegnare il proprio percorso, ma quel tipo di vita non mi piaceva, né la reputo raccomandabile. La serietà professionale e lo spirito di sacrificio sono stati gli unici ingredienti capaci di portarmi dove sono ora, con lealtà e rettitudine. Rivolgendomi, ora, in maniera specifica alla città di Teramo, vorrei che possiate giudicarmi non per i classici luoghi comuni che caratterizzano il nostro Paese, ma per il lavoro che metterò in opera: sono un entusiasta del calcio e cercherò di dare una mano al club con l’innata passione che mi lega a questa disciplina. Se dovessi riuscirci o meno, sarà soltanto il tempo a valutarlo. 

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